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L'incipit | #2 Come una pianta di cappero


CAP1

Ricordo bene il giorno in cui sono partita. Il 22 dicembre 2004, un mercoledì.

Edda Damassi aveva quattro sorelle, Olga Maria, che tutti chiamavano Olga, Rita Maria, che tutti chiamavano Rita, Maria Carla, che tutti chiamavano Carla, ed Eleonora. Aveva anche due fratelli maggiori, Michele e Salvatore, quest’ultimo chiamato Totò. I bambini vivevano insieme ai loro genitori in un appartamento al quinto piano di un palazzo al centro di un quartiere popolare di Cagliari, steso tra le pendici del Colle San Michele e i margini di Piazza Medaglia Miracolosa.
La sorella maggiore di Edda era Olga. Tra loro esisteva una distanza caratteriale propria di due culture agli antipodi. La seconda giudicava la prima un essere misterioso verso il quale provava un latente senso d’inferiorità acuito dai suoi limiti di pazienza. I gesti sobri di Edda, la sua serietà, le erano estranei e la mandavano in bestia.
Era infastidita dall’uso di alcune parole ricercate che Edda utilizzava per esprimersi mettendola in difficoltà di fronte agli altri. «Maleodorante. Contestualmente. Circospetto».
«Ma che cazzo vuol dire?» la apostrofava Olga.
Edda giudicava sua sorella maggiore un essere inferiore, grossolano e primitivo, cui riconosceva il rispetto conseguente a un atavico timore e la tolleranza dovuta a un fenomeno singolare.
«Tu sei tutta scema! Sei una matta!» le gridava addosso Olga durante le discussioni che le accaloravano il viso fino a farle affiorare alle tempie due vene gonfie.
Edda si era convinta che non potesse esserci nulla di sbagliato nell’essere matta se ciò significava essere diversa da sua sorella. Più che una matta, lei si sentiva un alieno. Si limitava, dunque, a non rispondere alle minacce verbali perché non le capiva. Stendeva le braccia lungo il tronco esile opponendo un’occhiata abbrunita allo sguardo di Olga

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1 commenti:

  1. Edda, se ho ben capito, aveva una sorella maggiore, Olga, oltre a due fratelli più grandi, ma questi non contano, almeno in questa paginetta. Olga, più grande ma evidentemente meno acculturata o meno intelligente ? non si sa, era sicuramente un poco invidiosa della sorella più giovane che, nonostante questo, era più sveglia e con una capacità di esprimersi decisamente migliore della sua. Edda ad ogni modo la rispetta in quanto sorella maggiore, anche se si sente chiamare matta e scema, io le darei un consiglio, lascia perdere la sorella e punta sull’amicizia, la sorella, te la tieni anche sbagliata, gli amici no, sono una tua responsabilità, gli amici sono la famiglia che ti scegli tu.
    Angelo Gavagnin

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