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In primo piano

Gianluca Santeramo, autore di "Renè"

Gianluca Santeramo



Allevato in quel di Matera da genitori che hanno occhi solo per i loro figli, da un Commodore VIC 20 e da Goldrake, si è diplomato in Informatica Industriale nel lontano 1995. Sognava un Airbus, ma qualcosa andò storto nelle comunicazioni col divino, sicché oggi scorrazza con un bus del TPL per le strade di Vicenza. Non è mai riuscito a recidere il cordone ombelicale che lo lega alla fantascienza sin dalla più tenera età. Esperienze nella vita ne ha fatte: è stato soccorritore e autista di autoambulanze, guardia giurata, tecnico di sistemi antirapina satellitari, elettricista, cameriere, ecc. Per diletto ha scritto un paio di videogiochi e messo su qualche sito internet. Nel frattempo, tanto per colmare i tempi morti, imparava anche a suonare, a costruire aeromodelli e piccoli robot. Poi un giorno, dopo aver corretto decine di bozze di scrittori in erba tra un capolinea e l’altro, si è messo anche a scrivere: da allora sono iniziati i guai…
Renè, ed. Zerounoundici Edizioni, è il mio primo romanzo.
“Il Riparatore" è il suo romanzo d'esordio.

Redattore | Recensore






Renè



Editore: Zerounoundici Edizioni
Genere: Fantascienza
ISBN 978-8863079173

Costo cartaceo: 15,70 €
La banda del book
Ibs

Costo ebook: 5,99 €
Amazon








In un futuro lontano, il pianeta Terra assiste ad un fenomeno eccezionale: vegetali ed animali reclamano il loro diritto alla vita attraverso una sorta di ristrutturazione generale. Nello stesso tempo, l'umanità è soggiogata da una dilagante sterilità che non trova spiegazione. Nonostante tutto, il popolo marziano trova il tempo di impegnarsi in una guerra di secessione nei confronti dei terrestri, sino al giorno in cui una grande nave spaziale non compare dal nulla. Giuseppe, un prete cattolico marziano, si interroga su tutto quanto stia succedendo attorno a lui impegnandosi, non avendo altri mezzi, in un lungo discorso storico e filosofico a due voci. Lungi dall'essere schizofrenico, Giuseppe può contare, infatti, sulla compagnia di René, un essere metafisico di natura informatica ch'è in grado di parlare nella mente di chiunque attraverso il respot, un impianto celebrale installato ad ogni nascituro, le cui radici si perdono nel tempo.




1.
Chi è René… Un angelo? Un demone? Cos'è René… Pensiero? Realtà? Macchina?
Forse non c'è una vera risposta, o forse le risposte sono tutte vere perché René ha forma cangiante di coscienze diverse, di vite diverse che si susseguono vertiginose lungo il filo tessuto dalle Moire.
Il tempo narrativo è un futuro distante tre secoli dal nostro, dove la Terra e Marte ospitano in egual misura esseri umani che, quasi inevitabilmente, sentono il peso delle differenze più pressante rispetto a quello della comune origine. Ed ecco quindi la guerra bussare alle porte dei due mondi, anzi sfondarle, nonostante una dilagante sterilità stia già segnando i destini dell'umanità.
In questo scenario apocalittico si muove Giuseppe, un prete cattolico marziano. Impotente di fronte alle sorti sue e dei sui simili, incapace di trovare una vera soluzione da condividere con il prossimo, a Giuseppe non resta altro che interrogare René, e intessere con lui un dialogo in equilibrio tra filosofia e storia.
René appare come un essere metafisico, ma ha la natura informatica di una rete neurale in perenne connessione con gli uomini, attraverso un impianto celebrale. René vede, René conosce, René ricorda.
Arturo, Marco, Davide, Carlo, Maria e Riccardo, padri e figli, nonni e nipoti, René ripercorre la sua storia seguendo il filo delle loro, condividendo con il prete la sua strana linea genealogica, in cerca più di domande che di vere risposte. Una su tutte: quale futuro può mai desiderare una macchina?
Quella di Gianluca Santeramo è un'opera prima che cavalca il genere fantascientifico per arrivare oltre, è una fiaba post-moderna che nella semplicità del suo linguaggio sa trarre la forza della sua morale, lanciando un vero e proprio monito alla nostra generazione in quanto capostipite di quelle future.
Perché a questo mondo siamo tutti connessi in qualche modo, e se il battito d'ali di una farfalla può generare un uragano, quali conseguenze potranno mai avere le nostre azioni sui destini dei nostri figli?
Ma forse, per avere la risposta, dovremo aspettare sino al giorno in cui, dal nulla, una grande nave spaziale comparirà nei cieli delle nostre vite.
di Michael Franzoso

