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L'editoriale di Stefania Bergo La dignità sommersa

di Stefania Bergo

Una mia amica era solita dire "l'Italia è il pese delle barzellette". Io credo che di esilarante sia rimasto molto poco. L'Italia è in realtà il paese delle tragedie. Soprattutto di quelle tragedie per cui si viene condannati per un numero di anni pari alla metà delle vittime causate (il che è decisamente una beffarda casualità) e si diventa un personaggio pubblico, in grado di fare audience nei programmi televisivi (il fior fiore del nostro palinsesto... e questa sì che è una barzelletta) e di farsi rincorrere da case editrici e giornalisti per scrivere un libro sull'accaduto, facendolo passare come un "libro inchiesta". Ancora una volta, la vera tragedia è sfruttare la miseria e la morte altrui per proprio tornaconto.

13 gennaio 2012, ore 21.42 >> La Costa Concordia, salpata  da Civitavecchia, urta lo Scoglio delle Scole nei pressi del Giglio: sullo scafo si apre uno squarcio di settanta metri. La nave subisce un violento sbandamento e si arena su uno scalino roccioso: nell'incidente muoiono trentadue persone. Già nelle prime ore dopo il naufragio emerge, in negativo, la figura del comandante Francesco Schettino, che abbandona la nave e lancia l’allarme in ritardo

Ebbene, quell’uomo, condannato a sedici anni e ancora lì a cercare di difendersi (che, per carità, ovviamente è un suo diritto), a scaricare la colpa altrove, come un politico navigato dei nostri banchi parlamentari, ha scritto un libro. Ha scritto un “libro inchiesta” dedicato ai familiari delle vittime. In realtà, il libro è stato scritto da una giornalista, Vittoriana Abate, che ha raccolto le sue “verità”, la sua versione dei fatti, che pare quasi una necessità per depurare il personaggio di tutta l’aura negativa che si porta addosso e poter così continuare a proporlo al pubblico in tutte le possibili trasmissioni televisive che abbiano bisogno di una spinta auditel.
Non entro nel merito della prova letteraria dell’autrice, che potrebbe anche essere notevole e che ammetto di non aver letto, ma di primo acchito mi vien da pensare che per il comandante Schettino raccontare le “sue verità” non dovrebbe essere l’ennesimo atto processuale in cui si chiama un testimone della difesa a dire la sua, facendolo passare come atto doveroso nei confronti dei familiari delle vittime in attesa di giustizia. Dovrebbe essere piuttosto un tentativo di mettere in luce quanto successo quella notte, senza scaricare colpe, ma assumendosi le proprie responsabilità. Il libro, di cui ometto volutamente il titolo, sarebbe stato apprezzabile se fosse stato scritto durante gli anni di carcere, come tentativo di redenzione, un “così sono andate le cose, con questo non voglio dire che non sia colpa mia, solo raccontavi tutta la verità e chiedervi umilmente perdono per quanto accaduto” sarebbe stato “doveroso”, questo sì. Ma attribuire ancora una volta la responsabilità del proprio operato, in questo caso la scrittura di un libro, a qualcun altro, la sete di giustizia dei familiari delle vittime, è a mio avviso un perpetuare lo stesso atteggiamento, quello del bambino che ha fatto cadere il barattolo di ceramica dei biscotti cercando di prenderne uno malgrado i moniti della mamma. Ma lui non è un bambino. E i trentadue morti non sono certo biscotti.



Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, 0111Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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1 commenti:

  1. certe volte penso che l italia sia lo zimbello del mondo....il paese dei balocchi per truffatori e assassini,ladri e corrotti , che tristezza quando ho saputo di questo libro....

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