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In primo piano

Intervista all'autore emergente Un caffè con Gianni Lorenzi



La rubrica del martedì, curata dalle autrici Silvia Pattarini ed Elena Genero Santoro
per farvi conoscere gli scrittori esordienti italiani, le nuove promesse del panorama letterario. 
Se sei un autore emergente Contattaci per un'intervista personalizzata. 

L'INTERVISTA

Ciao Gianni, e grazie per avermi concesso questa intervista. Visto che ci troviamo in un caffè letterario virtuale, permettimi di offrirti virtualmente un caffè, un the, una tisana, una cioccolata calda o… cosa preferisci?
Un caffè, grazie. Non rifiuto mai un buon caffè.

Bene ora che abbiamo rotto il ghiaccio raccontami qualcosa di te. Come è nata la tua passione per la scrittura?
La mia passione per la scrittura è figlia della mia passione per la lettura. Sono laureato in lettere, ho amato molto il latino e mi sono interessato alla linguistica, alla stilistica, alla metrica. Ho iniziato a scrivere in età adulta, dopo essermi laureato. L'ho fatto perché sentivo il desiderio di farlo, inizialmente senza uno scopo preciso. Poi è venuto un momento particolare nella mia vita in cui mi sarebbe piaciuto scrivere uno di quei best-seller che ti cambiano la prospettiva di vita. Ci ho provato ma ho capito subito che non faceva per me. Però invece di smettere ho continuato a scrivere con grande passione e, devo dire, divertimento, seguendo il mio istinto e i miei gusti. Alla fine ne è uscito "L'anno della grande nevicata", un romanzo che potrebbe valere come manuale su come non si scrive un romanzo di successo.


In che senso? Vuoi dire che hai scritto un romanzo per non avere successo?
No, in realtà mi auguro di avere un grandissimo successo, e finora non mi posso lamentare. Mi spiego meglio. Ho sempre avuto una certa avversione verso le scritture stereotipate, piane, quelle che scompaiono dietro una trama avvincente. Mi piace la prosa che ti avvolge, alla Proust, o quella che ti stimola, come in certi scritti di Calvino, o quella che ti porta a spasso, come nel Tristram Shandy di Sterne. Adoro la scrittura geniale di Gadda. Ora, con questo tipo di gusti, capisci bene che non avrei mai potuto comporre un romanzo di genere secondo i dettami delle scuole di scrittura creativa, sai quelle cose del tipo: pochi aggettivi, prediligere il mostrato sul narrato, asciugare la prosa, strutturare la trama e cose di questo tipo. Quello che ne è uscito è un romanzo che potrebbe essere utilizzato come esempio negativo in una di quelle scuole di scrittura creativa. Anche il modo di far procedere la trama è piuttosto originale e spesso ironico. Ma è esattamente come lo volevo io. (Anzi non proprio esattamente, sarei sempre pronto con la lima ogni volta che ne rileggo qualche passo).

Ci sono autori classici o molto noti che credi abbiamo influenzato, in qualche modo, il tuo stile?
Non saprei dire quanto mi abbiano influenzato, ma credo che qualcosa di Gadda e di Meneghello sia confluito nel mio stile. Poche cose, sicuramente involontarie, ma credo di sì. Credo anche che la mia prosa abbia preso qualcosa da quella saggistica di Pier Vincenzo Mengaldo, che ho frequentato assiduamente e con grande ammirazione da studente.

Quali sono i generi letterari che preferisci leggere e quali, invece, preferisci scrivere?
Non mi piace la scrittura di genere. Credo che quando un romanzo si propone come espressione di un genere abbia in qualche modo già perso il suo primo obiettivo, il suo significato di fondo, sia divenuto un testo compilativo invece che di ricerca. Nel mio romanzo parlo anche di questo, tra le righe. Ciò non toglie che ci siano molti romanzi considerati di genere che sono degli ottimi libri e addirittura dei capolavori.

Per un esordiente il percorso da seguire prima di giungere all’ambito traguardo della pubblicazione non è affatto semplice, talvolta può rivelarsi tortuoso e complicato: come sei approdato alla tua pubblicazione? Raccontaci la tua esperienza.
È stata una vicenda lunghissima, durata un decennio. Ripercorrerla tutta può risultare noioso. Dirò soltanto che non ho saltato nessuno dei passaggi standard: l'invio del manoscritto alle case editrici più famose e via via alle più piccole fino a quelle minime; le lettere di rifiuto; le proposte di pubblicazione con contributo; la consulenza pagata fior di quattrini a un editor, rivelatasi poi inutile; il self-publishing e infine la pubblicazione. In realtà durante tutti questi passaggi ho continuato a mettere mano al mio scritto, sfruttando tutti quei suggerimenti, spesso indiretti, che ricevevo ad ogni rifiuto. Alla fine però ho la sensazione che la fortuna sia stata ancora più determinante della tenacia.

