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In primo piano

Intervista all'autore emergente Un caffè con Monia Colianni



La rubrica del martedì, curata dalle autrici Silvia Pattarini ed Elena Genero Santoro
per farvi conoscere gli scrittori esordienti italiani, le nuove promesse del panorama letterario. 
Se sei un autore emergente Contattaci per un'intervista personalizzata. 

L'INTERVISTA

Ciao Monia, e grazie per avermi concesso questa intervista. Per rompere il ghiaccio, visto che ci troviamo in un caffè letterario virtuale, permettimi di offrirti virtualmente un caffè, un the, una tisana, una bibita o… cosa preferisci?
Ma grazie! Adoro il caffè in tutte le sue forme, oggi accetto un americano, così me lo gusto pian piano durante tutta l’intervista!

Bene ora che abbiamo rotto il ghiaccio raccontami di te. Chi è Monia nella vita di tutti i giorni?
Nella vita di tutti i giorni sono esattamente quello che trasparirà da questa intervista, e da quello che faccio o dico in generale nei panni “di autrice”. Non amo la coerenza a ogni costo, perché è segno di chiusura mentale. Oltre che di libri vivo di musica, tutto ciò che faccio ha una sua colonna sonora. Non ho schemi fissi dentro i quali auto-limitarmi, e convivo con una costante dicotomia: momenti in cui penso troppo, e momenti in cui non filtro affatto. La seconda è la caratteristica che mi permette di scrivere. La prima… forse quella che mi permette di non picchiare gente a caso!


Ci sono autori classici o molto noti che credi abbiamo influenzato, in qualche modo, il tuo stile?
Domanda che mi mette sempre in crisi, perché razionalmente ti dico no. Ne amo tanti di autori classici, anzi, direi che sono il 90% di ciò che leggo, ma mai nella vita potrei accostarmici volontariamente. Se invece l’influenza avviene in modo inconsapevole, questo non lo so. Un autore può giudicare tutto di sé stesso: potenza della storia, tecnica, scorrevolezza… ma non credo lo stile. Chi dice di riuscirci è un genio che meriterebbe lo Strega solo per quello (rido). Insomma, quello lo sanno solo i lettori e i bravi critici (bravo-critico è un ossimoro non da poco, eh?).

Quanti libri hai scritto? Quali sono, vuoi indicarceli?
Al momento scritti e pubblicati due, A proposito di Dafne (2012) e il suo sequel L’amore e la psiche (2014), editi da 0111 Edizioni. Però sono studiati in modo da essere letti anche da soli. Qualcuno ha letto solo il secondo, e l’ha seguito perfettamente. Ovvio che la cosa ottimale, essendo un percorso fatto dagli stessi personaggi, sarebbe leggerli entrambi nell’ordine di uscita.

Raccontami brevemente del tuo ultimo libro, ma non svelare troppo!
Come ti dicevo, L’amore e la psiche completa un percorso psicologico intrapreso dai protagonisti alcuni anni prima (gli anni raccontati appunto in A proposito di Dafne). La sfida è stata quella di parlare di alcuni disturbi comportamentali e di violenza domestica in chiave positiva, di recupero. Parlare di un amore malato che con il giusto supporto terapeutico può recuperarsi. Volevo - con l’aiuto delle mie conoscenze e di una psicoterapeuta che mi ha dato una mano - sperimentare una chiave meno vittimistica della cosa. A volte, con la giusta diagnosi e la giusta cura, le vittime possono essere evitate. Io ho cercato di parlare di questo, oltre ad altri temi, come la critica sociale, l’arte, e l’Amore, quello tra anime predestinate. Un bel mix tra romance d’altri tempi e romanzo verità. Che rappresenta un po’ anche la persistente dicotomia di cui ti dicevo: tanto sognatrice, quanto realista e cinica.

La rivoluzione digitale e l’ e-book: cosa ne pensi di questo sistema innovativo di lettura, credi che rappresenti il futuro o è solo fumo negli occhi?
Non leggo in digitale, perché ho la carnale necessità di entrare in libreria. Ma sono felice che i miei testi escano in entrambi i formati. Un romanzo è la storia che c’è dentro, a prescindere che sia su carta o su tablet. Quindi massimo rispetto. Perché giudicare la forma a priori? Va sempre giudicata la sostanza.

Tu e i social network: credi che possano rappresentare un’opportunità per un autore/autrice, o li consideri solamente un frivolo passatempo?
Per un esordiente, in mezzo a migliaia e migliaia di esordienti, i social fanno molto. Io preferisco unire la promo social alle presentazioni vis à vis. I social vanno saputi usare, perché al loro interno si rischia di stereotiparsi. Odio lo spam ossessivo, perché per un lettore recuperato, a cento hai sicuramente rotto le scatole. Detesto anche la caccia ossessiva di recensioni. Per essere un’esordiente ho molti lettori e buone vendite, ma dal numero recensioni sul web non lo diresti mai.

