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In primo piano

[Le ricette dai libri] Seadas da "Il sogno dell'isola" di Tamara Marcelli

Seadas-Il-sogno-dell-isola-Tamara-Marcelli

Destinazione prossima.
L'Isola, la mia isola. La mia isola blu, il mio mare intenso e cristallino.
Trasparenze accecanti.
L'immagine e la sensazione di me che nuotavo in quelle acque in cui sembra di volare, di essere leggerissima, mi vagava in testa.
Lì, nuotando tra quelle acque indescrivibili mi è sempre sembrato che il mio costante disagio legato al peso sparisse.
Di questo avevo bisogno. In quel preciso momento della mia vita mi serviva sentirmi leggera e a mio agio. Indipendente.
L'Isola, come dice Lawrence “che non assomiglia a nessun luogo, essa sta fuori, sta fuori dal cerchio della civiltà… un mondo fuori dal tempo… L’Isola”, è un’altra cosa. Incantevole spazio intorno e distanza da viaggiare, nulla di finito, nulla di definitivo. È come la libertà stessa.
È stata la mia fortuna. A quel bivio ho scelto la strada meno ovvia, forse più difficile e ora sono qui con tutto quel che è successo dopo. Quest’isola o la ami o la odi, non ci sono mezze misure. Ma se la ami, se la senti viva dentro di te, se ti accende con paesaggi selvaggi e semplicemente naturali, sa trasportarti lontano con la fantasia, con le mille leggende. Sa colpirti al cuore con i discorsi e la semplicità delle persone del posto, sa rubarti un’emozione di fronte ad un mare stupendo e a montagne che non ti aspetti.
O la ami o la odi, ma se la ami non puoi starne lontana… un po’ come me.
Sì, quest'Isola selvaggia e nervosa sono proprio io.
 >> il libro.

SEADAS

Dolce di semola sardo

Tempo totale preparazione + cottura: 3 o più ore
Difficoltà: media
Porzioni: 4

Dolce originario di alcune zone precise della Sardegna. È chiaramente legato alla tradizione pastorale dell’Isola e rispecchia perfettamente lo spirito di questa terra meravigliosa, ancora selvaggia e naturale. Da accompagnarsi preferibilmente con un vino bianco, non eccessivamente dolce, tipo Vermentino di Gallura DOCG, Moscato di Sardegna, Anghelu Ruju, Perda Pintà o il Sorilis Conca di Olevà. Suggerisco questo piatto per avvicinarsi alla tradizione culinaria sarda che, come dico e scrivo spesso, è un mondo a parte! A fine pasto consigliamo di gustare un buon liquore Mirto.

INGREDIENTI
Per l’impasto
150 gr di farina 00
150 gr di semola di grano duro
30 gr di strutto o burro
un pizzico di sale
acqua tiepida

Ripieno
500 gr di formaggio di pecora fresco (primo sale) o altro tipo dolce
buccia di 2 arance o di limone (a piacere)
Miele a piacere (o zucchero)
Olio per friggere, preferibilmente extravergine d’oliva


PREPARAZIONE

Prima di iniziare con la preparazione, tenere il formaggio fresco (primo sale) fuori dal frigo per qualche ora lasciandolo a temperatura
ambiente. È necessario per renderlo leggermente acido (se riscaldato, fila). Procedi al taglio grossolano del formaggio e uniscilo con la scorza di limone o arancia grattugiata per farlo insaporire adeguatamente. Se preferisci utilizzare un altro tipo di formaggio (dolce), devi tagliarlo a piccole scaglie sottili (a rondelle) e scaldarlo in una piccola padella in cui avrai versato un po’ di latte intero e la scorza di limone o arancia grattugiata. In Gallura si aggiunge una piccola foglia di menta selvatica che contribuisce a dare al dolce un sapore ancora più antico. In Barbagia e Ogliastra si prepara anche utilizzando la ricotta fresca (di qualche giorno) con abbondante arancia grattugiata e si “ricamano”
i bordi delle Seadas quasi fossero gioielli.
Procedi quindi a preparare la sfoglia con acqua, farina di semola sarda, farina 00 e strutto o burro. Stesa la sfoglia in strisce lunghe e larghe, partendo da uno dei bordi metti una discreta quantità di formaggio a distanza di qualche cm. Ripiega quindi il bordo opposto della sfoglia e, facendo aderire bene tutti i lati, ritaglia con la classica rondella i cerchi ripieni. Fai attenzione al margine esterno del cerchio che ecceda di almeno 3-4 mm il composto interno e che sia ben chiuso: la sfoglia deve aderire al formaggio, eliminando l’aria all’interno.
Scalda dell’olio extra vergine d’oliva in un piccolo padellino antiaderente e, quando è pronto, aggiungi il cerchio ripieno (l’olio non deve ricoprirla completamente). Abbi cura a questo punto di versare sopra delicatamente e costantemente olio bollente con un cucchiaio, evitando di girarla sul lato opposto. A quel punto la neonata Seadas si gonfierà leggermente e assumerà il classico colore dorato: segno che la cottura è avvenuta correttamente.
In un pentolino a parte scalda del miele dolce o amaro a fuoco lento e immergi la Seadas per qualche secondo, provvedendo sempre con un cucchiaio ad irrorare la parte superiore. Toglila dal fuoco e impiattala. Va servita rigorosamente calda.
Alcuni preferiscono sostituire lo zucchero al miele, pertanto andrà fatto caramellare leggermente prima di versarlo sopra alla Seadas.





Puoi trovare tante altre ricette nel nostro libro di ricette
L'appetito vien leggendo. Ricette dai libri.

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