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In primo piano

#nongiustificaremai: Storie di donne, la parola ai nostri libri

Secondo editoriale dedicato alla nostra modesta campagna contro la violenza sulle donne, rivolta in particolar modo a quelle fidanzate/mogli incapaci di ribellarsi al compagno, a volte per paura, a volte per quello specialissimo modo che abbiamo noi donne di giustificare anche gli atti più primitivi di sopruso, concedendo il beneficio del dubbio e soprattutto una seconda occasione. A tutte queste donne un grande abbraccio pieno di energia positiva e un consiglio:

# N O N G I U S T I F I C A R E M A I

Attraverso le pagine dei nostri libri, un articolo sulla difficoltà dell'essere donna, spaziando dalla violenza subita (fisica e psicologica) alla condizione femminile presso culture lontane (nello spazio e nel tempo), ai problemi legati a bulimia/anoressia, all'autolesionismo tipico delle donne, al tema delicato dell'aborto, alla discriminazione sessuale.

BIGLIETTO DI TERZA CLASSE
Silvia Pattarini | 0111Edizioni | da pag. 122
 L’ondata di scioperi proseguì ancora per tutto il 1909 e le operaie tessili della fabbrica newyorkese “Triangle Shirtwaist Company”, leader nella produzione di camicette alla moda dell’epoca, le “shirtwaist”, iniziarono uno sciopero proprio l’8 marzo, dando l’avvio a una lunga protesta...

SFRUTTAMETNO E CONDIZIONE MINORITARIA NEL MONDO DEL LAVORO |  I PRIMI SCIOPERI E LE PROTESTE |  LA CONQUISTA DEI DIRITTI DEL MOVIMENTO FEMMINILE


SILVIA
“Alla memoria dei miei antenati. Per la memoria dei miei figli”. 
Questa è la dedica in apertura del mio romanzo. Credo che già questa semplice frase valga più di prolissi discorsi. 
Volete sapere perché oggi si festeggia la donna nella giornata dell’8 marzo? Il mio romanzo vi svela l’origine di questa usanza. Personalmente non trovo indicata la parola festa, preferisco commemorazione, a ricordo di tutte quelle donne forti e coraggiose, o al contrario vittime indifese, abusate e maltrattate. Donne morte per noi. Non capisco cosa ci sia da festeggiare. Al limite dobbiamo solo ringraziare chi si è tanto speso, ha lottato per conquistare una manciata di diritti, per arrivare fin qui. Ad oggi non stiamo poi così male, almeno le più fortunate di noi, ma la strada è ancora lunga e gli ostacoli da superare sono ancora insormontabili. Ai posteri l’ardua sentenza.


IL BLU CHE NON È UN COLORE
Tamara Marcelli | Montag | da pag. 23
 Dolore nascosto, ferite visibili. Donne in guerra con se stesse: alcune hanno vinto, altre non ce l'hanno fatta a rivedere la luce. Le donne di cui parlo non sono cadute in un conflitto bellico, e nemmeno vittime dell'Aids, ma per mano propria.

AUTOLESIONISMO | FRAGILITÀ PSICOLOGICA 


TAMARA
La violenza è spesso quella che noi donne ci infliggiamo da sole. Non essendo noi stesse fino in fondo. Non accettando le nostre debolezze. Permettendo a qualcun altro di vivere la nostra vita. È il non darci una nuova possibilità. Troppo rigide e crudeli con noi stesse fino al punto di perdere il senso della vita. Di noi. Annientandoci. 
Il perché è sempre davanti ai nostri occhi, ma preferiamo non vederlo. Fa troppo male. Ma il dolore è l'unica strada alla consapevolezza, ad una nuova opportunità. Quella che dobbiamo a noi stesse. Il rispetto


PERCHÈ NE SONO INNAMORATA
Elena Genero Santoro | Montag | cap. 35
 Quella stessa sera, con la scusa di “festeggiare” l’ennesimo trenta e lode di Martina, Giulio aveva invitato la sua ragazza a cena in un locale esclusivo particolarmente costoso. Lei aveva accettato con entusiasmo, convinta di trascorrere finalmente una piacevole serata da innamorati...

VIOLENZA FISICA E PSICOLOGICA | STEREOTIPO UOMO VIOLENTO | FRUSTRAZIONI GIOVANILI

Gli scrittori della porta accanto
ELENA
La scena descritta è ispirata a un fatto vero; è stata un po’ romanzata, ma solo per convogliare in un’unica scena alcuni frammenti accaduti in diversi momenti. Il Giulio studente universitario di “Perché ne sono innamorata” è quello che poi, crescendo, diventerà un uomo aggressivo a trecentosessanta gradi. La sua evoluzione, la sua caduta verso il basso sarà direttamente proporzionale alla sua frustrazione: a vent’anni non ne aveva ancora accumulata a sufficienza, ma poi, con il passare del tempo e il sommarsi delle delusioni, Giulio diventerà lo stereotipo dell’uomo violento. Ho voluto fotografarlo in gioventù in questo romanzo per rendere riconoscibile un bruto come lui al momento dell’esordio, prima che sia troppo tardi, prima che commetta guai ancora peggiori. 
So che non sempre è immediato riconoscere in un giovane innamorato e brillante il proprio futuro aguzzino, ma a volte, certi segnali, se correttamente interpretati, possono essere la via giusta. Questo è il mio contributo per questa festa della donna: la consapevolezza a tempo debito, ragazze, ci può rendere libere e far risparmiare un sacco di guai.