2.
Il romanzo inizia su Marte, nel bel mezzo di una guerra tra il pianeta rosso e la Terra. Eppure, quasi subito ci si accorge di non avere tra le mani una space opera; infatti il punto di forza della vicenda sono i personaggi, le loro vite e il modo in cui sono raccontate. La guerra resta sullo sfondo, come la misteriosa e gigantesca astronave che si aggira sorniona nel sistema solare... a me ha fatto tornare in mente il monolite nero del film 2001 odissea nello spazio.
Andando avanti nella lettura si è continuamente spiazzati da nuove trovate che mantengono alta l’attenzione e soprattutto, ogni novità è ben incastrata nella storia e rende il tutto credibile. In ogni caso, per quel poco che viene svelato di volta in volta, tanto è lasciato all’immaginazione del lettore che si mette a fare ipotesi su cosa scoprirà nelle pagine successive e quasi sempre, a me è successo, non c’indovina.
Bello il duello verbale sulla religione tra il prete e la sua coscienza, o col diavolo tentatore... o semplicemente con René, l’intelligenza artificiale inventata da Marco.
A proposito: René è il protagonista del romanzo? Sì e no. Forse la vera protagonista è l’umanità, scomposta e raccontata in tante vite. Quella di Arturo e del nonno, custode geloso di un importante segreto, quella commovente della piccola Sophie, quella di Davide, di Maria e di Riccardo.
Azzeccato l’interrogatorio di René, fatto dal filosofo con intenti inquisitori, per scoprire se la macchina senziente e onnipresente sia un pericolo per la razza umana. E qui viene in mente Skynet, la fredda intelligenza artificiale che pianifica lo sterminio dell’uomo; controbilanciata da Isaac Asimov e dalle sue leggi della robotica, che rendono il cervello positronico migliore di quello umano proprio perché impossibilitato a far del male.
L’opera manca forse di una certa dose d’azione, ma non credo sia necessaria in un romanzo di questo tipo. Le sorprese, comunque, continuano ad arrivare. Ed ecco che molte delle cose che per duecento pagine si sono assimilate come certe, improvvisamente vengono rovesciate. E l’autore è abile nel riuscire a non svelare tutto fino alle ultimissime pagine.
Il risultato è un buon prodotto letterario, ben scritto e ben organizzato.
di Marco Alfarolfi


3.
Quando si inizia a leggere il libro di un autore esordiente si tende ad essere guardinghi, curiosi ma attenti e pronti a qualsiasi evenienza. Ecco: questo è quello che succede leggendo il romanzo di esordio di Gianluca Santeramo. Una storia geniale e ben articolata; scritta in modo asciutto, anche tecnico talvolta, ma il tutto è perfettamente omogeneo e dosato in modo sapiente. All’inizio non capisci, non trovi il filo che porta alla storia, cosa c’entra il diavolo, un prete, la guerra tra Marte e la Terra in un epoca futura, una misteriosa ed enorme navicella spaziale… e poi chi è Renè, cos’è Renè. Ma quello che sembrava nebuloso all’inizio, piano, piano si dipana e lascia intuire le prime risposte. Attraverso un meccanismo misterioso, persone normali, talvolta banali e riluttanti, si ritrovano a cambiare il mondo, ovvio quello del 2100 o 2200. Renè inspiegabilmente è sempre al loro fianco, al fianco di tutti, lui e tutta la sua conoscenza. E così scopri che, mentre ti prende per mano e ti porta in viaggio attraverso i dubbi, le certezze e gli sconforti di tutta l’umanità, è la tua anima ad essere scossa e messa in discussione insieme a tutte le “regole”, insieme a tutte le “convenzioni” . La rete neurale, cioè Renè, è la macchina, noi siamo gli essere pensanti, forse non più tanto pensanti e forse neanche più tanto umani. Questo vuole comunicarci Renè: riprendetevi la conoscenza. Da questo lavoro traspare una profondo rispetto e amore per l’apprendimento, la comprensione delle cose, e un amore ancora più grande per i libri in quanto mezzo fisico che rende possibile tutto ciò. Ma René ci esorta anche a recuperare la nostra capacità di amare e soffrire, in sostanza la nostra vera umanità, cercando di farlo in condivisione e simbiosi con la natura che ci circonda. Un romanzo che fa veramente riflettere molto, fa pensare a dove vogliamo andare, con chi vogliamo rimanere connessi, e soprattutto ci dice che ognuno di noi, per quanto piccolo e insignificante, è importante e determinante. Il mondo descritto nel libro potrebbe non essere fantasia, potrebbe in qualche modo aver previsto il futuro. In questa ottica questo romanzo è prezioso e si può farne veramente un buon uso. Complimenti vivissimi all’autore e soprattutto mi auguro che “René” riesca a emergere, portando il suo messaggio a più persone possibili.
di Mara Cristina Dall’Asén


