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In primo piano

Intervista all'autore emergente Un caffè con Bruno Di Marco



La rubrica del martedì, curata dalle autrici Silvia Pattarini ed Elena Genero Santoro
per farvi conoscere gli scrittori esordienti italiani, le nuove promesse del panorama letterario. 
Se sei un autore emergente Contattaci per un'intervista personalizzata. 

L'INTERVISTA

Ciao Bruno, e grazie per avermi concesso questa intervista. Per rompere il ghiaccio, visto che ci troviamo in un caffè letterario virtuale, permettimi di offrirti virtualmente un caffè, un the, una tisana, una cioccolata calda o… cosa preferisci?
Ciao. Solo virtuale? Allora ne approfitto e prendo un caffè e una cioccolata. Nel mondo reale posso prendere solo the e tisane causa gastrite.

Bene ora che abbiamo rotto il ghiaccio raccontami di te. Chi è Bruno nella vita di tutti i giorni?
Ho la fortuna di avere passioni: leggere, scrivere, dipingere, disegnare, nuotare. Ho anche la fortuna di fare un lavoro stressante ma che adoro: insegnante. 

Come è nata la tua passione per la scrittura? Ci sono autori classici o molto noti che credi abbiamo influenzato, in qualche modo, il tuo stile?
È nata per caso come nascono in genere i grandi amori. Una decina di anni fa, sfidando la mia timidezza innata, partecipai a una iniziativa dell’Anonima Scrittori, un’associazione di scrittori. Non un vero concorso, solo uno stimolo alla creazione letteraria di un breve racconto. Mi divertii come non mi era mai successo prima. È stato naturale continuare.
Simenon, Flaiano, Richler, Joseph Roth, Wodehouse, Conrad, Benni. Una selezione per istintiva consonanza. Di questi autori leggo tutto quello che riesco a trovare.

Quanti libri hai scritto? Quali sono, vuoi indicarceli?
Il primo romanzo è stato “Non so se sopravviverò a questa vita” per la Ensemble uscito nel febbraio 2012. Una storia surreale e umoristica. Il secondo è stato un romanzo noir scritto a quattro mani, “Arcobaleno Nero” per la Ego che è uscito a settembre del 2012. Da allora ho lavorato a un altro romanzo che dovrebbe uscire nei prossimi mesi, edito dalla Ensemble. 

Ma veniamo al libro che io ho letto e che ho molto apprezzato: “Non so se sopravviverò a questa vita”, Edizioni Ensemble. È un romanzo indubbiamente originale, ai limiti del surreale. Come è nata l’idea?
Mi sono divertito a scrivere i primi episodi e a postarli sul forum dell’Anonima Scrittori. I commenti positivi mi hanno spinto a continuare. È nato come un gioco, quindi. Ma un gioco serio, come che quelli che da bambino mi assorbivano per ore, proiettandomi in una dimensione tutta mia. Un gioco in cui mescolare insieme ricordi d’infanzia, reminiscenze scolastiche, rimandi letterari e omaggi cinematografici, ma anche spunti colti nei modi e nei luoghi più disparati. E lo scopo l’ho scoperto giocando: trarre un filo logico narrativo che desse un senso al tutto.

bdm-nonsosesopravviveraquestavita.blogspot.it
Il libro è a tratti esilarante, con una bella vena satirica. È stato divertente anche scriverlo, oppure, come a volte accade, fare ridere è più difficile che fare piangere?
Non credo che uno sia più difficile dell’altro, almeno nella scrittura. Sulla pagina scritta non si hanno a disposizione musica di sottofondo, espressioni del viso o risate preregistrate, triste mezzuccio da sit-com scadente (mi si consenta l’accento polemico, fa molto intellettuale impegnato). 
È un problema di scrittura, quindi, e si risolve con un lavoro che richiede tempo. La prima stesura, in genere, individua soltanto gli elementi da mettere in gioco. Le stesure successive consentono di delineare e verificare i vari passaggi per giungere al completamente dell’opera.
Mi sento di affermare che, avendo tempo a disposizione e gusto per il lavoro, non è difficile scrivere un romanzo, umoristico o no che sia. Difficile è scrivere un bel romanzo, ma per questo non esistono formule magico-matematiche.

