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Recensione autori emergenti "Tanto è lo stesso"

TITOLO: TANTO È LO STESSO
AUTORE: Paolo De Grandis
EDITORE: Autorinediti 
ISBN: 978-88-6651-084-0


Dario, uomo di potere dei nostri tempi, corrotto e corruttore, che ricorda un po'’ per caso un passato scomodo. Mario ed Ivan, così differenti nell’'età e nel carattere, che guidano un camion che trasporta bestiame destinato al mattatoio. Il piccolo Luca ed il padre fattore e due Carabinieri che si trovano a dover decidere le sorti dell’'intera storia. 
Un uomo. Un cucciolo. Rabbia. Amore. Odio. Disperazione. Vite che si fondono in un susseguirsi di colpi di scena. Come il finale. Quando basta voltare lo sguardo per cancellare la verità. Tanto è lo stesso

RECENSIONE

“Tanto è lo stesso” è il romanzo d’esordio di Paolo de Grandis. Un libro scorrevole, ben scritto, in modo semplice, leggero ma convincente. 
È il racconto di ciò che avviene in un’unica giornata, una narrazione scandita dai minuti, con punti di vista differenti, quasi come fosse un film in cui la stessa scena sia ripresa da più angolazioni. E tra le diverse prospettive, c’è anche quella di un vitellino, in viaggio con la sua mamma verso il mattatoio. Un vitellino infantile, i cui pensieri sono quelli tipici di ogni altro bambino (come ad esempio Luca, il figlio del fattore proprietario della mandria), cioè privi del senso di crudeltà della vita. E se letto solo in questi termini, il libro potrebbe benissimo essere un manifesto del vegetarismo, un modo per sensibilizzare la chiusura di mattatoi o almeno ad avere un po' di umanità nella tratta degli animali da macello (anche se le parole umanità e macello difficilmente possono accordarsi).
Tra i protagonisti della storia c’è Dario, un cinico manager benestante, senza morale, dedito alla bella vita e a onorare il bello, fermandosi però alla superficie. Anche lui, come Mario e Ivan, i camionisti del macello, si alza una torrida mattina d’estate e si mette su strada. Il punto d’incontro delle loro vite è lo sguardo del vitellino oltre le sbarre del rimorchio, mentre anela un po’ d’aria e d’acqua sotto il sole rovente, scortato inconsapevolmente verso la fine dei suoi giorni. Uno sguardo che non lascia possibilità di replica. E che cambierà, forse, il destino di entrambi.
Il libro, infatti, lascia aperta una porta al lettore: la possibilità di scegliere (come ha anche Dario) il finale della vicenda. Sarà più forte la realtà? O la spunterà il sogno, il desiderio di cambiare le cose, il bisogno di credere che esista un mondo migliore? 
Confesso che ho pianto leggendo la realtà dei fatti, l’inevitabile crudele destino del vitellino e della sua mamma. Ma è stato parimenti commovente leggere quello che potrebbe succedere in un mondo in cui ognuno faccia la propria parte, senza nascondersi dietro un ipocrita “tanto è lo stesso”. Perchè, in fin dei conti, ognuno di noi può cambiare le cose, anche se apparentemente il contributo è nullo. Magari non l'umanità intera, ma almeno la propria vita. E, come spesso succede, s’innesca un processo a catena che incoraggia altri cambiamenti, come il proverbiale battito d'ali della farfalla che scatena l'uragano dall'altra parte del mondo. 
Mai arrendersi dietro un "tanto è lo stesso”. Mai!



Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, 0111Edizioni.

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