OLTRE I CONFINI DEL MONDO
Ornella Nalon | 0111 Edizioni | da pag. 85
 Sabra e io ci siamo scritte molte lunghe lettere. Quando la scuola era in pausa tornava a casa e io ogni volta rimanevo stupita dai suoi cambiamenti. Mi rammaricavo di non averla vista crescere e diventare donna, ma quando la ascoltavo [...], l’orgoglio che provavo superava ogni mia tristezza.

LA CONDIZIONE DELLA DONNA IN CULTURE LONTANE | INFIBULAZIONE | MATRIMONI COMBINATI

Gli scrittori della porta accanto
ORNELLA
Anche ai giorni nostri, la condizione femminile assiste a discriminazioni in famiglia, nell'istruzione, nel lavoro e nella vita sociale. Certo, questi fenomeni sono più ricorrenti nel cosiddetto "terzo mondo", in cui alla donna vengono riconosciuti ruoli limitati alla procreazione e alla cura della famiglia, ma nessun paese ne è del tutto immune, nemmeno quello considerato "altamente civilizzato".
Ancora molto dev'essere fatto per garantire, al genere femminile, la giusta e dovuta considerazione.


CON LA MIA VALIGIA GIALLA
Stefania Bergo | 0111 Edizioni | da pag. 85
 Mentre le donne accudiscono la famiglia e la casa, cucinano quello che loro stesse sono andate a comprare al mercato dopo ore di cammino, scendono al fiume a prendere l’acqua caricandosi le taniche gialle sulla schiena, [...] lavorano nei campi con i figli legati ai lombi, la maggior parte dei mariti siede comodamente nei pub...

LA CONDIZIONE DELLA DONNA IN CULTURE LONTANE | DISAGIO SOCIALE 

Gli scrittori della porta accanto
STEFANIA
Ho vissuto due anni in Africa, in un piccolo villaggio rurale al centro del Kenya. E ho potuto constatare quale sia la condizione della donna in questi angoli remoti, dove ancora viene praticata l'infibulazione, che può arrivare fino alla cucitura delle grandi labbra, lasciando appena una minima apertura per il rapporto sessuale (che quindi risulta dolorosissimo). Un’apertura decisamente insufficiente al parto, se non con una lacerazione estesa. La donna è vista solo come una proprietà del marito, non ha diritti, solo un'infinita lista di doveri. Come quello di provvedere a mantenere la famiglia, mentre l'uomo rafforza la parete del suo stomaco bevendo birra locale o alcool di pessima qualità, diventando, di conseguenza, pure violento oltre i limiti. E se una donna rimane vedova, la proprietà sulla sua testa passa ai fratelli del marito. Eppure spesso le donne sono sole, con figli avuti da un uomo fuggiasco. E non c'è alcuna forma di previdenza sociale, per loro. Mi sono spesso chiesta come vivano tutte queste limitazioni le donne, se le sentano stringere o se invece ci si siano adattate, ne abbiano preso la forma, come un paio di jeans bagnati.
Eppure anche lì, le tradizioni stanno lentamente lasciando posto al progresso, inteso nel senso positivo del termine. Forse non per le donne di oggi, ma magari per le loro figlie...


LA FORZA DI UNA DONNA
Patrizia Berti | 0111 Edizioni | dal capitolo 18
 Non sapeva da quanto tempo si trovasse in quelle condizioni. Adesso era riversa sul pavimento, il bicchiere rovesciato sul divano, tutto intorno a lei roteava, sentiva l'eco di un forte rumore. Erano dei colpi alla porta di casa, uniti al campanello che suonava.

TRADIMENTI E DELUSIONI |  DESTINO AVVERSO

Gli scrittori della porta accanto
PATRIZIA
Giulia non lo sa ma ha un tumore al cervello, non si è ubriacata. Oltre a tanti guai che le hanno e si è procurata, anche il destino suo malgrado, si accanisce contro di lei. 
Una donna già provata dalla vita, che inizialmente si fa coinvolgere in un rapporto degradante, perché nato sotto la scintilla della passione ma destinato, almeno in principio, a non evolversi. Apparentemente, una donna come tante, quindi...


