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GiroGiroTondo, recensione narrativa per l'infanzia 3+ "Dov'è la mia mamma?" (con trad. Francese "Où est ma maman?" e trad. Inglese "Where is my mom?")


Oggi vi propongo un recensione particolare perché non l'ho scritta io. O meglio, l'ho fatto, ma con il prezioso supporto di un gruppetto di bambine dai 4 ai 7 anni che molto gentilmente si sono prestate all'ascolto della bella favola dal titolo “Dov'è la mia mamma?”, commentandola in modo quanto mai spontaneo nonché entusiasta perché i bambini amano essere interpellati.
È capitato casualmente che, in occasione di una merenda organizzata da mia figlia, io abbia proposto un momento ricreativo di lettura e ne sia venuto fuori un meraviglioso angolo di confronto dove le mie piccole ospiti mi hanno regalato l'opportunità di osservare con i loro occhi questa dolce e delicata favola arrivando a numerose considerazioni sul suo contenuto.

DOV'È LA MIA MAMMA?
di Julia Donaldoson e Alex Scheffler
ISBN 9788891189370
Emme Edizioni  
cartaceo 11,00€  | Amazon 
Narrativa per l'infanzia età consigliata 3+

Il primo tema venuto fuori dopo la lettura è stato quello della solidarietà tra la Farfalla Rita e la scimmietta che d'un tratto si ritrova tutta sola nella giungla senza la sua mamma.
Eh già la solidarietà, concetto assolutamente spontaneo per i bambini che se vedono un loro coetaneo in difficoltà si sentono investiti del compito di consolarlo ed aiutarlo con gli strumenti a loro disposizione, così come accade a Rita, che per prestare soccorso alla sua amica, commette anche qualche piccolo errore di valutazione del quale si comprenderà il motivo nel corso della storia.
Successivamente le piccole commentatrici si sono chieste dove fosse finita la mamma della sfortunata scimmietta ed è lì che ho assaporato dolci momenti di infanzia, poiché ciascuna di loro non ha fatto altro che attingere dalla propria vita quotidiana proponendo diverse soluzioni. C'è chi ha creduto che la scimmietta si fosse allontanata per gioco dalla sua mamma non rendendosi conto di averla purtroppo persa di vista; chi invece ha sostenuto che mamma scimmia fosse semplicemente uscita a fare la spesa e che presto sarebbe rientrata; chi infine, in maniera molto fantasiosa, ha commentato che la mamma l'avesse lasciata alla scuola delle scimmie da dove la piccola aveva deciso di scappare in cerca di coccole.
Grazie a tutte queste considerazioni su una semplice vicenda di animaletti ambientata nella giungla ed illustrata in modo coloratissimo e davvero efficace, mi sono resa conto di quanti temi possano essere affrontati grazie a questa favola e soprattutto sono giunta alla conclusione che forse il suo tema prevalente è il distacco. Ogni bambino si troverà primo o poi ad affrontare il distacco dalla mamma, figura principale di riferimento, ed è nostro compito far si che lo sappia vivere in modo graduale e non traumatico. Siamo noi genitori a doverli condurre verso quelle piccole ma importanti forme di autonomia essenziali per una crescita sana.
Le bimbe che hanno piacevolmente conversato sulla storia della scimmia e della farfalla Rita erano tutte d'accordo sul fatto che la mamma della scimmietta sarebbe senz'altro tornata e inoltre era stata davvero fortunata a trovare, nel momento del bisogno, un'amica fidata capace di aiutarla e farla di nuovo sorridere.
Consiglio questa dolce favola ad un pubblico di piccini accompagnati da adulti che vogliano divertirsi e coccolarsi grazie a provetti e simpatici commentatori.





trad. di Ilaria Biondi
Ilaria Biondi, si laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Bologna. Durante il Dottorato di Ricerca in Letterature Comparate vive per lunghi periodi in Francia, dove approfondisce la conoscenza della lingua francese. Si occupa di traduzione letteraria e critica della traduzione, di letteratura francese e belga (in lingua francese) e letteratura tedesca dell’Ottocento. È appassionata di letteratura fantastica , science-fiction, letteratura al femminile, di viaggio, per l’infanzia e poesia.
Raymond Radiguet. Giovinezza perduta, eterna giovinezza, Delta Editrice.

