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In primo piano

Intervista all'autore emergente Un caffè con Paola Ferrero



La rubrica del martedì, curata dalle autrici Silvia Pattarini ed Elena Genero Santoro
per farvi conoscere gli scrittori esordienti italiani, le nuove promesse del panorama letterario. 
Se sei un autore emergente Contattaci per un'intervista personalizzata. 


L'INTERVISTA

Ciao Paola, e grazie per avermi concesso questa intervista. Per rompere il ghiaccio, visto che ci troviamo in un caffè letterario virtuale, permettimi di offrirti virtualmente un caffè, un the, una tisana, una cioccolata calda o… cosa preferisci?
Cioccolata calda, sicuramente. Non sono del tutto tipo da dolci, ma per il cioccolato ho una passione sfrenata e sono golosa. Di poche cose, selezionate, ma golosissima.

Bene ora che abbiamo rotto il ghiaccio raccontami di te. Chi è Paola nella vita di tutti i giorni?
Una sognatrice, soprattutto. Capace di perdermi a guardare un tramonto o le nuvole in movimento, amo il bello, i giochi di luce e di colore, la musica e la notte. Anche se sembra una contraddizione ho un forte senso tragico, amo il gotico, la magia, le passioni forti.
Poi c’è il lato concreto, quello di casa e lavoro, di amicizie e di cene in compagnia. Lavoro in un laboratorio artigianale di biancheria, altro aspetto creativo di me. Non sono una persona competitiva e non mi interessa la carriera. Diciamo che preferisco dedicare il mio tempo alle cose e alle persone che amo. Il resto conta relativamente.


L’arte ha sempre fatto parte della tua vita. Hai studiato al DAMS, ami la danza. Come è nata la tua passione per la scrittura? Pensi che tutte queste passioni possano confluire in qualche modo nella scrittura?
Grazie alla nonna materna ho imparato a scrivere a quattro anni e a otto dipingevo a olio su tela – delle cose immonde, ma a olio. La mia passione principale sono le storie e l’arte è un mezzo per raccontarle. La scrittura è forse il modo che più mi si addice, comunque quello che uso da più tempo. Scrittura e disegno.
La danza è stata una grande passione per diversi anni, mi ha insegnato molto anche al di là del semplice stare in scena. Nel frattempo ho anche studiato canto e recitazione sempre in modo poco costante, avrei voluto imparare a suonare uno strumento – chitarra e pianoforte mi danno emozioni molto intense. All’università facevo “storia e critica del cinema”, ma non ho terminato gli studi un po’ per noia e un po’ per scarse prospettive.
Penso che la scrittura possa contenere ogni aspetto della vita, reale o immaginativa che sia. Quindi che si possa scrivere in modo “visivo” o “musicale”, “cinematografico” anche. Penso a descrizioni che potrebbero essere quadri, o scene di un film. La musicalità della parola, il suono che produce. È tutto collegato.

Quanti libri hai scritto? Quali sono, vuoi indicarceli?
Finora ho pubblicato una raccolta di poesie, “Parole d’amore insano” (Liberodiscrivere, 2009) e il romanzo “Gli attimi in cui Dio è musica” (Lettere Animate, 2014). Poi ho altri romanzi sia pronti che in fase di rilettura, e uno che vorrei riscrivere anche se nella versione attuale è rientrato nei trecento semifinalisti del torneo IoScrittore due anni fa.

Ma veniamo al libro che hai pubblicato con Lettere Animate e che ho letto e apprezzato molto, “Gli attimi in cui Dio è musica”. È un romanzo autobiografico? Qual è l’obiettivo, anche personale, che ti sei posta scrivendolo?
Ho iniziato per caso a scriverlo: avevo pubblicato le poesie ed ero ferma con il romanzo cui stavo lavorando quando mi sono messa a buttare giù frasi a caso. Poi mi sono resa conto che sotto c’era una storia da raccontare, o meglio tanti attimi diversi e separati tra loro. Dentro ci sono elementi autobiografici misti a avvenimenti inventati, il tutto per “celebrare” in qualche modo la danza che per la mia crescita è stata fondamentale. Un sogno, un’àncora di salvataggio, un percorso quasi spirituale all’interno del mio corpo inquieto. C’è comunque molto di me, come in ogni cosa che scrivo.
Non l’ho mai visto come un romanzo, per me è più una specie di album di fotografie: non conta tanto la storia che narra in generale, quanto invece contano i piccoli dettagli e le immagini evocate. Certo non è un lavoro commerciale e me ne rendevo conto già scrivendolo. È ambientato nella provincia torinese degli anni ’80, un periodo particolare in cui si odorava la promessa di un successo garantito per tutti. Credo che molti di noi che li abbiamo vissuti da adolescenti abbiamo subito il primo grande “tradimento” di quella promessa, eppure crederci era facile. Galvanizzante.

