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In primo piano

Intervista all'autore emergente Un caffè con Francesco Grimandi



La rubrica del martedì, curata dalle autrici Silvia Pattarini ed Elena Genero Santoro
per farvi conoscere gli scrittori esordienti italiani, le nuove promesse del panorama letterario. 
Se sei un autore emergente Contattaci per un'intervista personalizzata. 

L'INTERVISTA

Ciao Francesco, e grazie per avermi concesso questa intervista. Per rompere il ghiaccio, visto che ci troviamo in un caffè letterario virtuale, permettimi di offrirti virtualmente un caffè, un the, una tisana, una cioccolata calda o… cosa preferisci?
Un caffè, magari accompagnato da un buon cioccolatino, senza dubbio! Dà energia e mette a proprio agio, consentendo di socializzare al meglio.

Bene ora che abbiamo rotto il ghiaccio raccontami di te. Chi è Francesco nella vita di tutti i giorni?
Una persona più che normale. Ho svolto studi tecnici e mi occupo di informatica, ma assieme alla propensione per la tecnologia coltivo un amore viscerale per la storia e i suoi misteri, spaziando in tutte le epoche. Mi affascinano i grandi avvenimenti, i retroscena che si celano dietro a questi fatti, e le vicende delle persone di cui la storia non si occupa perché sconosciute. Attraverso la narrativa mi piace entrare nella loro mentalità, e capire i motivi alla base dei loro comportamenti.


Come è nata la tua passione per la scrittura? Ci sono autori classici o molto noti che credi abbiamo influenzato, in qualche modo, il tuo stile?
Prima di cimentarmi con la scrittura, ho sempre adorato i libri. La passione per la carta stampata mi accompagna fin da bambino. Ricordo che già da piccolino ero un lettore assiduo, divoratore di libri di ogni genere. Non ne faccio la lista, perché non finirebbe più; dico solo che alcuni li ho letti e riletti, altri li ho presto dimenticati. Il fascino per le storie narrate mi ha sempre guidato. E dopo anni di letture, si è affacciata in me una voglia potente di raccontare. Raccontare cose non banali, ma avventure coinvolgenti. Così sono partito dalle storie che più mi piacevano, e da lì ho creato i miei primi intrecci. È stata una lunga marcia di avvicinamento, ma la soddisfazione che si ricava ripaga qualsiasi sacrificio.
Saltando i primi libri che ho avuto per le mani, i Gialli per ragazzi della Mondadori e i romanzi Urania, direi che il mio interesse è stato catturato subito da una folta pattuglia di autori inglesi e americani, da bestseller. Poi ricordo alcuni autori tedeschi e francesi per i saggi storici (Jacques Le Goff in primis). Se dovessi citare alcuni degli scrittori a cui sono più affezionato, direi Valerio Massimo Manfredi e Ken Follett; tuttavia, “Il nome della rosa” rimane per me l’esempio di libro intramontabile. Quando lo lessi, mi entusiasmò in un modo assoluto. Al di là dei fiumi d’inchiostro spesi per descriverlo, trovo che Eco abbia miscelato in maniera ineguagliabile l’opera colta con il puro intrattenimento. Il risultato è un libro perfetto, sotto ogni profilo.

Quanti libri hai scritto? Quali sono, vuoi indicarceli?
Essenzialmente due. Il primo è un romanzo di genere avventuroso, "Affresco Veneziano", presente in formato ebook su Amazon; così pure il secondo, "Il soffio della morte", un thriller coinvolgente che ha come sfondo la Bologna del '300, uscito per conto della Delos Digital.

Ma veniamo al libro che ho letto e che ho molto apprezzato: “Affresco veneziano”. È un romanzo storico, molto dettagliato, che fa veramente immergere in una Venezia antica. Come è nata l’idea? Quanto tempo ci hai messo a scriverlo?
Gli avvenimenti del romanzo si collocano nel 1589, a Venezia. Una congiura punta a sovvertire le istituzioni della Serenissima, e dietro a questo spunto si cela un fatto reale, accaduto in circostanze diverse. Nelle incantevoli atmosfere della città lagunare, il destino fa incontrare i due protagonisti, segnati da esperienze travagliate: Angela Moro, cortigiana d’alto bordo, e Matteo Braida, giovane costruttore di barche. Quando i due scopriranno, al di là delle rispettive differenze, di provare una forte attrazione reciproca, tra loro scoccherà la scintilla della passione. C’é anche una terza figura ed è Antonio Loredan, nobile ricchissimo ed ex amante di Angela. Costui incarna la parte oscura. E per quanto ritenga di essere animato da grandi ideali, non si fa scrupolo di usare ogni mezzo pur di conseguire i suoi turpi obiettivi. Infine, ma non ultima Bettina, la fiamma precedente di Matteo, che ritenendosi tradita farà di tutto per metterlo nei guai.
Per raccogliere le informazioni storiche necessarie, stendere la trama, scrivere il testo, correggere, correggere, correggere, sono occorsi non meno di cinque anni di lavoro e tre versioni consecutive.

