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[Professione scrittore] L'ispirazione, quell'irrefrenabile desiderio di scrivere, di Valentina Gerini


L'ispirazione degli scrittori: si manifesta come una divinità e immediatamente se ne va.

Ogni tanto tento di capire come caspita arrivi l’ispirazione ad un artista, nel nostro caso specifico, ad uno scrittore. Mi chiedo come si possa creare dal niente una storia che inizi, prosegua con varie peripezie e finisca, tenendo incollato il lettore. Che sia un lettore o siano centomila, questo non ha importanza, già il fatto che un solo lettore trovi la storia interessante vuol dire che chi l’ha scritta, seguendo l’ispirazione, è riuscito nel suo intento. 
E’ stato già scritto tanto, milioni di libri, e ancora oggi riusciamo a creare qualcosa che sia ogni volta diverso (eccetto i casi di plagio letterario, certo!). Riusciamo a seguire l’ispirazione e a creare
Ma come arriva l’ispirazione? E, soprattutto, cos’è? 
Secondo il vocabolario Treccani, il significato della parola ispirazione è: "Intervento di uno spirito divino che, con azione soprannaturale, determina la volontà dell’uomo ad agire o pensare in un determinato modo, o rivela alla sua mente delle verità, spesso stimolandolo e guidandolo a esprimerle con la parola o con gli scritti".
Quindi ciò che porta noi scrittori a comporre poesie, romanzi e quant’altro sgorghi dalla nostra penna o, per essere più al passo coi tempi, dalla nostra tastiera del computer, è frutto di uno spirito divino! Ecco che, serena e quasi un po’ gasata da questa scoperta, proseguendo nella lettura del significato del termine trovo, come terzo punto: "Stato di entusiasmo, di eccitazione fantastica in cui l’artista crea la sua opera, e il motivo stesso che eccita e feconda la sua fantasia".
Eccola qua, l’ispirazione dell’artista! Niente a che vedere con il divino, quindi, almeno non direttamente o non per tutti, direi. 

È quell'idea che balena in testa all'improvviso, quella scintilla che si accende nella mente e che ci trasmette un irrefrenabile desiderio di scrivere.

Quella forza sconosciuta che srotola nella nostra testa metri di carta sopra i quali le frasi che immaginiamo già sono scritte, con parole perfette in un ordine perfetto, quasi divino
Magari stiamo guidando e vediamo nitidamente la giusta sequenza di parole che stavamo cercando da tempo per concludere la nostra poesia. E allora ci fermiamo, accostiamo l’auto con le quattro frecce, prendiamo il nostro taccuino, oppure il nostro smartphone, e scriviamo prima di dimenticare. 
O arriva di notte, prima di addormentarci o magari quando tra una dormita e un'altra, dopo che ci siamo alzati per allattare il neonato o controllare un rumore, passiamo quei dieci minuti a fissare il soffitto prima di riprendere sonno. 
Oppure quando in uno strano stato di veglia (o in sogno?) ci arrivano alla mente le giuste frasi, l’idea originale per un nuovo racconto. E allora c’è chi non perde tempo, si alza e si precipita a scrivere ciò che ha appena pensato. Chi addirittura tiene sul comodino il taccuino degli appunti o il tablet. Chi invece, come me, preferisce aspettare il mattino, convinto che ricorderà per filo e per segno ciò che ha appena pensato.
Ma la crudele realtà è che spesso, la mattina successiva, ci ritroviamo a scrivere quel poco che ricordiamo, degli stralci di pensiero che riaffiorano e si mescolano insieme ai sogni, perché l’ispirazione, ahimè, ormai è passata. Ogni volta sono convinta che il pensiero che ho avuto poco prima di addormentarmi sia così originale da non poterlo dimenticare. Ma puntualmente mi ritrovo a bocca asciutta di fronte al mio computer, con la mente vuota... 
Perché quando giunge, l’ispirazione non avverte, non annuncia il suo arrivo. Si manifesta proprio come una divinità e immediatamente se ne va, lasciando dietro di sé tracce quasi invisibili. Sta a noi scrittori saperla cogliere, imprigionarla nella nostra memoria e poi trascriverla nei nostri lavori.
E voi, amici scrittori, quando trovate l’ispirazione?

valentina-gerini

Valentina Gerini
Dopo la maturità scientifica e uno studio approfondito della lingua inglese inizia a lavorare all’estero. Le sue più grandi passioni sono i viaggi e la scrittura. Dei viaggi ne ha fatto la sua professione, diventando accompagnatrice turistica; della scrittura il suo hobby, occupandosi degli articoli di copertina per un mensile dedicato alle storie di paese.
Volevo un marito nero, 0111Edizioni.
La notte delle stelle cadenti, Lettere Animate.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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2 commenti:

  1. L'ispirazione, come il cuore, non si comanda. Quando arriva, arriva ed è bene coglierla al volo, prima che svanisca come un'eterea bolla di sapone. Chissà perché giunge nei luoghi e nei momenti più improbabili, spesso di notte. Ho imparato a mie spese che, se non cogli l'attimo, rischi di perderla per sempre. Appuntarsi tutto e subito, è buona regola per chi come noi, ama la scrittura.

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  2. Di solito arriva o in macchina o di notte. Di notte la colgo subito: dopo aver perso un paio di idee brillanti ho un blocco d'appunti e una penna dentro il cassettino del comodino. In macchina, invece, è più difficile, un po' perché le strade che normalmente percorro sono strette e lasciano poche possibilità di sosta, anche breve, un po' perché sono sempre di fretta!

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