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In primo piano

Recensione "Anna" di Niccolò Ammaniti

ANNA 
di Niccolò Ammaniti
Einaudi | Acquista 
ISBN 9788858420560
cartaceo 19,00€
ebook 9,99€ 

In una Sicilia diventata un'immensa rovina, una tredicenne cocciuta e coraggiosa parte alla ricerca del fratellino rapito. Fra campi arsi e boschi misteriosi, ruderi di centri commerciali e città abbandonate, fra i grandi spazi deserti di un'isola riconquistata dalla natura e selvagge comunità di sopravvissuti, Anna ha come guida il quaderno che le ha lasciato la mamma con le istruzioni per farcela. E giorno dopo giorno scopre che le regole del passato non valgono piú, dovrà inventarne di nuove. Con Anna Niccolò Ammaniti ha scritto il suo romanzo piú struggente. Una luce che si accende nel buio e allarga il suo raggio per rivelare le incertezze, gli slanci del cuore e la potenza incontrollabile della vita. 
Perché, come scopre Anna, la «vita non ci appartiene, ci attraversa».


RECENSIONE


Quando inizio a leggere un libro di Ammaniti so già in partenza che non mi deluderà.
È capace di scrivere libri che possono essere utilizzati come copioni di un film. È preciso nella presentazione dei personaggi e nello sviluppo delle singole storie che si incatenano tra di loro, formando un groviglio dal quale il lettore si sente avvolto. È tanto dettagliato nelle descrizioni dei paesaggi e dei vari scenari che è capace di rendere l’immagine perfetta come se lui fosse la fusione tra il miglior regista e il miglior sceneggiatore esistente. Non tralascia mai niente: le persone sono sempre presentate con nomi e cognomi, quasi fossero reali, i paesi sono veri, non inventati, le storie di partenza sono storie di vita quotidiana, il trascorrere del tempo avviene in maniera naturale.

Anna è una bambina costretta a crescere troppo in fretta, a vivere una vita che “non ci appartiene, ci attraversa (cit. Ammaniti). Lei e suo fratello sono rimasti orfani, come tutti i bambini della Sicilia e probabilmente come tutti i bambini del mondo. La causa di questo sterminio è un virus, spietato e letale, che attacca gli adulti e risparmia i bambini fino alle soglie dell’adolescenza. Anna cerca di arrivare allo stretto di Messina per giungere in qualche modo in Calabria, certa che nel continente le cose siano migliori. Fa tesoro dei consigli della madre, che prima di morire ha scritto il ‘Quaderno delle cose importanti’, un quaderno sul quale la signora ha appuntato tutte le informazione che a suo avviso potevano essere necessarie per la sopravvivenza dei suoi bambini dopo la sua scomparsa. Intraprende questo estenuante viaggio con il fratellino, camminando lungo le autostrade, dormendo in appartamenti abbandonati, mangiando avanzi di cibo ammuffiti. Conosce insoliti personaggi, tutti bambini, che si ritrovano a vivere in una realtà distopica. Bambini che hanno plasmato un mondo tutto loro, a loro propria misura, dove le regole degli adulti non esistono più, dove esistono bande di ragazzetti che si ammazzano per una scatoletta di tonno, dove le leggende su come sopravvivere a ‘La Rossa’, come loro chiamano la malattia, si moltiplicano ogni giorno che passa.
Come sarebbe il mondo se fosse abitato e governato solo dai bambini? Ammaniti ne dà una rappresentazione, evidenziando le caratteristiche dell’umanità che, qualsiasi sia l’età, si divide sempre in forti e deboli, capi e servitori, bellicosi e pacifici. Un romanzo struggente, appassionante e scritto meravigliosamente come solo Ammaniti sa fare.
Prendere in mano un suo romanzo è come inserire nel lettore un dvd di Tarantino o James Cameron. Si ha la certezza che si assisterà ad un capolavoro dove l’assurdo si materializza nel mondo di tutti i giorni, dove i colpi di scena si susseguono senza sosta. Ammaniti, come un regista, è capace di inventarsi mondi unici e realtà impensabili che si sviluppano in un continuo crescendo. Si ha la certezza che qualsiasi sia la trama del libro questa non rimarrà mai lineare. Ad un certo punto, nel finale o comunque dalla metà in poi, prenderà una piega inaspettata e allora sarà come assistere al più grande spettacolo mai messo in scena fino a quel momento. La sua fantasia non ha confini. I suoi non sono romanzi classici che seguono la trama canonica dove il bene trionfa sul mare, dove l’amore si corona con un matrimonio, dove il virus de ‘ La Rossa’ viene sconfitto da un vaccino. Perciò non tutti amano il suo stile, a volte un po’ forte, un po’ sboccato. Ma Anna un giorno scopre di essere diventata grande, di avere il ciclo mestruale, e allora mi viene da pensare che anche nei suoi scritti, spesso ricchi di tragicità, sia racchiusa una speranza.





Valentina Gerini
Dopo la maturità scientifica e uno studio approfondito della lingua inglese inizia a lavorare all’estero. Le sue più grandi passioni sono i viaggi e la scrittura. Dei viaggi ne ha fatto la sua professione, diventando accompagnatrice turistica; della scrittura il suo hobby, occupandosi degli articoli di copertina per un mensile dedicato alle storie di paese.
Volevo un marito nero, 0111Edizioni.
La notte delle stelle cadenti, Lettere Animate.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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