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Intervista al lit-blogger: un caffè con Salvia


Oggi, contrariamente a quanto preannunciato, abbiamo il piacere di farvi conoscere Salvia che ci parlerà del suo blog Desperate Bookswife.

Ciao e benvenuta nella nostra rubrica. Raccontaci qualcosa di te: oltre ad essere una blogger, chi è Salvia nella vita di tutti i giorni? Poi ci spiegherai anche il perché di questo soprannome curioso, se ti va….
Ciao, innanzitutto grazie per l’opportunità e lo spazio che state dedicando al mio piccolo blog, è un onore! Salvia…dunque è difficile parlare di me, perché o mi mancano le parole oppure divento logorroica, madre natura non mi ha donato la sana via di mezzo ( ma se per questo nemmeno le tette J ). Sono una mamma che si aggira intorno ai trent’anni, ho due cagnette che sono state soprannominate “Le Mimme”, un marito più o meno paziente “Burro” e sono una ex sportiva che dopo un incidente ha appeso “la trave al chiodo” – facevo ginnastica artistica.
Perché Salvia? Perché fino a due mesi fa collaboravo con la mia amica “Menta” sul blog Scribacchiando in Soffitta, poi abbiamo deciso di intraprendere strade diverse.




Come e quando è nata l’idea di aprire un lit-blog? In base a cosa hai scelto la grafica e il nome, che richiama chiaramente una famosa serie di casalinghe disperate?
Come dicevo prima, a gennaio dello scorso anno io e Menta, amiche storiche, abbiamo deciso di intraprendere questa strada insieme e abbiamo fondato “Scribacchiando in soffitta”. Ci siamo divertite un sacco, abbiamo conosciuto delle persone stupende…ma i nostri gusti così differenti ci hanno fatto comprendere che avremmo lavorato meglio ognuna nel suo spazio, collaborando, ma senza condividere lo stesso tetto. Proprio per questo nasce “Desperate Bookswife”, il diario di una casalinga lettrice disperata, perché oltre ad amare la serie americana, io mi sento così, avete presente Susan? Ecco, sono io, in versione più babbiona!
La grafica l’ha interamente assemblata Menta e quella fanciulla con lo chignon e la sciarpa al collo con il naso infilato in un libro…ecco, anche quella sono io. E quella cagnolina? L’avete vista quella bouldogghina francese? Lei è una delle Mimme, che sono i miei angeli custodi.

Cosa credi debba avere un lit-blog per distinguersi dalla massa? È sufficiente che gli ideatori/amministratori siano appassionati di libri? E Desperate Bookswife cosa pensi abbia di diverso, secondo te perché piace?
Di Lit-Blog oggi è pieno il web, aprono e chiudono come i paninari fuori dalle discoteche. No, non basta essere appassionati di libri, bisogna innanzitutto Saper Scrivere, perché alcune volte si leggono dei congiuntivi che fanno accapponare la pelle. Poi ci vuole Umiltà, se uno è convinto di essere un genio…non sarà mai in grado di migliorare il proprio operato. Un altro ingrediente è la fantasia, è necessario sapersi continuamente aggiornare e reinventare perché il lettore non si stanchi mai. Vogliamo parlare del Tempo? Ecco, bisogna ritagliarsi anche quello.
In realtà non so se Desperate Bookswife piace, sono on line da soli due mesi, ma ho deciso di essere me stessa, al 100%, senza nascondere i miei innumerevoli difetti e puntare tutto sull’autoironia, quella non mi manca!!

