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In primo piano

Intervista all'autore emergente Un caffè con Viola Veloce



La rubrica del martedì, curata dalle autrici Silvia Pattarini ed Elena Genero Santoro
per farvi conoscere gli scrittori esordienti italiani, le nuove promesse del panorama letterario. 
Se sei un autore emergente Contattaci per un'intervista personalizzata. 

L'INTERVISTA

Ciao Viola, e grazie per avermi concesso questa intervista. Per rompere il ghiaccio, visto che ci troviamo in un caffè letterario virtuale, permettimi di offrirti virtualmente un caffè, un tè, una tisana, una cioccolata calda o… cosa preferisci?
Ho chiuso con il caffè anche per colpa di quella macchinette erogatrici che ci sono negli uffici. Credo che i caffè delle macchinette siano una delle prime cause di gastrite in Italia. Prendo quindi un tè, senza zucchero e senza limone liofilizzato (come per il tè delle macchinette). In Inghilterra ti fanno scaldare l’acqua nella kitchen dell’ufficio e puoi bere un tè decente. Insomma, mi piace l’acqua calda con dentro una bustina di tè.

Bene ora che abbiamo rotto il ghiaccio raccontami di te. Chi è Viola nella vita di tutti i giorni?
Sono un’impiegata che va a lavorare, e alle nove è seduta in ufficio. Esco verso le sei, e poi torno a casa di filato. Dove cucino, distendo i panni che ho messo in lavatrice al mattino, e poi metto a posto quelli asciutti (del giorno prima). Insomma, non c’è nulla di interessante nella vita che faccio. Tutti i giorni si assomigliano anche troppo.

Come è nata la tua passione per la scrittura? Ci sono autori classici o molto noti che credi abbiano influenzato, in qualche modo, il tuo stile?
Ho sempre detestato scrivere, ma poi è sempre successo che finivo a fare dei lavori in cui era necessario scrivere. Mi ricordo uno dei miei primi testi, composto con molta fatica e molta lentezza. Non mi è mai piaciuto quello che scrivo, non so perché. Ma poi è successo che in tutti i lavori in cui mi infilavo, era necessario scrivere paginate, anzi lenzuolate, su argomenti che non sempre mi interessavano così tanto. Alla fine, scrivere è diventato una specie di automatismo che non controllo più. Scrivo senza quasi sapere cosa sto per scrivere. E ho scoperto che, quando scrivo per me, saltano fuori pensieri e parole di cui non sospettavo l’esistenza. Insomma, scrivere è diventato un esercizio dell’inconscio. Ci sono autori che amo molto, ma sono così bravi che mi vergogno a citarli accoppiati a me. Meglio lascia pardere.

Quanti libri hai scritto? Quali sono, vuoi indicarceli?
Ne cito solo uno: Omicidi in pausa pranzo. In realtà ne ho scritti di più, ma questo è l’unico che sia in commercio. Gli altri sono finiti in qualche partizione del mio computer.

Ma veniamo al libro che hai scritto, “Omicidi in pausa pranzo”. È un romanzo molto ironico, e diciamolo, a tratti esilarante, e indubbiamente un po’ surreale, ma racconta una realtà amara: la vita dell’impiegato medio è sempre più dura. Lo definiresti un romanzo di denuncia sociale?
Non so neanche io che cosa ho scritto. La scrittura è un esercizio dell’inconscio, insomma non so mai PRIMA che cosa scriverò DOPO, anche se ho un’idea generale di quello che voglio scrivere. Il mio obiettivo è quasi sempre quello di scrivere testi leggeri, insomma non voglio ammazzare i lettori. Qualcuno dice che sono troppo “leggeri”, ma io credo che sia difficile rimanere così, in punta di penna, quando racconti qualcosa. Insomma, forse vorrei essere una scrittrice umoristica, ma non so se mi riesce. Quando ero piccola leggevo Guareschi: ecco, lui mi piaceva tantissimo.

Nel romanzo, che a me è piaciuto molto, ci sono dei personaggi emblematici in cui ciascuno può riconoscere l’amica impicciona, il collega scortese o quello scansafatiche. È stato divertente rappresentarli? È stato liberatorio?
Sì, divertente e liberatorio, come dici tu. Negli uffici c’è una coabitazione forzata alla quale non ci si può ribellare. Uccidere (anzi, far uccidere da un killer) chi non mi era simpatico, mi ha dato una grande soddisfazione.

