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[People] Uno scrittore da brividi, Giulia Mastrantoni intervista Pierluigi Porazzi

Ha scritto dei bellissimi thriller, è una persona modesta e alla mano e, per non farsi mancare nulla, ha anche vinto il premio Corpi Freddi, a pari merito con Piergiorgio Pulixi. Si chiama Pierluigi Porazzi, autore di L’ombra del falco e del suo sequel, Azrael, un romanzo da brividi. Potevamo non intervistarlo? Assolutamente no!

Ciao, Pierluigi! Inizio con una domanda cattivissima: hai ambientato i tuoi thriller più famosi, L’ombra del falco e Azrael, a Udine, con conseguente “effetto brivido” sui lettori friulani che frequentano le strade udinesi più o meno quotidianamente. Quanto ti senti in colpa e quanto ti senti soddisfatto? Ma, soprattutto... quanto è importante l’elemento territoriale made in FVG per te?
Il fatto di dare qualche brivido ai lettori friulani fa senza dubbio piacere, per un autore, perché significa che si è riusciti a coinvolgere i lettori. L’elemento territoriale è importante, nei miei romanzi, mi è piaciuto ambientare le storie che ho scritto in quella che è la mia città, e farla diventare protagonista dei miei romanzi, anche perché è una realtà attenta alla cultura e alla letteratura e si adatta bene a un’ambientazione noir.

I personaggi sono sempre intriganti e, anche se li descrivi accuratamente, riesci sempre a trovare il modo di rimescolare le carte in tavola e far diventare colpevole chi non avrebbe mai potuto esserlo agli occhi del lettore. Qual è il segreto? Sei tu a decidere l’identità del serial killer oppure è la trama?
Nei romanzi che ho scritto finora, l’identità del colpevole mi era chiara fin dall’inizio, sapevo come si sarebbero conclusi e quali erano le motivazioni del colpevole. Molte sottotrame o vicende si possono costruire nel corso della stesura, ma il nucleo principale della storia, l’idea di base, è già chiara all’inizio, quando si scrivono le prime pagine. Ad esempio, nel caso di “Azrael”, la forte idea alla base del romanzo è stata indispensabile per la stesura; se non l’avessi avuta non avrei ripreso il finale aperto de “L’ombra del falco”.

Non sei il tipo di scrittore che crea sull’onda dell’ispirazione, anzi, i tuoi romanzi sono sempre frutto di un enorme lavoro di riscrittura, di meditazione e di modifiche strutturali sostanziose. Come fai ad essere così paziente durante il processo di ideazione e messa a punto? Per molti, editing e rilettura sono una bella palla al piede...
Diciamo che ci sono entrambe le cose, in tutti i mestieri che hanno a che fare con l’arte. L’ispirazione è quella che ti arriva a volte anche all’improvviso e ti dà lo spunto, l’idea di base su cui lavorare. Poi, ovviamente, c’è tutto il lavoro di stesura del romanzo e di successive correzioni, limature e alla fine editing, che fa parte integrante di un lavoro a livello professionale. Nelle fasi successive alla prima stesura, la pazienza e la capacità di dedicarsi al testo sono indispensabili per dare al lettore un lavoro di qualità.

Quando hai iniziato a pensare: «Accipicchia, vorrei proprio fare lo scrittore!» e che iter hai seguito? Pensi che le tue letture in età adolescenziale e neo adulta ti hanno influenzato?
Ho sempre amato l’arte, in particolare la letteratura e il cinema, e ho sempre avuto il sogno e l’aspirazione di poter creare qualcosa di mio. Ho iniziato a pensare di poter fare lo scrittore fin dall’adolescenza, quando scrivevo i miei primi racconti brevi. Un percorso molto difficile e impervio, soprattutto per chi, come il sottoscritto, può contare soltanto sulle sue capacità. Le letture in età adolescenziale e adulta mi hanno senza dubbio influenzato e fatto crescere; leggere i grandi autori classici e i contemporanei è indispensabile per imparare e per crescere come scrittori.

Hai mai pensato di cambiare genere letterario? Quali ingredienti ti piacerebbe sperimentare, tra quelli che non hai ancora utilizzato?
Sì, alcuni anni fa avevo un romanzo non di genere thriller-noir praticamente già pronto per la pubblicazione, poi ho preferito aspettare. Per il momento non ho intenzione di cambiare genere. In futuro potrebbe senz’altro accadere, e mi piacerebbe sperimentare nuove strade narrative, magari scrivere di mondi alternativi o storie di fantascienza, chissà…

L'OMBRA DEL FALCO
Marsilio
ISBN 978-88-317-9959-1
cartaceo 17,00€  Acquista


AZRAEL
Marsilio
ISBN 978-88-317-2141-7  
cartaceo 18,00€  Acquista

Quali scene ti viene più spontaneo scrivere? Rapimenti, flussi di coscienza, climax, dialoghi? Su quali lavori per ore?
Di solito i dialoghi mi riescono bene, non hanno quasi mai bisogno di grandi revisioni. Non lavoro ore e ore su una scena in particolare, o viene subito come voglio, oppure cerco di cambiare prospettiva o approccio narrativo. A volte basta modificare il punto di vista o la scansione temporale per rendere più interessante una scena che magari in una precedente versione non risultava soddisfacente. Nei romanzi gialli è particolarmente importante la scena risolutiva, in cui si scopre l’identità del colpevole, e questa scena clou è indispensabile che sia resa nel modo migliore, facendo avvicinare il lettore alla soluzione a piccoli passi, ed evitando, subito dopo, eccessive e noiose spiegazioni (i cosiddetti “spiegoni”) su come l’assassino ha elaborato il suo piano. Anche qui sono da evitare alcuni espedienti che ormai risulterebbero datati e poco credibili.

Passiamo alle soddisfazioni professionali. Adorato dai lettori, rispettato dai colleghi, ammirato dagli esordienti. E Corpi Freddi fa da ciliegina sulla torta. Che traguardi ti piacerebbe raggiungere in futuro?
Sono molto contento dei risultati raggiunti finora con i miei romanzi, anche perché, come ho ricordato prima, sono stati ottenuti soltanto con le mie forze, senza investimenti o altre scorciatoie. Mi auguro soltanto di avere sempre più lettori e che le idee e l’ispirazione mi sorreggano per poter scrivere altri romanzi.

Hai un messaggio che vorresti condividere con chi ci sta leggendo in questo momento?
In Italia si legge poco, purtroppo, come sappiamo. Inviterei tutti a leggere, comprare e regalare libri, e a cercare di diffondere la passione per la letteratura. Spero che possa cambiare il concetto stesso di divertimento, che non significa soltanto ridere o fare cose stupide, anzi, dal significato etimologico, vuol dire evadere per un po’ dalla propria realtà quotidiana. Ci si può divertire, e molto di più e più intensamente, leggendo un romanzo di qualità, anche se drammatico e serio, che guardando un film comico o ballando in discoteca.

Un mega grazie, un gigante in bocca al lupo e un elefantiaco: «Vogliamo un nuovo romanzo!».
Grazie a te per la bella intervista, e per il prossimo romanzo, spero presto! ;-)



Giulia Mastrantoni
Da quattro anni collaboro all’inserto Scuola del Messaggero Veneto, scrivo per il mash up online SugarPulp e per la rivista dell’Università di Trieste Sconfinare.
Dopo aver trascorso un periodo in Inghilterra, ho iniziato un periodo di studi in Canada, ma, dovunque sia, scrivo.
Misteri di una notte d’estate, ed. Montag.
One Little Girl – From Italy to Canada, eBook selfpublished.
Veronica è mia, Pensi Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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