Aujourd’hui je voudrais vous proposer une recension particulière, parce que ce n’est pas moi qui l’ai écrite, ou mieux, je l’ai bien fait mais grâce au soutien précieux d’un petit groupe de petites filles âgées de 4 à 7 ans, qui ont très gentiment prêté écoute à la belle fable titrée “Dov’è la mia mamma?” (Où est ma maman?) publiée par Emme Edizioni, en donnant après leur avis très spontanément et avec un grand enthousiasme, car les enfants aiment être interpellés.
Tout s’est passé par hasard: à l’occasion d’un goûter organisé par ma fille, j’ai pensé de proposer un moment récréatif de lecture, ce qui a déclenché une merveilleuse occasion de confrontation, à l’intérieur de laquelle mes jeunes invitées m’ont donné la chance d’observer de leurs yeux cette fable douce et délicate, en faisant de nombreuses réflexions sur son contenu.
Le premier sujet qui a surgi après la lecture c’est la solidarité entre le Papillon Rita et le petit singe, qui tout d’un coup se retrouve tout seul sans sa maman au milieu de la jungle.
Eh bien la solidarité! C’est un concept absolument spontané pour les enfants, qui se croient investis de la mission de consoler et d’aider - par les moyens qu’ils ont à leur disposition - un autre enfant étant en difficulté, tout comme Rita qui, pour prêter secours à son amie, va même faire quelques petites erreurs d’appréciation, ce dont on comprendra les motivations au cours de l’histoire.
Mes petites commentatrices se sont ensuite demandées où était bien passée la mère du petit singe malchanceux, et c’est bien là que j’ai eu la possibilité de savourer de doux moments d’enfance, car chacune d’elles a proposé des solutions différentes à partir de leurs propres expériences personnelles.
Quelqu’un a cru que le petit singe, pour jouer, s’etait trop éloigné de sa maman, sans se rendre malheureusement compte de l’avoir perdue de vue; quelqu’un d’autre par contre a soutenu que maman singe était simplement sortie faire ses courses et qu’elle rentrerait bientôt; quelqu’un enfin a commenté de manière très fantaisiste que sa maman l’avait laissé à l’école des singes d’où le petit avait fui parce qu’il voulait être cajolé.
Grâce à toutes ces considérations sur une simple histoire de petits animaux se passant dans la jungle et illustrée d’une façon très colorée et très efficace, je me suis rendu compte de combien de sujets on peut aborder à partir de cette fable et je suis surtout parvenue à la conclusion que peut-être son thème principal est le détachement.
Chaque enfant devra, avant ou après, faire face au détachement de sa maman, point de repère principal, et c’est bien de notre tâche qu’il ou elle puisse vivre ce moment graduellement et non pas comme un traumatisme.
C’est bien à nous, les parents, de devoir les conduire vers ces petites mais importantes formes d’autonomie qui sont essentielles pour une croissance saine.
Les petites filles qui ont aimablement conversé sur l’histoire du petit singe et du papillon Rita étaient toutes d’accord sur cela: le singe retrouverait sans aucun doute sa maman. Elles pensaient toutes aussi que le singe avait au de la chance à trouver, au moment du besoin, une amie fiable capable de l’aider et de le faire sourire à nouveau.
Je voudrais bien conseiller cette douce fable à un public d’enfants accompagnés par des adultes ayant envie de s’amuser et de se cajoler grâce à des commentateurs experimentés et sympathiques.





trad. di Rosaria Pepe
Si divide fra Napoli che adora e Sydney dove riesce a concentrarsi su ciò che ama, la scrittura. Viaggiatrice inquieta e avida di storie, dopo la Maturità classica ha conseguito la laurea in Lingue e Letterature Straniere, seguita negli anni da una seconda laurea in Scienze Infermieristiche. Questo le ha permesso di realizzare un sogno: viaggiare per conoscere, comprendere e donare. Le emozioni, le sensazioni e le storie si sono accumulate rendendo difficile il trattenerle.
Today’s review is unusual because I did not write it. I put the words on paper, but with the precious help of a small group of 4 to 7 year old girls. My daughter organized a play date and by chance I suggested we have “story time”. They listened to the beautiful story called
“Where is my mother?” by Emme Edizioni, then explained it with the spontaneous enthusiasm of children who love to be taken into consideration. During our discussion, my small guests offered me the opportunity to analyze this delicate story through their eyes and to reflect on its content.
After the reading, the first theme proposed was the solidarity between Rita the butterfly and the little monkey who is alone in the jungle without her mother. Yes, solidarity is an innate concept for children. They feel the duty to help and to reassure a child in trouble, just like Rita the butterfly. She helps her friend, the little monkey although making few mistakes, which will be understood following the story.
Later, the small commentators asked themselves where the mother of the little monkey was. They offered me sweet childhood moments, proposing many solutions drawn from their daily lives. Some thought that the little monkey got lost while playing, others thought that the mother monkey had gone shopping and would have soon come back, still others proposed that the mother had left her baby to the monkey school. Maybe the little monkey had run away from school looking for hugs.
Through all the reflections on this colorful story of little animals in the jungle, I realized that separation was the main theme. Sooner or later, children will experience separation from their mothers, it is our duty to let them experience it in a gradual, non traumatic way. As parents, we have to guide them in those small but important little steps toward independence, essential to a healthy development. The little girls with whom I talked, all agreed that the monkey would have found her mother. They added that she had been very lucky to find a friend who helped her while making her laugh again. I recommend this gentle story to both little children and adults to enjoy.





Liliana Sghettini
Dottore Commercialista. Appassionata lettrice, si avvicina alla scrittura con alcune pubblicazioni di racconti brevi e scritti epistolari.
Impegnata nella scuola come rappresentante dei genitori, si interessa di pedagogia, didattica e psicologia.
Scrive recensioni, racconti, poesie e favole in compagnia di sua figlia, fonte inesauribile di ispirazione oltre che compagna di lettura.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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