Il tuo è senza dubbio un lit-blog in veloce ascesa, con oltre centotrenta follower in pochi mesi. Pensi che i siti letterari possano influenzare davvero le scelte dei lettori? Ritieni che, comunque, un lit-blog debba essere indipendente dai “consigli” delle case editrici e personale?
Oh grazie! No, in veloce ascesa no, semplicemente molti follower hanno continuato a seguirmi e si sono “spostati” sul mio blog.
Si, credo che i blog letterari possano avere quel potere e ci sono ben due teorie.
  • Il giudizio di massa: un lettore deve decidere se comprare un romanzo, è incerto perché non conosce l’autore, così prima di spendere ben 16,90€ decide di fare un giro sul web, se la maggior parte delle recensioni lo soddisfa…lo compra, altrimenti desiste. In questo caso il singolo blog ha il valore della formichina: da sola non conta nulla, ma insieme alle altre diventa indispensabile.
  • Il valore singolo: ogni blogger ha la sua cerchia di lettori stretti, che dopo molto tempo sono arrivati a fidarsi ciecamente dei giudizi dell’amministratore. In quel caso spesso acquistano un libro proprio in base ad una recensione positiva.
Non so come si comportino le altre blogger, ma io, nonostante collabori con qualche casa editrice, scrivo sempre giudizi schietti e sinceri, proprio per correttezza nei confronti dei miei lettori.

Qual è il target di pubblico cui ti rivolgi e che generi letterari prediligono? E tu, hai preferenze personali sui tipi di libri che presenti e recensisci?
Oh…io essendo una quasi vecchietta mi rivolgo ad un target più maturo, e avendo escluso il genere fantasy, distopico, urban, fantastico, erotico e chi più ne ha ne metta… la mia cerchia si riduce drasticamente! Tendenzialmente amo la letteratura contemporanea con una predilezione per gli autori italiani e poi apprezzo gialli e thriller.

Non credo sia facile organizzare un blog che parla di libri, perché bisogna trovare e creare i giusti spazi per approfondire svariati argomenti: le recensioni, le presentazioni degli autori, le anteprime, le rubriche, gli editoriali e via dicendo. Come ti programmi? Quali sono le maggiori difficoltà che incontri nella gestione?
Io sono la persona più disorganizzata che conosca, faccio fatica a gestire le prossime due ore e soprattutto il tempo è tiranno, quindi cerco di programmare poche cose, ma al meglio. Per adesso le mie rubriche non sono moltissime, c’è uno spazio per gli autori emergenti, un recap mensile, Anteprime, le Pillole del mio amico Ste ma soprattutto la mia rubrica preferita: “Immagini d’Inchiostro” ovvero il confronto tra il romanzo e il film. Se qualcuno ha girato un lungometraggio tratto da un libro…non posso non guardarlo. Poi ci sono le collaborazioni con le altre blogger, quindi altre rubriche, come “Vento del Nord” il blog un libro per amico, il “Mese a tema” insieme alla Libridinosa, le “Letture Sparpagliate” in collaborazione con i due blog sopracitati, La ragazza che annusava i libri e La Biblioteca di Eliza.

Sono molto di moda i giweaway, i challenge, altre espressioni tipo stay tuned e chi più ne ha più metta. Pensi che il termine inglese sia più incisivo della parola italiana? O è semplicemente frutto delle mode?
Anche in questa risposta verrà fuori il mio lato contradditorio: il nome del mio blog è in inglese, ma non sopporto i termini stranieri infilati in discorsi italiani. Probabilmente “fa figo”, è di moda, ci fa sentire più “immersi nel mood della city”, ma il fatto non cambia, quando leggo un post dove al suo interno, ogni due frasi c’è un termine in inglese…chiudo la pagina. Amo la mia lingua, mi piace il suo suono, anche le cadenze dei vari dialetti sono apprezzabili e non vedo perché sia necessario stravolgerla. Se al liceo avessi inserito la parola “Stay Tuned” nel tema di maturità…il mio professore mi avrebbe bocciata.
Detto questo, si fa di necessità virtù, e ogni tanto bisogna adeguarsi per non assomigliare agli eremiti, così è nata la nostra “Lotto reading Challenge”, poi è sempre la stessa storia, un po’ di sale esalta il gusto del piatto, troppo lo rende immangiabile.

