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In primo piano

L'incipit | #42 "Elissa e altri racconti"

Ancora una volta: rialzatosi, continuò il cammino. 
Era già mezzanotte e le stelle, sicure guide nel cielo, puntavano ad Est, sulla via del Sole Nascente, la strada che i Sufi del deserto gli avevano indicato. 
Ormai lacero, la schiena e le gambe piegate dal lungo cammino, i capelli scuri tutto un groviglio cementato da sabbia e sudore, ferite che rendevano insensibili le carni arrossate e squamose per il vento freddo del Nord. 
Per raggiungere l’Ovest erano serviti giorni e notti… e ancora giorni e notti. Giungere al crepuscolo per riconoscere e sentire con tutta la sua consapevolezza quanto fosse lenta l’agonia dell’Io più profondo. Giungere al “luogo dove il Sole tramonta” significava per Rumi, il pellegrino, deporre i bagagli e le provviste di cibo di cui si era caricato alla partenza. Sapeva che doveva essere così e che nulla di ciò che contenevano le sue sacche gli sarebbe servito. Si era sentito leggero e istintivamente aveva guardato due ali che volteggiavano sopra la sua testa tra la fitta vegetazione del bosco in cui si trovava. 
Distratto dal quel movimento, non si era accorto di un uomo, di lui poco più anziano, vestito di un saio nero come la notte in cui a Rumi era, appunto, apparso.
- Fai bene a privartene. - 
L’uomo aveva indicato a Rumi le sacche abbandonate per terra.
- Se a quarant’anni un uomo decide di intraprendere un cammino così lungo, è necessario che si alleggerisca!-
Rumi gli aveva sorriso. In quel momento gli era sembrata stupida l’apparente illogicità di una decisione presa lì per lì. La verità era che alla partenza non aveva immaginato come, in realtà, i suoi piedi sarebbero stati guidati dalla strada segnata. E non viceversa.

★★★★★

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Il buon giorno di vede dal mattino, dicono, e un buon incipit e una copertina accattivante possono essere il perfetto bigliettino da visita di un libro.
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