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In primo piano

Anteprima 0111Edizioni: Leonardo Dragoni racconta "La psicologia del viola"



LA PSICOLOGIA DEL VIOLA 
di Leonardo Dragoni 
0111Edizioni 
Giallo Storico
ISBN 9788863079111 
cartaceo 12,75€ | La banda del book 
ebook 4,99€ | Bookrepublic 


Roma. È la notte del 10 febbraio 1939. Incombe la Seconda guerra mondiale. Sua Santità Pio XI è febbricitante e insonne. L’indomani mattina ricorre l’anniversario del Concordato, e il pontefice sta meditando di denunciare i patti lateranensi, le violenze fasciste, forse perfino di scomunicare Mussolini. Quella notte viene colto da un infarto, che non gli lascia scampo. Poiché l’ultima fiamma del duce, Claretta Petacci, è la figlia del medico personale del defunto pontefice, il delitto sembra servito. Impressione che sembra trovare conferma anni dopo, quando si scopre che dal diario personale di Claretta una mano invisibile ha fatto scomparire proprio le pagine di quei fatidici giorni.
È possibile, come ipotizzato dallo storico Piero Melograni e da molti studiosi e giornalisti, che il duce abbia avuto un ruolo decisivo o almeno attivo nell’anticipare la morte del vecchio pontefice Achille Ratti? Mussolini non era certo tipo da farsi scrupoli in tal senso, inoltre aveva il modo e l’opportunità di agire, perfino il movente. È possibile che alcuni ambienti vaticani fossero a conoscenza del complotto, e lo abbiano favorito o almeno tollerato? Chi trasse un indubbio vantaggio dal cambio di pontificato nell’immediatezza del conflitto mondiale?
Queste sono alcune delle domande a cui tenterà di rispondere Dante Casati, un ex commissario di polizia, ingiustamente epurato dal fascismo. Ingaggiato per far luce sull’accaduto, si illude che il destino gli stia offrendo una formidabile chance di riscatto. Non ha ancora idea di quanto pericoloso sia il ginepraio in cui sta per cacciarsi. Il trasformismo di cui è dotato gli permette di penetrare nel ventre molle dell’OVRA e nelle stanze più oscure del vaticano, ambienti torbidi e popolati da personaggi doppi e senza scrupoli. Più si avvicinerà alla verità, più la matassa diverrà inestricabile, e i contorni del quadro si faranno sfocati. Dante rischierà così di piombare in un pozzo di dubbi e di incertezze, ricacciato al largo di un mare di paure e paranoie.
Difficile affidare la propria vita a qualcuno, quando i traditori possono annidarsi anche tra i più fidati amici.
Avvalendosi di uno stile ricercato e di una profonda conoscenza storica del periodo in questione, Dragoni riesce ad imbastire una complessa trama gialla, senza rinunciare alla profondità dell’esplorazione psicologica.



La psicologia del viola” è un romanzo storico ambientato nel 1939, all’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Com’è nata l’idea?
L’ida mi è balenata alcuni anni fa, leggendo un articolo del Corriere della Sera. Prima ancora di terminare di leggerlo mi sono detto: “accidenti, sembra la trama di una sceneggiatura gialla, eppure è realtà”. In quel momento ho saputo che quella era una storia che mi prudeva dentro da anni. Volevo raccontarla.
In effetti sono appassionato di storia contemporanea (tanto da scegliere una tesi di laurea sulla storia della federazione giovanile comunista) e anche di misteri (tanto da gestire da un decennio un sito di archiviazione dati e informazione scientifica sul fenomeno dei cerchi nel grano). Quindi direi che i “misteri della storia” sono il perfetto luogo di incontro di due mie passioni. E nel febbraio del 1939 un insieme di congiunture hanno partorito un gran bel mistero storico.

In questo romanzo parli della morte sospetta di Papa Pio XI che, pare, era in procinto di scomunicare il Duce e denunciare i Patti Lateranensi. L’ipotesi di questa morte sospetta è una teoria che circola, anche sul web. Ce ne parli?
Pio XI ha smesso di respirare poche ore prima della cerimonia per il decimo anniversario del Concordato. Alcuni giorni prima Sua Santità aveva ricevuto in udienza privata una ristretta delegazione della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI), alla quale aveva confidato l’intenzione di sfruttare quella ricorrenza per pronunciare una dura requisitoria contro il regime, accusato di violazione dei Patti Lateranensi. Il “j’accuse” sarebbe stato condito da bordate contro la guerra e contro le recenti leggi razziali del 1938, sulle quali era in uscita anche un’enciclica. Bianca Penco, all’epoca vicepresidente della FUCI, faceva parte di quella delegazione, e nel settembre del 2008 ha rilasciato una intervista al quotidiano “Il Secolo XIX” in cui ha dichiarato testualmente: “Pio XI ci confidò di aver preparato per l’anniversario della Conciliazione un discorso molto duro. Era determinato, austero come il suo solito, pronto a sfidare Mussolini e Hitler. Ci sembrava in perfetta salute. La sua morte interruppe il progetto”.
Se a questo aggiungiamo che il medico di capezzale del pontefice era l’archiatra Francesco Saverio Petacci, padre dell’amante del duce (Claretta), inevitabilmente insorge un primo piccolo sospetto. Il dubbio si alimenta nel 1972, allorquando il ritrovamento di un memoriale attribuito al cardinale Eugenio Tisserant sembra avallare la scandalosa ipotesi.
Quando poi apprendiamo che dai diari personali di Claretta una mano misteriosa ha sottratto, strappandole, proprio le pagine che vanno dal 5 al 12 febbraio del 1939 (Pio XI morì il 10), ecco che possiamo parlare di indizio, e il sospetto si fa corposo e legittimo. Lo storico Piero Melograni ha dichiarato al Corriere della Sera che l’ipotesi di reato non è affatto peregrina, e che «Petacci era un personaggio ricattabile da parte del regime». Ci sono anche altre cose - di cui parlo nel libro - che non tornano, o che ingenerano sospetti. Poiché tuttavia è bene andare cauti quando si affrontano certi argomenti, e personalmente ho un grande rispetto della storia scientifica e una radicale avversione al sensazionalismo, ci tengo a precisare che questa tesi, ad oggi, non può essere dimostrata in alcun modo. È poco più di una suggestione, diciamo un legittimo sospetto. Tuttavia ce n’è abbastanza per scriverci un romanzo giallo. Ed è quel che ho fatto.

