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In primo piano

Anteprima: Linda Bertasi racconta "Il silenzio del peccato", nell'intervista di Elena G. Santoro

IL SILENZIO DEL PECCATO 
di Linda Bertasi | Sito web
Delos Digital 
Erotico
ASIN B01710SPJE
ebook 2,99€ Acquista 

Essex 1522. Jane Rivers ha solo sedici anni quando incontra Charles Brandon, il duca di Suffolk. Una tempesta fortuita li costringerà a ripararsi in un capanno tra i boschi e la passione li travolgerà.
Ma Jane è una serva e Charles un duca, non c’è spazio per l’amore.
I genitori della ragazza, per nascondere l’onta, la costringeranno a un matrimonio riparatore con il promettente avvocato e amico di famiglia Richard Howard. Per Jane una nuova vita si profila all’orizzonte e una tenuta opulenta in cui trascorrerla. Ma cosa nasconde questa villa e perché un gentiluomo dovrebbe scegliere di dare scandalo e sposare una contadina? Cosa si cela dietro gli incubi che da anni tormentano Jane e che riaffioreranno non appena varcata la soglia di Manor House?
Nell’Inghilterra di Enrico VIII tra seduzioni e inganni, una storia di passione e omertà che affonda le sue radici nel silenzio.


Raccontaci qualcosa di te: chi è Linda Bertasi nella vita di tutti i giorni? Una scrittrice di talento, una blogger super-impegnata, una mamma, e…?
Ciao Elena e un saluto a tutti i lettori del tuo blog. Innanzitutto grazie per l’autrice di talento, sono d’accordissimo con la blogger super-impegnata, sulla mamma innamorata pazza di una bellissima bimba di tre anni e che altro dire? Gestisco un’attività commerciale nella provincia di Ferrara, adoro leggere, sono appassionata di storia e letteratura inglese. Mi diletto con il video-maker e faccio un tiramisù fenomenale, detto da chi l’ha assaggiato ovviamente.

Questo non è certo il primo romanzo pubblichi. Vuoi fare un cenno agli altri libri?
Certamente.
Ho iniziato nel 2010 con il romance contemporaneo “Destino di un amore” che racconta una storia d’amore lunga cinquant’anni ambientata tra Parigi, Ferrara e Milano, dove tratto il tema del tradimento, della colpa ed espiazione.
Segue nel 2011 “Il rifugio – Un amore senza tempo” un paranormal-romance sul tema della reincarnazione, i viaggi astrali e le dimensioni temporali. Il romanzo è ambientato a Londra tra il 1750 e il 2010 e si è aggiudicato anche il secondo premio a un concorso letterario.
Nel 2013 pubblico “Il profumo del sud” un romanzo storico sentimentale, da poco uscito in seconda edizione con contenuti inediti e la prefazione di Adele Vieri Castellano. Racconta una storia d’amore ambientata durante la guerra di secessione americana e tratta di eroi, di ideali, di una guerra maledetta e di una passione che non si arrende.
Nel prossimo inverno dovrebbe uscire anche il fantasy “L’erede di Tahira”, una storia che affonda le sue radici nell’Antico Egitto.

Veniamo al libro “Il silenzio del peccato”. Com’è nata questa nuova idea?
Questo romanzo breve è nato per caso, ho sempre desiderato parlare dell’epoca Tudor, da me idolatrata, e finalmente ne ho avuto l’occasione. Ho voluto provare un genere per me nuovo, l’erotico, ma condendolo con la storia, mia amica inseparabile, ed è uscito questo romance che nasconde parecchi misteri tra le pagine. Quale contesto migliore di quello del Regno di Enrico VIII per parlare di passioni maledette e segreti inconfessati?

Ci racconti di che cosa parla?
Il silenzio del peccato” racconta la storia di Jane Rivers, una serva, figlia di contadini che in un giorno d’estate incontra il duca di Suffolk e cade vittima di una rovente passione, ma non è solo una storia di attrazione la mia: Jane nasconde un passato misterioso, un passato che la tormenta in sogno sin da ragazzina, un passato di cui persino lei non ne sospetta l’esistenza. Ma i segreti nascosti sotto la cortina del silenzio stanno per essere svelati, complice una villa misteriosa in cui la mia protagonista si ritroverà a ricoprire il ruolo di “padrona di casa”. Non voglio svelarvi altro, dovrete scoprirlo tra le sue pagine.


Il libro è molto intrigante perché è un libro erotico-storico. C’è la passione, c’è l’ambientazione storica, ma c’è anche qualcosa in più, un pizzico di mistero che amalgama tutto quanto e darà un senso alle vicende. Ce ne vuoi parlare?
Come vi ho anticipato c’è un segreto inconfessato, ci sono colpe e ammende. Chi ha letto il mio paranormal “Il rifugio – Un amore senza tempo” troverà una qualche affinità, pur non trattando di sovrannaturale in questo libro, ma posso anticipare che nei sogni di Jane e nei particolari che possono sfuggire agli occhi si nasconde la verità. In questo libro niente deve essere dato per scontato.

