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In primo piano

Recensione autori emergenti "Pelicula"

TITOLO: PELICULA
AUTORE: Andrea Cabassi
EDITORE: UteLibri
ISBN:  9788867360734
EBOOK: 2,99€ | Amazon
CARTACEO: 11,05€ | Amazon

In un futuro tecnologicamente non evoluto l’umanità vive una situazione di stallo. Non più crisi, non più guerre, non più problemi: da questa utopia nasce una società dove la gente si crede libera ed è felice, una società manovrata da un’arma invincibile, operativa ventiquattr’ore su ventiquattro. Un’arma di controllo invisibile chiamata Pelicula.
Ai margini della civiltà un gruppo di terroristi opera per far emergere la verità; la domanda che pongono anche a te è la seguente: «rinunceresti alla tua felicità sapendo di non meritarla?»

RECENSIONE

Distopia o utopia?
Pelicula è un romanzo che mi ha fatto molto riflettere. La società prospettata da Cabassi, e che da molti è definita distopica, in realtà richiama i fondamenti del socialismo utopistico di Charles Fourier, ossia quella forma di società ripresa successivamente da Marx e da Engels, i fondatori del materialismo storico. Una società felice, fatta di salute e benessere, priva di guerre e criminalità.
La differenza sostanziale sta nel fatto che il perseguimento di tale obiettivo, in “Pelicula”, non avviene attraverso la condivisione di un’ideologia o con una rivoluzione che parte dal basso, bensì tramite la coercizione di una tecnologia. Il romanzo è ambientato nel ventiduesimo secolo a Shin Biesse, una città dell’Europa meridionale (Brescia?) dove un gruppo di rivoltosi, attraverso l’arma del terrorismo, cerca di scardinare il centro del potere. Nel corso del ventunesimo secolo, il livello tecnologico non è progredito affatto, in quanto, coloro che gestiscono Pelicula (e qui c’è una possibile analogia con la nomenclatura sovietica) hanno tutto l’interesse a mantenere lo status quo. Di conseguenza: appiattimento delle volontà, cessazione degli stimoli, fine della meritocrazia. A questo immobilismo si ribellano Lango e i suoi compari. E lo fanno con lo strumento più discutibile, un mezzo rozzo e crudele insensibile ai possibili effetti collaterali: il terrorismo. Analizzando la toponomastica dei luoghi e l’antroponimia dei personaggi, risulta che nell’Italia del ventunesimo secolo ci sia stata un’invasione di orientali e che sia stata cancellata ogni traccia di italianità. Simpatico il paradosso del personaggio capo dei rivoluzionari: Haruki Araki, colui che vuole sostituire il caos all’ordine, è affetto da un’evidente sindrome ossessivo-compulsiva, ossia, per lui è possibile vivere solo se ogni cosa sta al suo posto. Il lettore tende automaticamente a parteggiare per i rivoluzionari solo perché il punto di vista narrativa volge dalla loro parte. Sono convinto che spostando il POV anche il “tifo” potrebbe cambiare. E qui sta il bello. In “Pelicula” il ruolo di eroe e antieroe è subordinato non soltanto alla trama ma anche alle preferenze e alle idee di chi legge. La scrittura ricercata, l’originalità dello stile e i continui salti temporali nella narrazione richiedono una certa attenzione da parte del lettore, ma vi assicuro che ne vale assolutamente la pena. Ci sarebbero tante altre cose da aggiungere ma rischierei di svelare troppo della trama pertanto, se ne volete sapere di più, non vi resta che leggerlo.
Concludo facendo i miei complimenti all’autore e consigliando la lettura di “Pelicula” a tutti gli amanti dello sci-fi e del fantasy, ma anche a chi, indipendentemente dal genere preferito, ha voglia di leggere qualcosa di più impegnativo rispetto alla solita "minestra che si trova in giro".




Elia Spinelli
Elia Spinelli è nato nel 1967 e vive a Buonabitacolo (SA) con la moglie e i suoi due figli. Si occupa di consulenza nel settore dei serramenti.
“Il Riparatore" è il suo romanzo d'esordio.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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1 commenti:

  1. Bella recensione, di sicuro è riuscita a suscitare molta curiosità!

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