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In primo piano

"Il labirinto verticale" di Aldo Carotenuto, recensione di Fiorella Paris

Con le parole di Eraclito, inizia la storia di Arione, un artista, un uomo di successo che cade in una profonda depressione. E inizia così anche il suo percorso dentro il labirinto e dentro se stesso. 

Il labirinto simbolicamente, infatti, rappresenta la via che porta al principio centrale, interiore. Lo dice anche la sua etimologia: labor intus in latino significa lavoro interiore. E solo chi trova l'entrata potrà raggiungere il centro, purché non torni indietro. In un labirinto, difatti, non c'è scelta tra sinistra e destra, ma solo fra l'avanzare o il tornare indietro. Chi non persevera muore. Chi riesce a vincere diventa un’altra donna o un altro uomo. 
Lo stesso accade al protagonista di questa storia di analisi psicologica raccontata da Aldo Carotenuto (psicoanalista junghiano e professore delle Teorie della Personalità all’Università di Roma) che prendendo spunto da Arione traspone l’analisi individuale aprendola a una dimensione più grande. Quella dell’umano universale. Quella che appartiene a tutti noi. Quella dell’eterna ricerca dell’umanità. Quella che sempre si domanda: chi sono? Dove vado? Che cosa accadrà allora lungo il percorso? Nel tragitto, così, queste anime sensibili passeranno molte volte vicino al centro senza però riuscire a osservarlo. Non si tratterà di una perdita di tempo poiché - avvicinandosi al centro per esserne poi allontanati – subiranno un processo di maturazione nel corso del quale sarà provata la volontà e la perseveranza. 
Un cammino in linea retta non potrebbe offrire lo stesso auspicabile risultato. Poi, sul piano pratico, esterno, il momento in cui aumenta una conoscenza profonda gli atteggiamenti altrui diverranno lampanti.

Specialmente nella loro espressione razionale. Mai come in queste condizioni è possibile smascherare la spocchiosa sicurezza di chi, dietro un discorso apparentemente logico, nasconde un’intima insicurezza. 

Sono momenti dolorosi perché il sentiero imboccato è impervio. Sarà palese anche la falsità altrui, l’immaturità, la mancanza di visione globale del mondo. Ci si troverà anche probabilmente di fronte a un muro o a una violenza spietata. Ci renderemo conto che squarciare la psiche non porterà benessere nella nostra vita, non toglierà pesi alle nostre già stanche spalle. Ci renderemo conto, nel percorrere il labirinto, come Teseo che affrontò il Minotauro (metà uomo e metà animale) e il suo insaziabile appetito che esigeva il sacrificio di sette ragazzi e sette ragazzi, che dovremo affrontare il nostro io egocentrico e gettare via l’intero fardello che ci lega all’Ego. 
Certo, ci si potrà chiedere perché farlo se il prezzo è così alto? Perché farlo e vivere di “seghe mentali”? Perché scegliere la sicurezza che ci racconta falsamente che non soffriremo adeguandoci al sistema significa scegliere la morte psichica, che contamina ogni aspetto della nostra esistenza. Non è possibile infatti essere vivi sul piano dell’intelligenza e essere morti su quello del sentimento perché emozione e intelletto sono strettamente legati. La condizione di morte psichica rende sterile il nostro pensiero cristallizzandolo in categorie stereotipate, anche quando è apparentemente adattivo nei confronti della realtà esterna. Quindi? 
Intraprendere questo itinerario vorrà dire, in analisi, arrivare a comprendere che nulla è fuori dell’uomo e che gli ostacoli che ci sono in fondo ci permettono di diventare più forti. Sarà possibile comprenderlo solo se l’analista porterà in questo campo di battaglia la sua fede che gli eventi dipendono sempre da noi. Solo così l’analisi permetterà di porre una lampada accesa sul nostro petto per cui ognuno di noi dopo questo itinerario potrà dire: «Ho visto il passato, conosco il futuro». 
Trasposto sul piano mitico è più o meno la stessa cosa. Chiunque osi intraprendere la lotta col suo personale Minotauro, riceve dall'anima tre poteri che si manifestano nel cuore, nella testa e nelle mani. Con questi tre poteri che costituiscono la forza di opposizione in grado di addormentare l’io animale, sarà possibile decapitare con la spada dello Spirito il mostro, il Minotauro. E il tenero legame dell'amore divino, il filo di Arianna che lega Arianna a Teseo, permetterà all'eroe di ritrovare l'uscita. Senza dimenticare mai che quanto più un uomo corre dietro a falsi beni, tanto meno è sensibile a ciò che è essenziale – dice Jung nei suoi Ricordi – tanto meno soddisfacente è la sua vita. In ultima analisi, contiamo qualcosa solo grazie a ciò che di essenziale possediamo e se non lo possediamo la nostra vita è sprecata.



Il testo presenta la storia di un caso clinico, caratterizzato da angoscia di svuotamento e perdita di significato. Questa volta si tratta di un uomo, un pittore di riconosciuto successo, chiamato Arione nella storia analitica. Egli venne spinto in analisi da una percezione di falsità della propria opera che giunge a paralizzare le sue capacità creative. 
Carotenuto utilizza una metodologia fenomenologico-esistenziale nell’ambito di un riferimento concettuale alle tesi di Jung e alle successive elaborazioni di Neumann. L’accostamento al paziente si rivela come ‘osservazione partecipe’ nella misura in cui l’evoluzione del rapporto analitico mette a nudo alcune componenti della personalità dell’analista. 
I contenuti della storia clinica vertono fondamentalmente sull’analisi dei sogni, nei termini di una loro presentazione, del contesto psicologico in cui giungono, della loro calibrata interpretazione effettuata con l’ausilio di amplificazioni storico-culturali e di indagine dei miti. Il contenuto del testo va oltre il distillato di una integrazione delle funzioni dell’lo del paziente, per stabilire una serie di argomentazioni sulle componenti psicologiche profonde che costituiscono il supporto di tutto il discorso sulla creatività.




di Aldo Carotenuto | Astrolabio | Saggio Psicologia 
ISBN 978-8834006979 | cartaceo 10,57€  Amazon


Fiorella Paris
Giornalista-tuttologa, per curiosità e necessità professionali. Si è occupata di comunicazione politica nel Consiglio regionale lombardo. Per molti anni notista politica, responsabile della pagina Donna di un settimanale dell’Altomilanese, blogger e testimone dell’evoluzione del femminile plurale nella società.
Quote Rosa in Lombardia, Aracne editrice.
Il presidente e tutte le donne dell'harem, Cavinato Editore.

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