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In primo piano

Le recensioni di Stefania Bergo: "Il sogno dell'isola" di Tamara Marcelli

Ho letto il primo libro di Tamara Marcelli, “Il blu che non è un colore”, un paio d’anni fa. Un libro insolito, in parte silloge poetica, in parte monologo teatrale, in parte flusso ordinato di pensieri, commenti e interpretazioni di poesie di autori famosi. Aveva molto da dire in quel libro, la Marcelli, attraverso la passionale poesia e le labbra tormentate di Tara, la protagonista del monologo, che ho sentito subito affine. Una donna sempre sull'orlo del baratro, in equilibrio apparentemente precario: tra due personalità, tra realtà e immaginazione, tra paura e coraggio, tra vita e morte. E ho ritrovato Tara anche in questo romanzo, protagonista indiscussa, lei e l’altalena di emozioni che sempre la contraddistingue.
Tara è una donna che si definisce spesso e con orgoglio “pazza”. Un’attrice teatrale che ama, oltre l’odore e lo scricchiolio delle assi del palcoscenico, il potersi trasformare, immedesimare, diventare altro da sé e paradossalmente sentirsi se stessa. Detesta il genere femminile con cui non si sente nemmeno in competizione, semplicemente vuole prenderne le distanze. Anzi, pare voler prendere le distanze da tutto. Dalla realtà. Si rifugia nelle notti silenti, a leggere alla luce di una lampada, quasi per avvertire il buio intorno, calda coperta che la tranquillizza e la spaventa allo stesso tempo. La notte è il suo riparo, ma anche il suo tormento, il momento in cui è obbligata a guardarsi dentro, rischiando di farsi male, in cui si materializzano le paure più profonde, i conflitti irrisolti della sua vita, come quello col suo corpo. Inquietudini che non la lasciano dormire. Eppure, Tara sogna...
In questo libro, che io definirei un romance introspettivo, c'è anche Lawrence, il vero Amore, quella forza travolgente inarrestabile che nemmeno la volontà può fermare, perché il destino è più forte e li vuole unire, oltre le paure di Tara. Lui la raggiunge nell’intimo, riesce quello che nessuno mai era riuscito a fare prima: la mette a nudo e la ama a dispetto di tutto. Della sua "pazzia" e del suo approccio alla vita a volte autodistruttivo. La ama a tal punto da creare con lei delle aspettative per il futuro. Insieme percorrono una strada di sassi e spine, la drammatica ricerca di un figlio che nei sogni di Tara è presente da tempo, è il suo bambino delle stelle che la culla prima ancora che possa farlo lei come madre. Desiderio? Presagio? L’infertilità la angoscia, pagina dopo pagina. Gli insuccessi la devastano e aprono voragini nella sua psiche di cristallo. Vacilla e ci si aspetta che cada da un momento all’altro. Ma Tara non cade mai. La sua fragilità è in realtà solo apparente. Lei è roccia granitica.
Oltre a Lawrence, ci sono diversi personaggi maschili. In particolare il Poeta e il Musicista, intenzionalmente anonimi. Ricordano artisti bohemien, spiriti liberi, animi maledetti, continuità di essenze, amori simbiotici. Al di là della relazione carnale, impersonano l’incontro di Tara con l’Arte. Il Poeta, in particolare, accende la sua passione per la letteratura, quell’amore totalizzante per i libri. Quando la loro storia finisce, Tara conosce l’inquietudine, quel desiderio ipnotico di morire, l’Uomo nero che visita i suoi sogni trasformandoli in incubi che le tolgono il respiro. E che non la lascerà mai più. Un velo angosciante, tipico di quella poesia che mette a nudo l’anima, graffiando la carne e mostrandone l’essenza. Come se, dopo aver fatto un giro di valzer con i suoi abiti, più che col suo corpo, il Poeta le avesse lasciato in dono l’ispirazione

A volte si scorgono tratti autobiografici. O meglio, ciascuna di noi potrebbe intravvedere delle assonanze con la propria vita. Tara è una. Ma è anche molte. L’autrice, racconta una vita inquieta, in balia di un malessere sordo che le fa vomitare l’anima e la bile quando il livello della vita supera il limite di sicurezza; una sterilità che nasce forse prima di tutto nella testa che nelle ovaie pigre e disgraziate; una doppia triste perdita; complicazioni che fino all’ultimo le impediscono di essere semplicemente felice. Una vita quasi esagerata, per la concomitanza di avvenimenti avversi, che pare essere la fusione di molte vite. Le vite delle donne che in lei si identificano. Delle donne che incontra in un forum per madri in attesa. In attesa di realizzare un sogno, di accogliere nel ventre una nuova vita. Eppure, in questo romanzo, c'è anche tanta dolcezza, una successione discreta di piccoli istanti di serenità, come quando, dopo l'apnea e a dispetto di tutto, si stringe tra le braccia un neonato.

Nella narrazione ricorrono spesso elementi della natura. Il mare, che lambisce l’Isola, le stelle che brillano nel cielo e nei sogni, i cani che umettano il dolore e l’attesa, la neve. La neve che ricopre, che nasconde le asperità della terra sotto una morbida coperta ovattata, rassicurante, che attutisce le grida, i boati, e purifica.
Lo stile della narrazione è lirico: frasi brevi, incisive come lame fredde, una per riga, perché ad ogni lettura ci si deve fermare e respirare per non soffocare. Emerge la profonda sensibilità dell'autrice, la sua abilità nel descrivere, oltre alle emozioni, i pensieri, facendo percepire chiaramente il ritmo sincopato delle sinapsi e dei respiri.
Una lettura che arricchisce, che fa sperimentare le vertigini, che frulla il cuore e alla fine lo culla, come il silenzio della neve che cade, come le onde del mare.


Questa e' la storia di due stelle e di un sogno.
La gioia, la disperazione riversate in queste pagine. Mentre nel mondo reale appare imperturbabile. Tante emozioni, talvolta contrastanti, ma la certezza che solo una e' rimasta nell'anima, fissa, indelebile: la vita chiede di essere vissuta.
"Ciò che non uccide, fortifica" , sembra il principio ispiratore di questo romanzo.
È la storia di Tara, la protagonista instabile e romantica, perennemente inquieta, innamorata della Vita, dell'amore e dell'arte. Il suo incontro con un Poeta, con un Musicista e con Laurence, l'uomo che diventerà il suo alter ego e la salverà dall'autodistruzione.
I temi: L'amore, L'Arte.. Il rapporto conflittuale con il cibo. Un bambino a tutti i costi, un forum di donne, l'amore per gli animali, Il rapporto conflittuale madre-figlia, le stelle, la neve, il sogno...
Ogni capitolo si apre con una frase, una poesia o una canzone che introducono il tema affrontato. Espressioni significative nella vita della protagonista ed emblematiche del suo mondo interiore. Rappresentano una sorta di colonna sonora.
Questo romanzo non è semplicemente il racconto di una storia d'amore, in tutte le sue accezioni, ma piuttosto quello di una vita che si interseca con molte altre. Una vita vissuta intensamente, spesso con dolore, osservata e scandagliato nelle sue molteplici sfumature.
È la storia di un sogno che, una volta raggiunto, chiude il cerchio e rivive, tra sfigurandosi, nella vita di nuovi occhi verdi.

di Tamara Marcelli | Montag | Romanzo
ISBN 978-88-68920-97-5 | cartaceo 16,00€ Acquista 




Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, 0111Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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