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L'incipit | #45 "Occhi di sale"


CAPITOLO 1


L’ultimo anno delle scuole medie, Paolo Murgia fu chiamato ogus de sali. Un nome strano ma adatto. Non era dovuto a una caratteristica del suo sguardo o al colore degli occhi. Lo aveva meritato perché Giovanni Manca, detto Nino, lo aveva sfidato per ottenere il posto migliore sull’autobus della scuola, quello in fondo, all’angolo, accanto al finestrino; l’aveva colpito in volto con una manciata di sale.Le liti scoppiavano così improvvise da non lasciare il tempo di capire come accadesse, da dove partissero o chi fossero i responsabili. Anche i colpi arrivavano come saette nell’aria che lasciavano addosso formicolii, vergogna e qualche volta soprannomi. Lo scontro permetteva al vincitore di vivere di onore e gloria, mentre al perdente rimaneva addosso l’umiliazione.



Nino, tredici anni, aveva raggiunto Paolo, suo coetaneo e compagno di classe. Aveva attraversato con passo deciso il gruppetto di amici che bloccavano il corridoio del bus con gli zaini. Paolo lo aveva atteso consapevole di quello che sarebbe successo; sarebbe scoppiata l’ennesima rissa e lui avrebbe dovuto difendersi perché non si finiva mai di litigare, anche per cose ridicole: uno sguardo di troppo, un saluto scortese, un colpo involontario. Il posto sull’autobus, appunto.


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