4.
Prima di iniziare questa recensione, vanno fatti i complimenti all'autore per aver dato vita a questo toccante e magnifico romanzo.
Sì, perché René è indubbiamente una di quelle storie che ti lascia il segno e questo avviene sia nel corso della lettura, che una volta conclusa.
Scritto con un linguaggio molto scorrevole, a tratti dai toni quasi favolistici, l'obiettivo principale di questo romanzo è senz'altro quello di far riflettere il lettore, perché lo scrittore affronta tematiche di diversa natura, in primis quella del difficile rapporto uomo - macchina, portando così alla luce questioni di natura morale e filosofica. Non solo, ma viene in qualche modo avanzata anche una critica alla società odierna, in cui spesso l'uomo compie delle scelte sbagliate che non possono far altro che portare a delle conseguenze inevitabili.
La storia è ambientata in un futuro lontano dove, nonostante l'umanità abbia fatto passi da gigante dal punto di vista della scienza e della tecnologia, non mancano comunque altri problemi di grossa entità come quello della sterilità, a cui nessuno però riesce a trovare una causa specifica. Il racconto si apre poi su un imminente conflitto bellico tra gli abitanti della Terra e tra gli abitanti di Marte, momento che tuttavia viene interrotto dall'arrivo improvviso di un'enorme nave spaziale, apparsa già moltissimo tempo prima dei fatti narrati nella trama principale e che aveva creato il panico tra la gente. Anche in questa occasione, la sua presenza silenziosa è vista da entrambi i popoli come una minaccia ben più grave della guerra che sta per compiersi.
Un'altra cosa da aggiungere è che gli avvenimenti vengono raccontati a due voci: la prima appartiene a Giuseppe, un prete cattolico che vive su Marte; egli si interroga non solo su quello che sta accadendo attorno a lui, ma anche sulle origini del suo interlocutore, nonché seconda voce narrante, René. Un botta e risposta fra i due personaggi, tramite dialoghi pungenti e arguti. Una riflessione continua, che porta al sorgere di tante domande, ma alle quali alcune volte possiamo trovare facilmente la risposta.
Ma chi è veramente René? Nel romanzo viene presentato come un'intelligenza artificiale, che esiste da tanto tempo e che può parlare nella mente di chiunque possieda un respot, cioè un impianto cerebrale. Può essere però visto anche come una sorta di coscienza dell'uomo, se non come una specie di divinità; almeno, questa è la sensazione che mi ha dato il suo modo di agire.
Egli, a parer mio, è il reale protagonista del racconto, tanto che ne viene ripercorso l'albero genealogico ed è lui stesso a raccontare a Giuseppe quali sono le sue origini. Così facendo, veniamo coinvolti emotivamente anche nella sua storia famigliare e nel suo operato, esplorando
inoltre trame diverse da quella principale e conoscendo una miriade di altri personaggi ai quali non è possibile non affezionarsi e con i quali, a volte, non è possibile non immedesimarsi. Occorre sottolineare che tutte queste persone che ha conosciuto René, che hanno fatto parte della sua vita e di cui lui, a sua volta, ha fatto parte della loro, hanno lasciato un'importante traccia non solo nella storia umana, ma anche in quella delle macchine.
Per concludere, consiglio assolutamente questo romanzo e vorrei finire con una citazione, secondo me molto significativa, che può riassumere il tema principale del romanzo, ovvero, come detto all'inizio, quello della relazione tra l'uomo e la tecnologia: «Non dico questo, Maria. Ma una porta puoi aprirtela da sola. E non hai bisogno di un robot per colmare un bicchiere d'acqua. La tecnologia ha perso molto tempo fa il suo vero senso, quello di migliorare la qualità della vita e si è trasformata, lentamente ma inesorabilmente, in uno strumento per soddisfare ogni forma di vanità e pigrizia. Ha smesso di essere utile ed è diventata futile.»
di Stefania Dorigatti



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2 commenti:

