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Solo un assaggio: un estratto di "Con la mia valigia gialla" di Stefania Bergo


Quanto mi mancherà Speranza, penso, mentre salgo sulla jeep grigia. Quanto mi mancherà la sua capacità di capire quello di cui ho bisogno e quando. Mi siedo e, incurante di tutti, mi abbandono sul sedile, guardo fuori dal finestrino, con la testa che sbatte contro il vetro a ogni buca. Vedo la vallata che si allontana, il cancello verde che si chiude spinto dal watchman, mentre un vecchietto aggrappato al suo bastone osserva sfilare l’auto con il suo carico di visi chiari e affranti. Guardo scorrere il paesaggio a ritroso, ripensando al giorno del mio arrivo. Vedo la strada proiettata su una pellicola riavvolta, come se arrivassi ora all’ospedale invece di andarmene via. Ho già iniziato a ricordare, a ripercorrere ogni attimo, per fissarlo nella mente in modo da non rischiare di dimenticare qualcosa.
Penso che mi mancherà sempre Matiri.
Mi mancherà quel raggio di luna che taglia il mio letto come una tela di Fontana. E a me piace entrare nella sua luce e addormentarmi con la luna negli occhi che filtra a quadri dalla zanzariera della mia finestra. Mi mancherà il canto degli uccelli tra i rami. Isterici alle sei del mattino, quasi tristi verso sera, quando i grilli rubano loro la scena sonora. Mi mancheranno le stelle, il cielo così denso da farmi piangere per il miracolo naturale che ogni notte si ripete in silenzio, le scie di lustrini sospesi che ognuna di loro lascia quando cade… e sembra che il tempo si fermi e quell’istante duri mille anni. Mi mancheranno il sorriso silenzioso della luna e quelli rumorosi dei bambini, quando corrono nei corridoi o quando chiedono i palloncini allungando la mano. Sorrisi che sfidano il destino, inspiegabili. Sorrisi che fanno capolino tra la pelle bruciata e la fasciatura sporca. Sorrisi che sanno farmi sentire piccola piccola perché io a volte non so sorridere. Mi mancherà Kariuki. Mi mancheranno la dolcezza di Faith, gli abbracci di Lucy, le chiacchierate con Miriam, il buffo sorriso di Mary per sempre, i disegni di Saidi, la risata allegra di Kathambi. Mi mancheranno gli sguardi colmi di speranza delle mamme in veglia sui loro piccoli appesi a un filo, i loro occhi in cui si celano muti ringraziamenti per il miracolo della vita avvenuto ancora una volta. Mi mancheranno i pancioni che sfilano davanti alla sala parto per la visita serale e i pianti dei neonati appena entrati in contatto con l’aria crudele che li circonda. Mi mancheranno i loro occhietti ciechi che sembrano sbirciare il mondo e i loro pugni serrati ancora sporchi di liquido amniotico.
Mi mancheranno i colori della messa della domenica, le grida del villaggio, il rumore ovattato dei tamburi lontani. Mi mancherà il profumo del frangipani e il colore lilla della buganvillea che si arrampica davanti alla mia stanza, fino al tetto. Mi mancherà il ronzio delle api che cercano di farsi la casa in un buco nel muro, proprio sotto la pergola. Mi mancherà il canto del gallo. Mi mancherà il verde intenso della vallata, il rosso indelebile della terra. Mi mancheranno i saluti provenienti del bush, quelle voci senza volti che non ti lasciano mai e sembra ti pedinino per non farti sentire solo, mentre a volte ti inseguono per chiedere. Mi mancheranno queste strade terribili, la polvere che penetra attraverso la pelle e permea ogni anfratto del corpo. Mi mancherà la melodia del Mutonga a fondo valle. Mi mancheranno le lunghe chiacchierate stesi sulle panche, ascoltando il cd della buona
notte sotto al tamarindo per rubare i desideri alle stelle cadenti, le cene in penombra per evitare che gli insetti si mescolino alle pietanze, le partite a biliardo da Regina, le passeggiate al villaggio, il bagno nel fiume e il chiasso del mercato del villaggio, i suoi colori. Mi mancheranno i matatu torridi e affollati che miracolosamente raggiungono sempre la loro destinazione. Mi mancheranno tutti gli amici che lascio qui e quelli che se ne sono già andati, anche se so che l’amicizia va oltre la distanza e il tempo e non muore mai, se vera.
Mi mancherà quella parte del mio cuore che resterà qui fino al mio ritorno. Mi mancherà Matiri.

Titolo:  CON LA MIA VALIGIA GIALLA
Editore:  0111 Edizioni
Genere: Mainstream | Narrativa non fiction
ISBN: 978-88-6307-515-1

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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