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In primo piano

[Musica] Bob Marley, la leggenda del reggae, di Stefania Bergo



Bob-Marley-reggae




Bob Marley

6 febbraio 1945 | 11 maggio 1981
Reggae | SkaRocksteady

29 Album
4 Live
9 Raccolte

I miti della musica: Bob Marley, eroe nazionale in Giamaica e mito intramontabile del panorama musicale, re incontrastato del reggae.

È stato il re incontrastato del reggae, nato dalla sintesi di altri generi, quali lo ska, il soul, il rocksteady. Il merito di Bob fu di rinnovarlo sia sotto l'aspetto ritmico, sia sul piano culturale, facendone un fenomeno di costume, attraverso la moda dei capelli "dreadlock", e di cultura, richiamando il culto religioso del Rastafarianesimo.

Robert Nesta Marley nacque a Rhoden Hall, da Norval Marley, capitano dell'esercito inglese, e Cedella Booker, giamaicana. La loro relazione diede scandalo, addirittura la famiglia di Marley diseredò il figlio. Ma ciò non impedì a Norval di occuparsi economicamente della moglie, sebbene sempre in viaggio per via della sua carica militare. Poi però prese la decisione di abbandonarla, incinta. Si rividero solo in occasione della nascita di Bob. Norval Marley morì qualche anno più tardi, a causa di un infarto. Bob aveva solo dieci anni.
Bob-Marley
Quando Bob aveva appena 12 anni, Cedella decise di lasciare Rhoden Hall per andare a Kingston, nel ghetto di Trenchtown. Lì, Bob fu vittima di pregiudizi razziali, a causa delle sue origini e della sua corporatura mingherlina. Ma tutto, gli diede un'impronta che, più tardi, furono il messaggio distintivo e la grandezza della sua musica.
Alla fine degli anni '50, i musicisti giamaicani cercarono un proprio stile musicale, inventando lo ska, che divenne presto molto popolare. Bob aveva sedici anni e, come altri ragazzi giamaicani, vide la musica come un modo per sfuggire alla cruda realtà della vita del ghetto. Decise di costruirsi da sé una chitarra, affascinato dal rhythm & blues di Ray Charles ed Elvis Presley, che ascoltava alla radio, iniziando così la sua educazione musicale.
Nel 1961 ricevette in dono da Peter Tosh una vecchia chitarra acustica. Più tardi, Bob Marley, Peter Tosh e Neville O'Riley Livingston costituirono il primo nucleo di quelli che divennero poi i "The Wailers".


I "The Wailers" iniziarono a registrare regolarmente per lo Studio One, diventando uno dei gruppi di punta dello ska ed il gruppo più amato dai ragazzi di strada di Kingston, per i quali rappresentavano un esempio di militanza contro un sistema ingiusto. 

In quel periodo, Bob Marley entrò in contatto con i principi del Rastafarianesimo (da Ras Tafari, l'imperatore, discendente dalla famiglia di Giuda, che salì al trono d'Etiopia nel 1930 con il nome di Hailé Selassié I e con il titolo di re dei Re, Leone conquistatore della tribù di Giuda, Gesù Cristo nella sua seconda venuta in maestà, gloria e potenza, come profetizzato nelle Sacre Scritture), che stava acquistando un rilievo culturale sempre maggiore in Giamaica, e che divenne un forte argomento per la sua musica.
Nel frattempo, la musica giamaicana stava rapidamente cambiando: dai ritmi ska e bluebeat, che avevano dominato per oltre mezzo decennio, al più lento e sensuale rocksteady, per arrivare alla cadenza sincopata del reggae, interprete dell’inquietudine religiosa della tradizione degli schiavi africani.
Bob-Marley
Agli inizi degli anni ’70 la band pubblicò, con la casa discografica inglese indipendente Island Records di Chris Blackwell, l’album “Catch A Fire”, uno dei primi album di reggae a godere di una vasta distribuzione oltre i confini giamaicani, grazie al fiuto di Blackwell, che pensò di "occidentalizzare" il reggae dei The Wailers  con l'uso di chitarre e sapori rock, quel tanto che bastava per non snaturarne il messaggio, dato che, soprattutto per i giamaicani, il reggae era (ed è ancora) un veicolo per la liberazione del corpo e dello spirito, una musica impregnata di un profondo misticismo.
L’album, pur non essendo subito una hit, ebbe un enorme impatto sui mass media a tal punto che i The Wailers andarono in tour in Inghilterra, altra novità assoluta per un gruppo regge. Fu l’inizio del successo iplanetario.
Nello stesso anno uscì “Burning” che conteneva brani come I Shot The Sheriff e Get Up Stand Up, ultimo lavoro che vide insieme i tre fondatori dei The Wailers. Tosh e Livingston, infatti, lasciarono il gruppo per proseguire la carriera da solista e la band venne rinominata Bob Marley and The Wailers.
Con il crescente successo internazionale, crebbe anche l’importanza politica di Bob Marley in Giamaica: la sua ferma posizione rastafariana trovava una forte risonanza nei giovani del ghetto e si scontrò seriamente con le istituzioni per i messaggi anti-conservatori presenti nella sua musica, ostacolando il partito della guerra. Per questo, fu vittima di un attentato prima di un concerto. Bob, partecipò comunque a quel concerto, senza timori.

Chi vuole rovinare il mondo non si prende nemmeno un momento di pausa, perché dovrei farlo io, che voglio renderlo migliore?

Gli anni compresi tra il 1974 e il 1980 rappresentano un periodo creativo straordinario per Bob Marley. Produsse numerosi album, tra cui: “Natty dread” (1974), con la canzone No Woman No Cry, primo vero successo su scala mondiale, “Rastaman Vibration” (1976), “Exodus” (1977), “Survival” (1979) e “Uprising” (1980),  una sintesi dei suoi valori artistici, religiosi e umani, che include Could you be love e soprattutto la straordinaria Redemption Song, un assolo di voce e chitarra, il cui testo è una sentita interpretazione di un discorso lasciato al popolo africano da Hailè Selassiè prima di morire.
Bob Marley morì, stroncato da un tumore, l’11 maggio 1981, a Miami, all’età di 36 anni.

Ha lasciato tredici figli: tre con sua moglie Rita, Cedella, David (detto Ziggy) e Stephen, due adottati da due relazioni di Rita e gli altri otto da rapporti con donne da cui si è poi separato, tra cui Cindy Breakspeare, miss universo, cui dedicò la canzone Turn the light down low, madre di Damien.

One love
One heart
Let's get together and feel alright
Here the children crying
Saying - Give thanks and praises to the Lord
And I will feel alright
Saying - Let's get together and feel alright
Let them all pass their dirty remarks
There is one question I'd really love to ask
Is there a place for the hopeless sinner
Who has hurt all mankind
Just to save his own
Believe me
One love
One heart
Let's get together and feel alright
As it was in the beginning
So shall it be in the end
Give thanks and praises to the Lord
And I will feel alright
Let's get together and feel alright
One more thing
Let's get together to fight this holy Armageddon
So when the man comes
There will be no-no Doom
Have pity on those
Whose chances grows thinner
There ain't no hiding place
From the Father of creation










Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, 0111Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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