È un romanzo che porta con sé tutta la leggerezza dell’adolescenza, e questo aspetto è stato molto apprezzato dai lettori, perché lo rende adatto ai più giovani ma lo fa piacere anche agli adulti. È stato difficile immedesimarsi in un’adolescente?
Sono stata un’adolescente arrabbiata e difficile. Forse lo siamo stati e lo sono tutti, in qualche modo. Era tutto uno stimolo, tutto una prova, tutto un dimostrare qualcosa. Ho cercato di renderlo utilizzando un linguaggio rapido e quasi “schizzato”, non riflessioni particolareggiate, solo “attimi” che si susseguono. A volte ripetitivi, a volte intensi, pieni di passione. Io me la ricordo così, quell’età. Confusa e piena di sentimenti contrastanti. Qualcuno mi ha detto che non parlo mai d’amore, nel romanzo. In realtà l’amore c’è ed è profondo, solo che non è per l’eventuale fidanzatino di turno. È una passione totalizzante che sovrasta qualsiasi altra emozione. Tutte forti, tutte importanti, tutte passeggere. Non è stato difficile, no. Mi è bastata la colonna sonora, che è riportata al fondo del romanzo, e la mente è tornata a come ero, come stavo, cosa speravo. Così come non è difficile per chi legge il romanzo ora e ha la mia età ritrovare le stesse emozioni.

La rivoluzione digitale e l’e-book: cosa ne pensi di questo sistema innovativo di lettura, credi che rappresenti il futuro o è solo fumo negli occhi?
Credo sia inevitabile il passaggio al digitale almeno per una parte dei libri del futuro. Certo, sono affezionata all’idea del cartaceo e probabilmente continuerò ad acquistare titoli in entrambi i formati. Però, a ben vedere, è una scelta ecologica in un certo senso; se pensiamo a quante copie cartacee vanno al macero annualmente e a quanto poco un libro resti sugli scaffali in libreria – dicono al massimo tre settimane – lo spreco di materie prime è evidente. Si può obiettare che lo smaltimento di un e-reader sia dannoso quanto il disboscamento, però un’opzione tipo il print on demand sarebbe da prendere in considerazione se non avessimo tutti sempre fretta di avere in mano il nostro acquisto. C’è anche da considerare che lo stesso passaggio è avvenuto per musica e video ed è naturale che, per quanto noi siamo resistenti alle novità, avvenga anche per i libri. Forse siamo noi a non essere pronti.

Tu e i social network: credi che possano rappresentare un’opportunità per un autore/autrice, o li consideri solamente un frivolo passatempo?
Un tempo lo scrittore si occupava solo di scrivere, oggi per forza di cose non funziona più così. Si pubblicano ogni anno oltre sessantamila titoli, escluse le auto pubblicazioni, e le case editrici piccole e medie non hanno i mezzi per promuovere ogni titolo allo stesso modo. Usare i social network è quasi d’obbligo, ma non credo che il solo “spammare” il proprio titolo sia utile davvero.
Dal mio punto di vista il vero lavoro dello scrittore resta scrivere e l’unico modo per crearsi un seguito di lettori è scrivere ancora, scrivere altro, scrivere non solo i propri progressi o la posizione in classifica ma comunicare il proprio modo di pensare e di essere. Pubblicare e vendere il primo libro è più semplice, pare, di farlo con il secondo. Direi che sì, il social network è utile, ma è molto più importante continuare il proprio lavoro. Classifiche, vendite, recensioni vengono dopo.

Progetti per il futuro: ci sono nuovi lavori in corso o ambizioni particolari?
Lavori in corso, sempre. Attualmente sto revisionando un romanzo che definirei “fanta-horror” e scrivendone un altro completamente diverso che ha a che fare con il destino e la reincarnazione. Ho un romanzo “d’amore e cambiamento” in lettura presso alcuni editori, finalista al Premio Marcelli lo scorso anno, e diversi racconti che stanno seguendo lo stesso iter. Un altro romanzo in riscrittura, quello di IoScrittore, ambientato in un futuro “trash-fumettoso”; e una seconda raccolta di poesie.
Ho poi altri progetti tra cui un seguito ideale de “Gli attimi in cui Dio è musica” e almeno altri tre romanzi. Mi piacerebbe avere più tempo per scrivere, direi che per tutti i progetti che ho è l’unica cosa che manca …

Dove possiamo trovare il tuo libro/i tuoi libri? 
La raccolta di poesie la potete trovare sul sito di Liberodiscrivere.
L’e-book de “Gli attimi in cui Dio è musica” si trova su tutte le piattaforme internet, su google play e in formato cartaceo sempre su Amazon, Ibs, Bookrepublic etc.



Paola, ti ringrazio tantissimo per essere stata con noi e, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio i complimenti per il tuo libro, in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!
Un saluto virtuale a tutti gli amici che seguono la nostra nuova rubrica settimanale, invitate gli amici a scoprirci, per conoscere insieme, ogni volta, un nuovo autore italiano.


di Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag
L’occasione di una vita, ebook Lettere Animate
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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