La pubblicazione del proprio libro è il sogno nel cassetto di tutti gli esordienti. Poi finalmente il sogno è diventato realtà:ora cosa ti aspetti? Lo vedi come un obiettivo raggiunto o come un punto di partenza per nuovi progetti?
La pubblicazione è sicuramente un obiettivo raggiunto, lo si capisce dalla mia risposta alla domanda precedente. Per uno scrittore il fatto di venire riconosciuto come degno di essere pubblicato e ancora di più il fatto di venire promosso e distribuito è qualcosa di imprescindibile. Ora però vorrei avere la possibilità di raggiungere un grande numero di lettori, per cui cerco di impegnarmi in prima persona nel supportare la divulgazione del libro. Nel contempo continuo a scrivere, ma vorrei che il mio primo romanzo raggiungesse una buona fetta di pubblico prima di uscire con qualcos'altro.

Abbiamo segnalato il tuo libro qualche tempo fa, nell'ambito di "Oltre la porta", la nostra rubrica dedicata agli scrittori emergenti, hai qualcos'altro da aggiungere riguardo la trama?
La trama si basa su pochi elementi: un uomo insoddisfatto della propria vita e costantemente preoccupato dall'eventualità di perdere il lavoro, una donna che improvvisamente ricompare nella vita di lui dopo tanti anni e poi un fatto che scardina ogni possibile sviluppo e dà il via ad una specie di avventura 'poliziesca'. La vicenda però non è l'elemento principale del libro, il quale è strutturato su vari livelli di lettura e propone numerosissime occasioni di meditazione e di divertimento. L'ironia è presente in ogni pagina, a volte platealmente esibita, più spesso sottilmente velata. Va da sé che non bisogna leggerlo troppo di fretta. Resta poi da interpretare il titolo, ma questo lo lascio ai lettori.

La rivoluzione digitale e l’ e-book: cosa ne pensi di questo sistema innovativo di lettura, credi che rappresenti il futuro o è solo fumo negli occhi?
Io sono uno di quelli che amano toccare la carta e avere le pareti di casa piene di libri. Quindi se dipendesse da me l'e-book non avrebbe futuro. Aggiungo che l'accessibilità di fruizione, se supera certi limiti, innesca un processo di progressivo impoverimento che diventa mortale. È successo con le fotografie digitali (oggi si scattano foto in continuazione, ma una volta scattate sono già dimenticate), con la musica in formato mp3 (100.000 canzoni a disposizione nel lettore, senza conoscerne veramente neanche una) e temo possa succedere anche con i libri, grazie al formato digitale. Purtroppo però questi fenomeni hanno una loro autonomia ed è impossibile governarli, un po' meno prevederli.

La domanda che non ti ha mai rivolto nessuno: fatti la domanda e datti la risposta.
Perché in molte scene del tuo libro compaiono dei brani musicali? Perché sono un musicista, pur se a livello dilettantesco. La musica ha accompagnato numerosi momenti della mia vita e mi permette di recuperare, quasi di rivivere, molte emozioni del passato, con un meccanismo magico che sicuramente ha una spiegazione a livello neuronale, ma la lascio volentieri ad altri. Inoltre citare un brano musicale offre la possibilità di attivare nel lettore (che conosca quel brano) una dimensione aggiuntiva. È un piccolo trucco da scrittore.

Progetti per il futuro: ci sono nuovi lavori in corso, nuove pubblicazioni o ambizioni particolari?
Ho nel cassetto un secondo romanzo che, in qualche maniera, rappresenta una specie di seguito de "L'anno della grande nevicata". Il libro sarebbe terminato, ma ogni volta che lo prendo in mano modifico, aggiungo, taglio, riscrivo. Quindi è probabile che quando sarà giunto il momento di pubblicarlo non avrà molto a che vedere con quello che adesso giace nel cassetto.

Dove possiamo trovare il tuo libro?
"L'anno della grande nevicata " si può acquistare sui principali store on-line (amazon, lafeltrinelli, ibs, mondadori store) e anche qui.
Si può inoltre ordinare nelle librerie Mondadori e Feltrinelli.

Gianni ti ringrazio tantissimo per essere stato con noi e, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio i complimenti per il tuo libro, augurandoti che sia un vero successo! In bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!


di Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag
L’occasione di una vita, ebook Lettere Animate
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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