È un romanzo storico, ma anche giallo e psicologico. Tu come ami definirlo?
Credo sia un romanzo storico con una complessa trama gialla, fortemente ispirata a fatti realmente accaduti. Non per questo però rinuncia alla profondità dell’esplorazione psicologica, che passa soprattutto attraverso i personaggi, i loro vissuti e i loro pensieri. Realtà e immaginazione si mescolano e intersecano dall’inizio alla fine, senza tuttavia confondersi né generare confusione. Sicuramente ci sono anche venature thriller-noir, favorite dal contesto stesso in cui avviene la narrazione. Questa storia mi ha infatti offerto il destro per raccontare la Roma in fermento, ma cupa e pesante di quel periodo; le cronache fasciste (il caso di Gino Girolimoni, o del serial killer Serviatti, ad esempio); la capillarità e la profondità dell’infiltrazione dei confidenti e degli informatori delle camicie nere, penetrati anche nelle segrete stanze vaticane; le modalità di spionaggio originali tipiche dell’OVRA e dell’occhiuto regime. In questi excursus sono stato facilitato dal mio background. Sono infatti sempre stato abbastanza a mio agio con studi accademici, con la saggistica, con la storia scientifica e di ricerca, quella in cui è più importante la verificabilità e l’autorevolezza della fonte, e quindi la nota a piè di pagina, rispetto al testo che la racconta. Nella scrittura creativa e nella narrativa in genere le priorità sono ben altre, e un approccio rigoroso rischia addirittura di essere un orpello di cui è meglio liberarsi. Io penso però che utilizzarlo al momento opportuno, in piccole dosi, ad esempio per dare spessore alla scrittura, potrebbe rappresentare un plusvalore.

Qual è il target a cui ti rivolgi? Che tipo di lettori ambisci a conquistare?
Credo sia un libro teoricamente adatto a chiunque abbia un minimo di curiosità storica, ma lo ritengo anche godibile per l’abituale lettore di narrativa poliziesca, gialla, noir o thriller. Non mancano atmosfere cupe, metropolitane, crude. Non fanno difetto inchieste e operazioni di spionaggio (per altro mutuate dalla realtà), mentre sono frequenti le scene ad alta tensione e i colpi di scena.

Per scrivere questo libro hai dovuto svolgere delle ricerche specifiche , dopo lo spunto iniziale, oppure ti è bastato lavorare di fantasia?
Anche in virtù del fatto che si tratta di un argomento delicato, ho ricercato e consultato moltissime fonti (le pagg. 309-316 del libro sono dedicate all’elenco di fonti da cui ho attinto, tanto per rendere l’idea). Da questo punto di vista posso dire di aver investito molto in questo lavoro, che mi ha impegnato duramente. Inoltre ho fatto diverse stesure del testo, e se lo riscrivessi oggi probabilmente lo cambierei ancora. Nel romanzo storico la fantasia è importante ma deve contestualizzarsi e amalgamarsi in modo funzionale e credibile con un sistema reale, che bisogna conoscere e che non possiamo modificare a nostro piacimento. Questo complica non poco le cose.

Il finale chi l’ha deciso? Tu o i tuoi personaggi?
Bellissima domanda. Una delle tante cose che ho imparato, nello scrivere di narrativa, è l’importanza dei personaggi, la loro vitalità, il loro contesto relazionale, le loro paure e contraddizioni, i loro obiettivi e la loro mission. È qualcosa di così fondamentale, in ogni romanzo, che alla fine è inevitabile che i personaggi acquistino una vita propria, in piccola parte autonoma e indipendente perfino da quella della mente che li ha generati. È proprio vero che i personaggi hanno un’anima. Credo che il mio sorprendente finale lo abbiano scritto più loro che io. Uno di loro, in particolare.

Grazie per essere stato con noi, Leonardo, e in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri.
Sono io a ringraziare voi, e tutti i lettori.

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di Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag
L’occasione di una vita, ebook Lettere Animate
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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