Alcuni personaggi “dell’altro mondo” assomigliano, “vagamente”, a qualcuno che già conosciamo. Ci parli un po’ di loro e di questo paradiso che a tratti sembra un pochino il nostro quotidiano inferno? 
Trasportare la storia in una dimensione trascendentale mi ha consentito citare i grandi personaggi del passato. Oltre ai classici ho fatto riferimento anche modelli di tipo umoristico: da Mark Twain agli spot pubblicitari, passando per esempi cinematografici come “Il monello” di Chaplin. La parte più originale nel mio romanzo è stata l’introduzione dei “simulacri” dei personaggi ancora viventi, una sorta di fantasmi al contrario. L’interazione tra questi e i personaggi del passato ha offerto molti spunti umoristici. Il “mio” paradiso è un luogo molto “terrestre” dove tutti convivono liberamente, troppo liberamente al punto che le “alte sfere” decidono di bandire un appalto-concorso per la realizzazione del purgatorio. 
Il protagonista, Dirtydancing, è reporter freelance (che poi è un modo “esotico” per dire che è un precario), impegnato a condurre un’inchiesta in questo aldilà piuttosto curioso, ma forse non così distante dalle immagini che mi ero costruito durante la mia infanzia. Dirtydancing è modellato su me stesso, almeno questa era l’intenzione iniziale. Fortunatamente ha preso vita per conto suo sviluppando la propria personalità. Il nome ha una ragione specifica che ho intenzione di raccontare nel sequel, probabile prossimo impegno/divertimento. 

La rivoluzione digitale e l’e-book: cosa ne pensi di questo sistema innovativo di lettura, credi che rappresenti il futuro o è solo fumo negli occhi?
Credo (e spero) che il libro rimarrà sempre. Il tatto e l’olfatto fanno parte dell’esperienza estetica della lettura. Ci aggiungerei anche l’udito per il suono del fruscio delle pagine girate. Per il gusto aspettiamo che inventino libri da mangiare (il vero libro edibile?). 
L’e-book è un mezzo, dipende che uso se ne fa. Rimarrà? Probabilmente sì

Tu e i social network: credi che possano rappresentare un’opportunità per un autore/autrice, o li consideri solamente un frivolo passatempo?
Mi ripeto: i social network sono un mezzo. Bisogna imparare a usarli. Come insegnante li uso anche per tenere i contatti con gli studenti. 

Domanda sul romanzo in uscita, di cosa parla?
Ho vissuto con questa vicenda nella testa per almeno tre anni, capirete la mia difficoltà a sintetizzarla. Ci provo.
Il titolo provvisorio è “Nenè”, il nome della protagonista. Un’infanzia serena fino ai sette anni, quando sua madre si è uccisa. Nenè ha vissuto questo suicidio come un tradimento, un abbandono. Nessuno ha saputo o voluto spiegarle la ragione di quanto accaduto.
Cresce con la zia, ogni tanto riceve brevi telefonate di Diego, il padre che vive all’estero. In attesa di rivederlo, Nenè si è costruita un mondo cristallizzato intorno. Diventata una ballerina di danza classica, ha organizzato le giornate con precisione rituale tra la casa dove vive e la scuola dove insegna. Ha poche frequentazioni e solo un vero amico: Salvatore, il fioraio di fronte casa. Un’amicizia nata fin da bambina, quando affascinata dalle composizioni di fiori secchi che l’uomo realizzava, aveva iniziato a frequentare il negozio per imparare.
Il romanzo si apre con la telefonata del padre che annuncia il suo ritorno e questo sconvolgerà la rigida struttura della vita di Nenè.

Progetti per il futuro: ci sono nuovi lavori in corso o ambizioni particolari? 
Come già detto/scritto, il prossimo romanzo è in fase di editing presso la casa editrice. Futuro? Ho tante idee e tanta voglia di realizzarli: almeno tre progetti di romanzi, un progetto di un libro a fumetti e altro ancora. È il tempo che non basta mai.

Dove possiamo trovare il tuo libro/i tuoi libri? Indicaci eventuali link di acquisto:
Sul sito delle case editrici. In previsione anche l’uscita in e-book di “Non so se sopravviverò a questa vita”. 

Bruno, ti ringrazio tantissimo per essere stato con noi e, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio i complimenti per il tuo ultimo libro, in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!
Un saluto virtuale a tutti gli amici che seguono la nostra rubrica settimanale, invitate gli amici a scoprirci, per conoscere insieme, ogni volta, un nuovo autore italiano



di Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag
L’occasione di una vita, ebook Lettere Animate
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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