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In primo piano

L'editoriale di Ornella Nalon Premio Campiello 2015 - Parte I

di Ornella Nalon

Se n’è fatto un gran parlare della mostra del cinema, ospitata dalla mia bella Venezia e conclusa con la serata di gala del 12 settembre. Servizi fotografici e televisivi a profusione, che inquadravano il red carpet calpestato da stelle, più o meno splendenti, che sfoggiavano le loro mise griffate, concedendo, al pubblico osannante dietro le transenne, qualche stretta di mano e, ai più fortunati, un selfie sorridente (stendo un velo pietoso sul “dramma” dell’aumento di peso di Jhonny Deep, che sembra avere mandato in depressione una folta schiera di ammiratrici e infranto più di qualche cuore).
Da persona che ama il cinema e da Veneziana, sono contenta che tale manifestazione consegua tanto successo ma, poiché la mia passione cinefila va a pari passo con quella della scrittura, mi chiedo per quale motivo venga data poca rilevanza a un'altra importante celebrazione che avviene nello stesso periodo, sempre nella mia città.
Mi piacerebbe sapere quanti di voi abbiano sentito parlare del Premio Campiello 2015 e sappiano chi sia stato il vincitore. Forse soltanto qualche Veneto, o qualcuno che si è sintonizzato, casualmente, sul Canale 832 di Sky che, per la prima volta quest’anno, hanno trasmesso la serata di premiazione, avvenuta, anch’essa, il 12 settembre, nel bellissimo contesto del Gran Teatro La Fenice.
Dunque, mi piace approfittare di questa occasione, per parlare un po’ di tale premio, vedendomi costretta, per motivi di spazio, a suddividere l’articolo in due parti. La prima per descrivere la storia e le finalità del medesimo e la seconda per far conoscere gli autori e le loro opere, vincitrici dell’ultima edizione.

PREMIO CAMPIELLO – PARTE PRIMA
UN PO' DI STORIA

Il premio Campiello è stato istituito nel 1962, su progetto di Mario Valeri Manera, presidente dall’Associazione Industriali di Venezia.
A Venezia, il campiello o campo, a seconda delle sue dimensioni, è la piazza e, in quasi tutte le piazze veneziane, esiste un pozzo, che nei tempi passati, costituiva l’approvvigionamento dell’acqua per i residenti. Il premio che viene consegnato al vincitore, è una riproduzione, in argento, di uno di questi pozzi.
La prima edizione del 1963, ha visto vincitore Primo Levi con il suo romanzo “La Tregua”.

LA TREGUA
di Primo Levi
ISBN 9788806219338
Einaudi
cartaceo 12,00€  | inMondadori

La manifestazione ha cadenza annuale e la sua cerimonia di premiazione si svolge nel Palazzo Ducale oppure al Gran Teatro la Fenice.
Vi partecipano opere di narrativa italiana (saggi esclusi) edite nell’anno di riferimento.
Tra tutti gli autori che inviano la propria adesione alla partecipazione, una Giuria tecnica, composta da scrittori, critici e cultori di lettere, dovrà scegliere i cinque finalisti che saranno insigniti del “Premio Campiello – Selezione Giuria dei Letterati”. In seguito, la Giuria dei Letterati, composta da trecento persone di età, cultura ed estrazione sociale diverse, dovrà designare, tra i cinque finalisti, il vincitore assoluto che riceverà il Premio Campiello.
Ai cinque finalisti è assegnato un premio di 10.000,00€ ciascuno, ai quali si aggiungono altri 10.000,00€ per il vincitore.
A questo concorso, si affianca il Premio Campiello Giovani, destinato a un autore, di età compresa tra i 15 e i 22 anni, che abbia scritto un racconto inedito.
Dal 2004, è stato istituito anche il Premio Campiello Opera Prima, che è attribuito al libro di un autore al suo esordio letterario.
Gli organizzatori del premio, per i finalisti e i vincitori programmano, su tutto il territorio nazionale, degli incontri con il pubblico, per concedere loro l’opportunità di farsi conoscere e divulgare le loro opere.

Fino a questo punto, non avrei nulla da eccepire. Il sistema mi sembra bene organizzato e lineare e i premi sono decisamente appetibili, sia dal punto di vista economico che da quello della visibilità e del prestigio.
Ciò che, per davvero, mi lascia perplessa, è il numero di copie del libro richieste a titolo gratuito. Ebbene, se si vuole inviare la propria candidatura, è necessario fornire, alla segreteria, venti copie del libro. E fin qui, si potrebbe anche accettarlo ma, sapete quante copie si devono regalare se si ha la fortuna e il merito di entrare a far parte della rosa dei cinque finalisti? Nientedimeno che quattrocento!
Mi viene spontaneo chiedermi per quale motivo sia richiesto un numero spropositato di libri e quale potrà essere l’impiego a loro destinato. Ammesso che, personalmente, non avrei l’ardire di inviare la mia candidatura alla partecipazione del premio, mi chiedo: il mio piccolo e indipendente editore sarebbe disponibile a sostenermi nell’eventuale fornitura dei libri, dato che no riuscirei a sostenere la spesa di tasca mia? Credo che moltissimi autori si troverebbero nelle mie stesse condizioni e, allora, mi chiedo se tale sistema non sia un tantino fazioso e tenda a sostenere la “grande” editoria piuttosto di quella che fa fatica a sopravvivere, come nella maggior parte della realtà italiana.




Ornella Nalon
I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico con frequenza quotidiana. Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di quella emozione a coloro che leggeranno le mie storie.
Quattro sentieri variopinti”, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo”, 0111 Edizioni
Ad ali spiegate”, Edizioni Montag
Non tutto è come sembra”, da 0111 Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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