COME UNA PIANTA DI CAPPERO
Massimo Granchi | 0111 Edizioni | dal cap. 19
 Il primo schiaffo arrivò senza preavviso, lasciando un’impronta pulsante sulla guancia. Edda rimase stordita. Si piegò leggermente sulle ginocchia, vittima del contraccolpo che arrivò dal collo e scese lungo la schiena. Portò lentamente una mano sulla parte dolorante e poi alla tempia. Guardò Ethan, incredula.

VIOLENZA PSICOLOGICA | VIOLENZA FISICA | DEBOLEZZA EMOTIVA 

Gli scrittori della porta accanto
MASSIMO
Edda è giovane, sola, indipendente, lontana da casa, vive in una grande e meravigliosa città scelta per lavoro e ha solo voglia di amare. L'amore però non si può controllare e infatti lei si innamora per la prima volta, ma della persona sbagliata. Ethan è un musicista violento, scontroso, taciuturno e cocainomane. Niente è più come prima e le serenate cantate insieme alla luna, il sesso travolgente, il fascino degli occhi di lui sono demoni che incantano e imprigionano. La vita di Edda diventa un incubo cui solo il coraggio e la speranza possono restituire dignità. 
Non abbiate paura dunque. Non arrendetevi al vostro Ethan e denunciate ogni forma di violenza come anche Edda è riuscita a fare.


TARTARUGHE MARINE
Gianna Gambini | 0111 Edizioni | brani
 Poco fa ho preso la bilancia e mi sono pesata. Dalla sera dell’ospedale non l’avevo più fatto, avevo troppa paura di essere più pesante, visto che sono stata costretta a ingoiare qualcosa in più per non mandare totalmente fuori di testa mia mamma.

RAPPORTO COL PROPRIO CORPO E COL CIBO | DISAGIO GIOVANILE | BULIMIA | ANORESSIA 

Gli scrittori della porta accanto
GIANNA
Gli estratti riportati dal mio romanzo mostrano le difficoltà di Caterina, la protagonista, nell’accettare il proprio corpo, diverso dai canoni di bellezza imposti dai media e condivisi dagli altri adolescenti. Questo senso di inadeguatezza porta la ragazza a sfiorare il baratro dell’anoressia, rifiutando il cibo per apparire migliore, per essere parte del gruppo. Fortunatamente questa volontà di auto-punirsi è compensata dalla consapevolezza di essere in procinto di raggiungere un punto di non ritorno, per cui grazie alle sue forze ed alle imposizioni di medici e genitori, Caterina riesce a risalire la china e a riprendere una vita apparentemente normale. L’equilibrio raggiunto, però, è fatto di lotte contro il nemico fondamentale, il cibo e di ricadute, è costruito su un filo che troppo spesso traballa, per colpa della fragilità della protagonista, ma anche a causa di una società che impone sempre di più alle donne di possedere qualità fisiche, piuttosto che morali.


LA VOCE DELLE COSE
Carla de Falco | Montag | Un gambo di rosa
 Non c’è bisogno dell’urto
del sangue, la carne, lo stupro
a volte le mani nude
bastano sole a strappare
il sorriso a una donna che sboccia
ad inginocchiarle il pudore
renderle livida l’anima
e farla sentire peggiore.
Luridi vermi di bava
cesoie sopra la preda
spiccata da un gambo di rosa.

VIOLENZA FISICA | VIOLENZA PSICOLOGICA | PEDOFILIA | SENSO DI VERGOGNA PER LA VIOLENZA SUBITA

Gli scrittori della porta accanto
CARLA
La poesia racconta una vicenda vera, subita da una ragazzina che tempo fa fu mia allieva. Raccoglierne la confessione vibrata, dolente fu esperienza più traumatica di quanto si possa pensare. Non sapevo bene cosa fare, come dare conforto, supporto, aiuto.
Mi sentivo inadeguata almeno quanto lei si sentiva sporca. La accompagnai a sporgere denuncia. E poi le ho scritto una poesia. Poca roba, davvero. Eppure fu qualcosa.


LE ALI SULLA PELLE
Franco Filberto | 0111 Edizioni | dal cap. Ida e Nine
 «Sparisci prima che ci ripensi» ribadì raggiungendo l’altro poliziotto. Nine ripose le sue cose nelle tasche e nello zainetto a eccezione del tabacco, prese una cartina e iniziò a rollarsi una sigaretta. «Quella fumala fuori» disse la poliziotta seduta lì accanto.

RAPPORTO DONNA - UOMO NEL MONDO DEL LAVORO 



Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, 0111Edizioni.

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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2 commenti:

  1. Ho letto le pagine sull'aborto, dal libro Alla fine dei sogni. Anch'io mi sono trovata sola, a prendere la stessa decisione...

    RispondiElimina
  2. Sandra Serena7 marzo 2015 07:54

    La realtà attuale delle donne è che purtroppo subiscono ancora l'ego maschile, tante non parlano per paura di subire di peggio. Spero arrivi presto il momento che tutte le donne trovino il coraggio di reagire e vincere la paura. In fondo il sesso femminile è forteeeeeee!

    RispondiElimina

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