Qual è il target a cui ti rivolgi? Che tipo di lettori ambisci a conquistare?
Considerando la componente erotica esulerei i ragazzini. ‘Conquistare’ è una parolona, certo me lo auguro. Sicuramente è un romanzo per gli amanti dell’epoca Tudor che potranno visitare i saloni di Hampton Court e rivedere alcuni protagonisti di quella Corte tanto dorata quanto maledetta. È un libro per le amanti del romance condito con il mistero e per le amanti della Storia perché ce n’è parecchia.

Quanto ti ha coinvolto intimamente la stesura di questo romanzo? C’è qualcosa di autobiografico?
Se per ‘autobiografico’ possiamo riferirci alla mia passione per i Tudors e, in particolare, per Anna Bolena direi che qualcosa c’è. Mi ha coinvolto e avvinto perché io amo quest’epoca, amo i protagonisti della Corte inglese di Enrico VIII, sono un’appassionata da sempre, custodisco gelosamente trattati e biografie storiche inerenti a quel periodo nella mia libreria. È difficile spiegarlo a parole, ma per me questa dinastia di reggenti rappresenta qualcosa di molto intimo e profondo, scatena in me emozioni inimmaginabili. Posso anticipare che questo è solo un assaggio del romanzo storico che voglio scrivere su Anna Bolena, anche se mi ci vorranno non meno di cinque anni temo.

Nel libro compaiono personaggi realmente esistiti e di fama non indifferente: Anna Bolena ed Enrico VIII, per citare due nomi illustri. Come interagiscono questi signori con i tuoi personaggi?
Anna compare in qualche scena e tenterà di far comprendere a Jane quanto quella sia una Corte pericolosa e abietta, lo fa con il suo solito cipiglio arcigno, con la sua fame di gloria, attenta a non mostrare mai i suoi veri sentimenti, ma se leggerete tra le righe comprenderete le mie parole. Assisteremo anche a una scena drammatica che coinvolgerà Anna, ma non voglio rovinare la sorpresa a chi non conoscere bene la sua storia. Enrico VIII compare in un paio di scene, dove possiamo ammirarlo tronfio del suo potere, esercitarlo con assoluta indifferenza su serve e regine, su dame e cortigiane. Ho voluto dare questa visione di lui perché Enrico era così: egoista, non chiedeva mai ma prendeva senza curarsi del prossimo e, se ci si rifiutava, il patibolo era ciò che si presentava sul cammino.

Io so per certo, avendo letto alcuni tuoi libri, che per te la ricerca storica è una faccenda seria e che ti documenti sempre in modo rigoroso quando ambienti le tue storie in un’altra epoca. Quanto è stato divertente spulciare tra i segreti dei Tudor?
Sì, io amo la ricerca forse più della scrittura. Questa è stata la parte più leggera della stesura, dei Tudor conosco moltissimo dalle mie letture, diciamo che la loro storia è abbastanza chiara nella mia mente ma mi sono divertita a ricercare attentamente i costumi dell’epoca, le architetture dei palazzi, ho perso quasi una giornata a scovare un capanno in cui Enrico VIII solo sostare mentre cacciava nei boschi, ma è stato divertente, entusiasmante, un vero e proprio salto nel passato.

C’è qualche messaggio particolare che speri di comunicare attraverso questo romanzo?
Sicuramente di prestare orecchio e occhio a ciò che ci circonda, di non credere alle apparenze ma scavare in profondità. Uno dei temi del mio romanzo è l’amore che contraddistingue le mie opere, la differenza tra passione e sentimento, tra sesso e fare l’amore, per me molto importanti. E punto un occhio anche sul tradimento e sull’omertà, peccati che non bisognerebbe commettere ma che, da un punto di vista umano, bisognerebbe imparare a comprendere prima di accusare. Quello che mi piace fare con i personaggi dei miei romanzi è renderli umani, per questo commettono molti errori perché è nella loro natura, è nella natura di tutti noi.

Il finale chi l’ha deciso? Tu o i tuoi personaggi?
Immancabilmente i miei personaggi, io mi attengo solo a seguirne il percorso e scoprirlo con loro. Questo romanzo in realtà non doveva contenere alcuna componente misteriosa, ma poi si è presentato quest’uomo di nome Richard e una villa di nome Manor House e tutto è mutato. Sono entrata in una stanza da letto e ho visto una Bibbia sul tavolo, una bibbia che nascondeva molti segreti. Così è nata la storia di Jane Rivers.

Grazie per essere stata con noi, Linda. In bocca al lupo per tutti i tuoi progetti!
Grazie mille a te che sei una scrittrice talentuosa e una blogger attenta e precisa. Alla prossima, un saluto ai tuoi lettori e buon viaggio con Jane!


di Elena Genero Santoro Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag
L’occasione di una vita, ebook Lettere Animate
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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