E in Desperate Bookswife sei solita organizzare eventi (come challenge, giveaway, blogtour o altro)? Danno il risultato atteso (che poi, cosa ti aspetti?) o si rivelano solo un impegno in termini organizzativi ma di basso impatto col pubblico?
Dopo un anno e fischia di impegno e fatica, ho deciso che il nuovo blog sarebbe stato differente. Ho organizzato una Challenge, come ho scritto prima, in collaborazione con altri tre blog e il successo è arrivato inaspettato: 79 partecipanti. Blogtour, se mai ne organizzerò uno, sarà di un libro in cui credo fortemente e non per fini pubblicitari o quant’altro.

Nel tuo blog ci sono degli appuntamenti fissi, delle rubriche che gestisci con cadenza settimanale. Quali sono quelle più seguite?
In realtà no, appuntamenti fissi non ce ne sono, purtroppo non riesco ad essere precisa, così quando ho qualche cosa da scrivere, lo pubblico. Per il momento la rubrica più attesa sono le “Letture Geograficamente Sparpagliate”, ormai le LGS sono una forza e tanti lettori ci vedono come una cosa sola. E’ Bellissimo. Proprio per questa aspettano con impazienza di leggere in un unico post ben cinque o sei recensioni.

In Desperate Bookswife c’è spazio per le recensioni, come funziona? Scegli tu i libri da leggere in base ai tuoi gusti personali o ti vengono inviati dagli autori o dalle case editrici? Ti è mai capitato che un autore si sia lamentato per una recensione negativa? Come ti regoli in questo caso?
Il 90% dei libri li scelgo personalmente, anche se lascio un piccolo margine per romanzi inviati dagli autori o dalle case editrici. Onestamente se un genere non mi aggrada, non riesco a scrivere una recensione obiettiva, per questo ho molto ristretto il campo, poi questo non è un lavoro ma una passione, quindi è giusto che le letture siano il più piacevoli possibile!

Nuovi progetti per il futuro. Come credi sarà Desperate Bookswife nel giro di un anno? Pensi sia necessario un restyling frequente, per stare al passo coi tempi e dimostrare un continuo upgrade dei contenuti, o è meglio restare fedeli al format originario per dare continuità ed essere facilmente riconoscibili dai lettori?
Ah ah ah volete stuzzicarmi con questa domanda vero (riguardo ai temi inglesi)? Non ne ho la più pallida idea, nella mia vita i cambiamenti sono sempre arrivati con le loro gambe e non sono mai stati programmati, quindi credo che anche a “Desperate Bookswife” accadrà la stessa cosa: sarà lasciato il balia degli eventi. Mi piacerebbe mantenere nel tempo la grafica originale perché credo che la sua forza sia proprio la semplicità, ma staremo a vedere, per il momento non ho fretta!!

La domanda che non ti ha mai fatto nessuno: fatti LA domanda e datti la risposta!
COM’è LA VITA DA BLOGGER SINGLE RISPETTO ALLA VITA DI COPPIA?
Nella mia vita reale non sono mai riuscita a stare da sola, quasi come avessi timore di me stessa (va bene che magari sono un po’ bipolare, però…ci si può lavorare!!!). Forse proprio per questo ho sentito la necessità di uno spazio totalmente mio e devo dire che sto alla grande! Non nego che mi manchi da morire Menta, però il poter gestire qualsiasi cosa a mio modo non ha prezzo. ( Menta comunque la sento per telefono, non le ho dato una zappata sui piedi).

Grazie per essere stata con noi, a nome de “Gli scrittori della porta accanto” ti faccio tanti in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri.



Interviste ai protagonisti della blogosfera letteraria. 
Se hai un lit-blog, un sito o una pagina FB che parla di libri, contattaci Contattaci per un'intervista personalizzata. 




Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, 0111Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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