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L'editoriale di Stefania Bergo: come festeggiare l'8 marzo? Brindiamo alle Donne!

Marilin Monroe

Brindiamo a noi!
Si avvicina l'8 marzo e subito vengono in mente due situazioni decisamente contrapposte. 
Orde di donne che finalmente lasciano le pantofole per tuffarsi in serate esagerate, di pessimo gusto o grottesche, comiche (perchè le donne sanno prendersi con ironia), infilando banconote in nauseanti slip sempre più succinti indossati da maschi che si dimenano ammiccanti e che, diciamolo, di sensuale ed eccitante hanno moto poco, anzi, proprio nulla!
Oppure, ritrovi carbonari di donne che al grido di "l'utero è mio" sfogano tutta la loro rabbia repressa nei confronti di un maschio che le vuole sempre un gradino sotto, relegate in anacronistici stereotipi di cortigiane compiacenti o bambole senza intelletto o proprietà fedeli e ubbidienti (perchè le donne sanno prendersi sul serio). E spesso la rabbia scaturisce dal contatore di donne vittima di un femminicidio inspiegabile, ingiurioso, inaccettabile.
Escludendo ridicoli ritrovi del primo tipo ed avendo alzato più volte la voce, o il silenzio, contro la violenza inaudita sulla donna, cui comunque faremo cenno anche nelle prossime settimane, vogliamo questa volta festeggiare l'8 marzo celebrando la Donna, brindando a noi, a quello che siamo, senza peccare di presunzione o di ostentato orgoglio femminista. Non abbiamo bisogno di questo. Basta parlare delle Donne, delle grandi Donne della Storia, o lasciar parlare quelle che oggi hanno molto da dare e insegnare al mondo, semplicemente con l'esempio, quelle della porta accanto, semplici, splendide Donne, che hanno preso in mano la loro vita senza soffermarsi su un cromosoma diverso, sentendosi solamente persone in grado di realizzare i loro sogni, come chiunque altro, salvo poi scoprire una forza interiore invidiabile.
In molti angoli del mondo, la donna è solo una proprietà, senza diritto alcuno, eppure è il pilastro su cui si fondano le famiglie, pure quelle patriarcali. Interi villaggi poggiano sulle donne, fondamenta apparentemente fragili, in realtà forti come roccia granitica. La donna tiene insieme le comunità, rappresenta una forza lavoro infaticabile, che volente o nolente non conosce riposo, non si permette distrazioni. Il futuro è in mano alle donne, alle madri, che hanno il potere di controllare il mondo educando gli uomini di domani. E spesso, forse, sono tenute nell'ignoranza per la consapevolezza che una donna istruita potrebbe virare le regole del gioco e prendere il sopravvento.
Da sempre, essere donna comporta un'attitudine alla vita differente, rispetto ad un uomo. Non possiamo semplicemente vivere una giornata gestendo un lavoro, una famiglia, una casa, degli interessi personali. Dobbiamo anche continuamente dimostrare qualcosa, scontrarci con una pesante serie di preconcetti che arretrano l'umanità al Medioevo. Una faticaccia! 
Ecco perchè dobbiamo brindare a noi. Perchè, malgrado tutto, siamo sempre lì a tirare avanti la baracca... con il sorriso sulle labbra. Altro che sesso debole!
Da domani, fino al 13 marzo, vi racconteremo di queste Donne: personaggi del passato; scienziate, artiste, scrittrici del presente; giovani avventurose alla scoperta del mondo, intraprendenti e lungimiranti, che hanno trovato il loro posto nel mondo o realizzato i loro sogni; donne che hanno alzato la voce facendo valere i propri diritti, liberandosi da fardelli e focolari. Articoli, poesie, estratti dai libri, recensioni, interviste, tutto avrà una tinta femminile, che non è solo rosa, ma variegata.
Ogni donna ha una storia da raccontare, basta saper leggere tra le righe...

Per tutte le violenze consumate su di lei
per tutte le umiliazioni che ha subito
per il suo corpo che avete sfruttato
per la sua intelligenza che avete calpestato
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata
per la libertà che le avete negato
per la bocca che le avete tappato
per le ali che le avete tagliato
per tutto questo
in piedi, Signori, davanti a una Donna.

E non bastasse questo
inchinatevi ogni volta
che vi guarda l’anima
perché Lei la sa vedere
perché Lei sa farla cantare.
In piedi, Signori,
ogni volta che vi accarezza una mano
ogni volta che vi asciuga le lacrime
come foste i suoi figli
e quando vi aspetta
anche se Lei vorrebbe correre.
In piedi, sempre in piedi, miei Signori
quando entra nella stanza
e suona l’amore
e quando vi nasconde il dolore
e la solitudine
e il bisogno terribile di essere amata.
Non provate ad allungare la vostra mano
per aiutarla
quando Lei crolla
sotto il peso del mondo.
Non ha bisogno
della vostra compassione.
Ha bisogno che voi
vi sediate in terra vicino a Lei
e che aspettiate
che il cuore calmi il battito,
che la paura scompaia,
che tutto il mondo riprenda a girare
tranquillo
e sarà sempre Lei ad alzarsi per prima
e a darvi la mano per tirarvi sù
in modo da avvicinarvi al cielo
in quel cielo alto dove la sua anima vive
e da dove, Signori,
non la strapperete mai.


Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, 0111Edizioni.

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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