  1. Il romanzo inizia su Marte, nel bel mezzo di una guerra tra il pianeta rosso e la Terra. Eppure, quasi subito ci si accorge di non avere tra le mani una space opera; infatti il punto di forza della vicenda sono i personaggi, le loro vite e il modo in cui sono raccontate. La guerra resta sullo sfondo, come la misteriosa e gigantesca astronave che si aggira sorniona nel sistema solare... a me ha fatto tornare in mente il monolite nero del film 2001 odissea nello spazio.
    Andando avanti nella lettura si è continuamente spiazzati da nuove trovate che mantengono alta l’attenzione e soprattutto, ogni novità è ben incastrata nella storia e rende il tutto credibile. In ogni caso, per quel poco che viene svelato di volta in volta, tanto è lasciato all’immaginazione del lettore che si mette a fare ipotesi su cosa scoprirà nelle pagine successive e quasi sempre, a me è successo, non c’indovina.
    Bello il duello verbale sulla religione tra il prete e la sua coscienza, o col diavolo tentatore... o semplicemente con René, l’intelligenza artificiale inventata da Marco.
    A proposito: René è il protagonista del romanzo? Sì e no. Forse la vera protagonista è l’umanità, scomposta e raccontata in tante vite. Quella di Arturo e del nonno, custode geloso di un importante segreto, quella commovente della piccola Sophie, quella di Davide, di Maria e di Riccardo.
    Azzeccato l’interrogatorio di René, fatto dal filosofo con intenti inquisitori, per scoprire se la macchina senziente e onnipresente sia un pericolo per la razza umana. E qui viene in mente Skynet, la fredda intelligenza artificiale che pianifica lo sterminio dell’uomo; controbilanciata da Isaac Asimov e dalle sue leggi della robotica, che rendono il cervello positronico migliore di quello umano proprio perché impossibilitato a far del male.
    L’opera manca forse di una certa dose d’azione, ma non credo sia necessaria in un romanzo di questo tipo. Le sorprese, comunque, continuano ad arrivare. Ed ecco che molte delle cose che per duecento pagine si sono assimilate come certe, improvvisamente vengono rovesciate. E l’autore è abile nel riuscire a non svelare tutto fino alle ultimissime pagine.
    Il risultato è un buon prodotto letterario, ben scritto e ben organizzato.

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  2. Michel Franzoso26 novembre 2015 15:04

    Chi è René… Un angelo? Un demone? Cos'è René… Pensiero? Realtà? Macchina?
    Forse non c'è una vera risposta, o forse le risposte sono tutte vere perché René ha forma cangiante di coscienze diverse, di vite diverse che si susseguono vertiginose lungo il filo tessuto dalle Moire.
    Il tempo narrativo è un futuro distante tre secoli dal nostro, dove la Terra e Marte ospitano in egual misura esseri umani che, quasi inevitabilmente, sentono il peso delle differenze più pressante rispetto a quello della comune origine. Ed ecco quindi la guerra bussare alle porte dei due mondi, anzi sfondarle, nonostante una dilagante sterilità stia già segnando i destini dell'umanità.
    In questo scenario apocalittico si muove Giuseppe, un prete cattolico marziano. Impotente di fronte alle sorti sue e dei sui simili, incapace di trovare una vera soluzione da condividere con il prossimo, a Giuseppe non resta altro che interrogare René, e intessere con lui un dialogo in equilibrio tra filosofia e storia.
    René appare come un essere metafisico, ma ha la natura informatica di una rete neurale in perenne connessione con gli uomini, attraverso un impianto celebrale. René vede, René conosce, René ricorda.
    Arturo, Marco, Davide, Carlo, Maria e Riccardo, padri e figli, nonni e nipoti, René ripercorre la sua storia seguendo il filo delle loro, condividendo con il prete la sua strana linea genealogica, in cerca più di domande che di vere risposte. Una su tutte: quale futuro può mai desiderare una macchina?
    Quella di Gianluca Santeramo è un'opera prima che cavalca il genere fantascientifico per arrivare oltre, è una fiaba post-moderna che nella semplicità del suo linguaggio sa trarre la forza della sua morale, lanciando un vero e proprio monito alla nostra generazione in quanto capostipite di quelle future.
    Perché a questo mondo siamo tutti connessi in qualche modo, e se il battito d'ali di una farfalla può generare un uragano, quali conseguenze potranno mai avere le nostre azioni sui destini dei nostri figli?
    Ma forse, per avere la risposta, dovremo aspettare sino al giorno in cui, dal nulla, una grande nave spaziale comparirà nei cieli delle nostre vite.

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