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[Libri] Gianluca Santeramo racconta "Renè"


RENÈ 
di Gianluca Santeramo | Sito web 
0111Edizioni 
Fantascienza
ISBN 978-8863079173 
cartaceo 15,70€ | Amazon   

In un futuro lontano, il pianeta Terra assiste ad un fenomeno eccezionale: vegetali ed animali reclamano il loro diritto alla vita attraverso una sorta di ristrutturazione generale. Nello stesso tempo, l'umanità è soggiogata da una dilagante sterilità che non trova spiegazione. Nonostante tutto, il popolo marziano trova il tempo di impegnarsi in una guerra di secessione nei confronti dei terrestri, sino al giorno in cui una grande nave spaziale non compare dal nulla. Giuseppe, un prete cattolico marziano, si interroga su tutto quanto stia succedendo attorno a lui impegnandosi, non avendo altri mezzi, in un lungo discorso storico e filosofico a due voci. Lungi dall'essere schizofrenico, Giuseppe può contare, infatti, sulla compagnia di René, un essere metafisico di natura informatica ch'è in grado di parlare nella mente di chiunque attraverso il respot, un impianto celebrale installato ad ogni nascituro, le cui radici si perdono nel tempo.

Raccontaci qualcosa di te: chi è Gianluca Santeramo nella vita di tutti i giorni? Un informatico, uno scrittore, e…?
...e un bel po' di altre cose, in effetti. Se parliamo di lavoro, sono un modestissimo autista di autobus del servizio pubblico urbano della mia città, Vicenza. Ovviamente qualcuno si chiederà come si finisce dai computer agli autobus e qui posso rispondere con l'acqua calda, ovvero ribadendo che, di questi tempi, certi posti di lavoro assieme alle sicurezze ed alle garanzie che si trascinano dietro, sono una manna dal cielo! Se parliamo di hobby, sono un aeromodellista. Gli aerei sono sempre stato un mio pallino, venuto fuori da chissà dove... Più generalmente sono sempre stato interessato alla tecnologia, sin da quando ero un bambino. Ricordo di aver messo mani sul mio primo computer a 6 anni, quando i geroglifici sulla tastiera erano solo poco più che disegnini. Da lì non è più finita, fino al conseguimento del Diploma da Perito Informatico. Strada facendo mi sono occupato professionalmente di sistemi antirapina satellitari e non, scrivendo software di un certo livello, mentre per diletto ho scritto un paio di videogiochi ed ho messo su qualche sito.

Questo è il primo romanzo che pubblichi?
Direi di più: è il primo che ho scritto! Se devo essere sincero, fino alla notizia della pubblicazione di René, non avevo mai pensato a me come ad uno scrittore.

Veniamo al libro, “René”, edito da 0111 Edizioni. Com’è nata l’idea?
Sai com'è? Ad un certo punto mi hanno regalato un Kindle, che mi è stato molto utile soprattutto per lo studio di materiale tecnico. Tuttavia, ai capolinea del bus, bisogna trovare un modo per passare il tempo. Così mi sono lasciato trasportare da santo Google ed ho scoperto tutto un mondo di scrittori in erba in cerca di beta readers. Si, insomma: mi sono procurato da leggere gratis... E così ho tirato fuori qualcosa come una trentina di recensioni, tutte più o meno apprezzate. Sono stati proprio quei ragazzi a spingermi verso la scrittura, sostenendo che potevo riuscire in un buon lavoro. Io c'ho voluto credere...

Ci racconti di che cosa parla? E chi è… René?
René è un'intelligenza artificiale, ovvero una “mente” senza corpo che ha un suo stranissimo albero genealogico. Il libro è incentrato sul dialogo di di questo personaggio con un colono di Marte in un futuro lontano 300 anni. René racconta a Giuseppe la sua storia per mezzo delle sue memorie, sorta di parabole che spaziano dalla sua gioventù fino a fatti relativamente più recenti. Da queste memorie emerge un confronto tra la vita di alcuni uomini e la vita di una macchina che, ognuno a modo suo, hanno lasciato impronte di un certo tipo nella storia. La domanda di fondo: se un uomo desidera per i suoi posteri tanta umanità, cosa potrà desiderare mai un macchina? Ma, in tutta sincerità, c'è anche un sottotesto che preferirei lasciare ai lettori.

In quale genere lo collocheresti? Ha gli elementi del fantasy, forse del distopico, ma lo scenario improbabile in cui la storia si svolge è un pretesto per fare delle riflessioni. È corretto?
Direi che di fantasy non c'è nulla perché, anche quando può sembrare il contrario, tutte le “invenzioni” contenute in René sono plausibili, seppur in un futuro non troppo vicino. Per il resto direi che, sì, c'è del distopico, ma non è un libro incentrato sul tema di società future ridotte al declino. E' invece vero che la fantascienza, in René, è un pretesto per parlare di persone, di tecnologia e del loro rapporto, sperando di innescare tutta una serie di riflessioni, al di là della storia fine a se stessa.

Qual è il target a cui ti rivolgi? Che tipo di lettori ambisci a conquistare?
Un target preciso non c'è. René, letto con sufficiente leggerezza, si riduce ad essere una favola, seppur tappezzata di brutti momenti. Letto con occhi più attenti, invece, può essere un vero e proprio monito.

Quanto ti ha coinvolto intimamente la stesura di questo romanzo? C’è qualcosa di autobiografico?
In senso stretto, René è una specie di analisi romanzata: si tratta di prendere il rapporto uomo-tecnologia e portarlo all'infinito esagerandone certi aspetti per evidenziarli e per poi tirare le somme, senza dimenticarsi che si tratta pur sempre di un racconto e che, come tale, deve anche intrattenere. C'è qualcosa di mio? Certo: sogni, incubi e conoscenze tecniche.

Per scrivere questo libro hai dovuto svolgere delle ricerche?
Qualcuna sì, ma in genere molto è dovuto a conoscenze già acquisite tramite libri di divulgazione scientifica, documentari, esperienza diretta e professionalità passata.

C’è qualche messaggio particolare che speri di comunicare attraverso questo romanzo e attraverso il dibattito tra René e il prete cattolico marziano?
Direi di sì, anche se non è carino svelare proprio tutto ai propri potenziali lettori! Comunque René, di per sé, non stabilisce nulla ma invita a riflettere su molte cose inerenti il rapporto che noi tutti abbiamo con la tecnologia, con noi stessi e con la natura, attraverso quel meccanismo che sta nell'esagerazione di ciò ch'è visibile tutti i giorni, portando all'estremo alcuni aspetti del nostro modo di vivere odierno.

Il finale chi l’ha deciso? Tu o i tuoi personaggi?
Direi che abbiamo fatto a metà, perché la storia si è scritta da sola, sebbene è ovvio che anch'io, nel ruolo di grande burattinaio, ho avuto la mia parte. In altre parole, mentre scrivevo non avevo la più pallida idea di come René sarebbe finito. Solo a cose fatte ho deciso per un finale che, in linea con il resto del romanzo, ha anche lui un suo significato simbolico.

Grazie per essere stato con noi, Gianluca. In bocca al lupo per i tuoi progetti... futuri!


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di Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag
L’occasione di una vita, ebook Lettere Animate
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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