Ma non credi che per un esordiente le recensioni siano importanti e che siano la vera vetrina per chi è ancora poco noto?
Certo, in un mondo ideale in cui non sono concordate con amici e parenti. Se un esordiente al primo libro ha 100 recensioni su Amazon, tutte positive e con 5 stelle, qualcosa non torna. E il lettore non è fesso. Il primo romanzo, di chiunque, non può essere perfetto. Con la poca lealtà che esiste tra gli aspiranti scrittori di oggi, le recensioni positive possono comunque sembrare pilotate, perché troppi le pilotano davvero, nei modi più bizzarri (così come le classifiche). Se il lettore vuole scriverne una spontaneamente, ne sono più che felice. Se trovo dei blogger che leggono davvero l’opera e la recensiscono con cognizione, anche. Ma non mi piace “stare addosso” ai miei lettori o arrivare a pagarmi le recensioni pur di far numero. Sono più pratica: mi porta più soddisfazione un lettore che presta a un amico il mio libro perché lo ha amato davvero, di un lettore che mi scrive un parere che magari non leggerà nessuno. Se fa entrambe le cose di sua iniziativa, non ci sputo sopra!

So che oltre alla narrativa, ti occupi anche di satira e di editoriali. E a quanto pare non le mandi proprio a dire! Come nascono le tue collaborazioni?
Per la satira è partito tutto dal mio blog. Un blog che ho definito stronzo senza un perché, nel quale ho iniziato a dire la mia in modo tagliente ma sempre ironico (moniacolianni.blogspot.it) Perché la gente è stanca dei “tutti filosofi” che sia aggirano per il web con pesantezza. Poi da lì ho cercato canali che avessero già un buon seguito e il cui taglio mi piacesse. E così sono nate delle collaborazioni, come una rubrica tutta mia sul sito “Non si sevizia un paperino”, e una collaborazione con la fun magazine “CTRL”. Per gli editoriali, al momento ho uno spazio mensile per il Books Hunters Blog: qui tratto argomenti mirati, cercando di stimolare riflessioni e scambi di opinioni sul difficile mondo della scrittura e ciò che le ruota attorno. Sono felice che i riscontri siano buoni, anche perché difficilmente mi improvviso, e cerco di studiare al meglio ciò che faccio. Dietro la scrittura di un editoriale, ad esempio, c’è tutto un mondo da approfondire. L’idea non si regge da sola. Non mi piace limitarmi al ruolo di “romanziere”. La scrittura è qualcosa da sperimentare a 360 gradi.

Come convivono il tuo lato romantico che esce fuori dai tuoi romanzi, con quello più tagliente e ironico che invece esce dai tuoi pezzi di satira?
Avviene in modo naturale. Torniamo sempre al mio sano bipolarismo! Forse in narrativa, nei primi due romanzi, ho dato sfogo al mio lato sognatore, quello che fa emergere le cose che amo, che vorrei e che mi fanno stare tra le nuvole. Mentre in satira e nel taglio più “giornalistico”, parto dalle cose che mi creano rabbia, quelle che detesto, come la stupidità delle masse, gli utilizzi malsani di internet, l’idiozia che manda a rotoli un paese. E quindi do il peggio di me, senza risparmiare nessuno. Però la parola d’ordine è farlo in maniera comica e grottesca.

Progetti per il futuro: ci sono nuovi lavori in corso o ambizioni particolari?
Oltre a continuare e (spero) intensificare le mie collaborazioni su canali di satira, ho iniziato un terzo romanzo. Una sorta di esperimento, che se viene fuori come ce l’ho in mente, potrebbe incuriosire. Mi avvicino molto di più al mio lato cinico, ironico, meno romantico e più crudo. Sempre amante delle turbe mentali, ma stavolta affrontate in maniera tragicomica. Vorrei ottenere nel lettore riflessione e un pugno allo stomaco di quelli che arrivano in modo diverso. Non posso aggiungere altro. Insomma, pensarlo e scriverlo mi sta divertendo un sacco. Poi il resto, è solo conseguenza. Un’altra cosa che mi coinvolgerà a breve, e di cui sono felicissima, è la pubblicazione di un mio racconto, tradotto anche in inglese, all’interno di un progetto nato per Expo. Essere stata selezionata per farne parte, mi ha dato e mi darà molte soddisfazioni.

Dove possiamo trovare il tuo libro/i tuoi libri?
Si trova in tutti gli store online; in alcune librerie (come Fetrinelli) con un po’ di insistenza lo ordinano. Ma io consiglio sempre il sito della casa editrice: ce l’ha subito a disposizione, è sicuro, lo manda in tempi ragionevoli e con sconti migliori.


Monia ti ringrazio tantissimo per essere stato con noi e, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio i complimenti per il tuo ultimo libro, in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!
Grazie a te Silvia, per la chiacchierata, e grazie a tutti i collaboratori di questo blog. Fate un gran bel lavoro. Davvero.




Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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2 commenti:

  1. Già da come parla durante le interviste e dalle cose che scrive sul suo blog e in giro per la rete, mi piace! Devo ancora recuperarla in veste di autrice, ma lo farò presto: i suoi libri sono sicuramente nella mia wishlist! :)

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  2. Grazie per le parole, Angelica. Non vedo dei tuoi pareri, davvero.

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