Cosa ci dici di Francesca, la protagonista assoluta della vicenda, alle prese tra la “zitellitudine”e il mistero da risolvere?
Anche Francesca è nata dall’inconscio. Non so da dove sia venuta. Un po’ mi assomiglia, perché io sono in genere una vittima – in tutti gli uffici dove sono passata – e volevo scrivere dal punto di vista di una vittima. Ma non so neanch’io da dove sia arrivato il padre che si occupa di lei come se avesse ancora quindici anni. Padri così non ne esistono più, credo. Ecco, non so chi sia Francesca: mi è venuta in mente mentre scrivevo, ma prima non la conoscevo.

La rivoluzione digitale e l’ e-book: cosa ne pensi di questo sistema innovativo di lettura, credi che rappresenti il futuro o è solo fumo negli occhi? Peraltro tu hai iniziato con un’autopubblicazione e poi sei stata notata da Mondadori…
Penso che mio figlio non comprerà libri di carta. Perché costano troppo e sono ingombranti. I nostri figli saranno globalizzati, e quindi più poveri di noi. Avranno meno soldi e case piccole (e magari si muoveranno di più). Chi si tira dietro una biblioteca? Chi impacchetta dei libri? E poi sono riuscita a fare leggere “Il gattopardo” a mio figlio solo dopo che ho comprato la versione in e-book. Noi “adulti” compreremo ancora libri di carta – io li compro ancora, mi piacciono – ma i nostri figli non lo faranno più. Certo, resterà una quota di mercato dedicata ai libri cartacei, ma quanti ragazzi di vent’anni vedi in metropolitana con un libro in mano e non un cellulare? Sono pessimista sulla lettura – in generale – e temo che sia il libro inteso come forma lunga di discorso “scritto” che possa scomparire.

Tu e i social network: credi che possano rappresentare un’opportunità per un autore/autrice, o li consideri solamente un frivolo passatempo?
Non è un passatempo. Vi allego due link sul nuovo fenomeno che l’Economist ha definito Authorpreneurship:
I giornalisti dell’Economist l'hanno capito: l'autore si deve promuovere da solo, entrando in classifica e diventando visibile. Readers these days want to get to know the creators of the books they buy. Diffident authors may feel uncomfortable with getting so close to their fans".
Sopravvivono gli autori che lo sanno fare. Conclusioni dell'Economist: devi stare sui social, vicino ai lettori, che ti vogliono parlare. Ecco cosa scrivono: "

Progetti per il futuro: ci sono nuovi lavori in corso o ambizioni particolari?
A Natale mi sono chiusa in casa e ho scritto un libro tristissimo. Mi scuso per la banalità di aggettivo e superlativo. Ma è un libro diverso da tutto quello scritto finora e non ho ancora capito se è venuto bene o male. Devo dire che mi vergogno abbastanza di farlo leggere, persino ai miei amici. Non so che roba sia: il genere è inclassificabile. Ma io trovo abbastanza orrendo tutto quello che scrivo, quindi non so se la mia ultima operetta sia VERAMENTE orribile o no. Ecco, non sono mai soddisfatta di quello che scrivo, non mi piace mai, per davvero!

Dove possiamo trovare il tuo libro?

Francesca sta per affrontare il solito pomeriggio in ufficio. È davanti allo specchio del bagno, con in mano lo spazzolino da denti, quando intravede due piedi sbucare da sotto la porta del w.c. Per terra c'è il cadavere di Marinella, la sua insopportabile compagna di scrivania! Qualcuno l'ha strozzata con una corda bianca, rimasta ancora intorno al collo, per poi ricomporre perfettamente il cadavere, come se fosse già pronto per entrare nella bara. E lo strano delitto è avvenuto mentre tutti erano in pausa pranzo. Francesca diventa così la principale testimone nelle indagini sulla morte della collega, affidate alla procura di Milano. Ma l'assassino potrebbe essere chiunque e la paura diventa una compagna di vita dei trecento dipendenti dell'Azienda Omicidi, come la chiamano i giornalisti. I colleghi cominciano addirittura a sospettarsi tra loro, mentre la vita privata di Francesca va a rotoli. Una commedia esilarante e autentica che si colora di giallo e racconta le inquietudini sentimentali di un'impiegata che non vuole perdere il proprio lavoro. 

Viola, ti ringrazio tantissimo per essere stato con noi e, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio i complimenti per il tuo ultimo libro, in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!
Un saluto virtuale a tutti gli amici che seguono la nostra nuova rubrica settimanale, invitate gli amici a scoprirci, per conoscere insieme, ogni volta, un nuovo autore italiano.


di Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag
L’occasione di una vita, ebook Lettere Animate
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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