Il libro è molto avventuroso e contiene il giusto mix di molti ingredienti: la trama appassionante, la storia d’amore e, come già detto, l’ambientazione storica. Scriverlo è stato avvincente quanto leggerlo?
Più che un’impresa avvincente, è stata un atto eroico, per tanti motivi che non sto qui a elencare. Ma il risultato finale, da quello che riferiscono i lettori, è piuttosto gradevole, e a me basta come premio per i miei sforzi.

Ci vuoi parlare invece ora della tua ultima fatica: “Il soffio della morte”, un romanzo storico ambientato a Bologna nel 1325. Qual è la trama?
Da tempo mi frullava in mente questo progetto. Ritenevo Bologna perfetta per una storia misteriosa e medievale. Non c’è città al mondo con un passato equiparabile. Basti pensare che all’epoca in cui è ambientato “Il soffio della morte”, Bologna costituiva un polo universitario d’eccellenza non solo in Italia, ma in tutta Europa. Cultura e progresso. E dal progresso conseguono benessere, opulenza e trasgressione. Il tessuto sociale cittadino era tra i più moderni e avanzati, tanto che ne rimangono ancora tracce evidenti. In quanto a Modena, e alle dispute che dividevano le due città, servirebbero pagine e pagine per parlarne, e lascio a chi ha i requisiti giusti il compito di trattare queste notizie. Ciò che invece premeva a me come narratore era trovare uno sfondo ideale per la storia. A rischio di apparire esagerato, senza l’antica Bologna non avrei potuto concepire “Il soffio della morte”.
La trama è presto detta… Bologna, autunno 1325. Una serie di efferati omicidi insanguina le notti della città, sullo sfondo dei mai placati conflitti con Modena, l’eterna rivale. Il vicario di giustizia, Jacopo Lamberti, uomo dai molti dubbi, è incaricato di investigare e di risolvere il mistero. In un duello a distanza con l’assassino, Jacopo dovrà scoprire chi si cela dietro l’indecifrabile omicida che infierisce sulle vittime senza un motivo evidente. In una corsa contro il tempo dovrà fermarlo, prima di finire invischiato in qualcosa più grande di lui, dalle conseguenze impreviste.

La rivoluzione digitale e l’e-book: cosa ne pensi di questo sistema innovativo di lettura, credi che rappresenti il futuro o è solo fumo negli occhi?
Si è molto parlato degli e-book, estremizzando i pro e contro. Io sono per una via più soft. Vedo lo strumento elettronico come un mezzo di diffusione per gli scritti degli autori esordienti, che non si possono avvicinare alla pubblicazione tradizionale su cartaceo, e come un comodo affiancamento per le opere uscite in libreria ma di difficile reperimento. In tutti questi casi l’e-book è il supporto ideale. Ma la sensazione che dà sfogliare un vero libro, per me, non ha confronti.

Tu e i social network: credi che possano rappresentare un’opportunità per un autore/autrice, o li consideri solamente un frivolo passatempo?
Tutto ciò che può servire alla promozione di un autore va tenuto in seria considerazione. Noto che autori affermati si avvalgono di questi strumenti e chi è capace di impiegarli correttamente ottiene risultati importanti.

Progetti per il futuro: ci sono nuovi lavori in corso o ambizioni particolari?
Al momento ho terminato la revisione di un nuovo romanzo, un thriller ambientato ai nostri giorni. È una storia giocata su ritmi incalzanti, ma non posso aggiungere altro. Se la fortuna mi assisterà, spero di giungere alla pubblicazione; però è ancora presto per sbilanciarsi, quindi incrocio le dita.

Dove possiamo trovare il tuo libro/i tuoi libri?
I miei libri sono reperibili nei principali digital store.

Francesco, ti ringrazio tantissimo per essere stato con noi e, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio i complimenti per il tuo ultimo libro, in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!
Un saluto virtuale a tutti gli amici che seguono la nostra nuova rubrica settimanale, invitate gli amici a scoprirci, per conoscere insieme, ogni volta, un nuovo autore italiano.



di Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag
L’occasione di una vita, ebook Lettere Animate
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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