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[Caffè letterario] Le interviste di Silvia Pattarini: un caffè con Vincenza Alfano

Il nostro Caffè Letterario è lieto di ospitare una scrittrice sempre attiva, già nota al già pubblico di lettori per le sue molteplici pubblicazioni. Nel nostro salotto virtuale incontriamo Vincenza Alfano.

Vincenza Alfano
Buongiorno Vincenza e benvenuta nel blog de Gli scrittori della porta accanto. 
Una grande avventura la tua passione per la scrittura. Raccontaci cosa ti spinge a scrivere nella vita di tutti i giorni, cosa ti affascina e ti ispira?
La scrittura è per me un istinto e un’esigenza interiore. Ho una tendenza spontanea a tradurre in immagini i dettagli di una quotidianità che spesso sfugge, sono quei frammenti che rivelano improvvise epifanie di senso.

Balla solo per me” è la tua ultima fatica letteraria: vuoi ricordarci, i titoli delle tue pubblicazioni precedenti?
Ho al mio attivo una raccolta di racconti dal titolo “Il cuore nel cassetto” (Graus editore), il mio esordio letterario. Di seguito ho scritto i romanzi: “Via da lì” (Boopen Led), “Fiction” (Photocity), “L’unica ragione”(Homo Scrivens), “A Napoli con Maurizio de Giovanni” (Giulio Perrone).

Veniamo a “Balla solo per me”. Com’è nata l’idea?
L’idea nasce dalla mia passione per la danza. Volevo raccontare una storia d’amore in un modo originale e nuovo. La danza richiede passione e rigore, sacrificio e dedizione, è libertà d’interpretazione e disciplina, fantasia e regola; mi è sembrata una metafora adatta a raccontare una storia d’amore difficile. Laura la protagonista del romanzo si ritrova a vivere sulla scena lo stesso dramma della sua vita privata: la consapevolezza di essere amata come Coppelia la bambola bellissima ma senza cuore e sentimenti, destinata quindi a cedere il posto alla donna vera. La vita artistica del personaggio sconfina e sembra invadere la sfera privata delle sue scelte sentimentali. Impossibile distinguere la verità della vita dalla finzione artistica.

Ho notato che un filo conduttore o di aggregazione dei tuoi romanzi, è la tua Napoli che spesso fa da sfondo alla trama. Stavolta svelerai ai lettori i segreti del Teatro San Carlo?
Tra i motivi ispiratori del romanzo c’è Napoli. Sono ammaliata dalla mia città, stregata come Svetlana la ballerina ospite che cammina per le strade perdendosi dentro una fascinazione alchemica. Un vortice di sensazioni uditive, olfattive, tattili, immagini che rapiscono creando uno speciale straniamento. Quando racconto una storia, ho sempre voglia di raccontare un pezzo della mia città, uno scorcio, una strada, una vista, il sentimento immediato di appartenenza che lega anche lo straniero alla città, che accende nostalgie in chi deve allontanarsene. La storia di “Balla solo per me” mi ha offerto l’opportunità di condurre i lettori nel teatro più bello e più antico d’Europa. Saranno ospiti di un’atmosfera eccezionale.

Quanto ti ha coinvolta intimamente la stesura dell’ultimo romanzo? Laura in qualche modo ti assomiglia?
Mi lascio sempre coinvolgere dalle storie dei miei personaggi. Devo sentire le loro emozioni per poterle tradurre in immagini e parole che sappiano emozionare. Laura mi somiglia per la sua passione, per l’amore per l’arte, per il suo modo di amare senza reticenze donandosi completamente. Ma c’è una parte di me anche in tutti gli altri personaggi. Maria ha la mia attitudine all’accudimento materno, la pazienza, la tolleranza, l’altruismo ma anche il bisogno di essere amata.

Laura, la protagonista, ammetterà: “La felicità è un’ambizione troppo alta che non possiamo più permetterci”. Vuoi svelarci qualche retroscena di quella che, all’apparenza, sembra un’intricata storia d’amore?
Giovanni è un ex ballerino diventato critico in seguito a un incidente che gli impedisce di tornare in scena. S’innamora di Laura che rappresenta il suo ideale artistico, ma è già legato dal vincolo coniugale a Maria la donna che gli ha dato due figli e una vita serena ed equilibrata. La vita dei tre personaggi è sconvolta dall’amore, dalla gelosia e dalla passione. Nessuna scelta è facile, ognuno ha la sua ragione e il cuore non sente nessuna ragione.

A che target di pubblico ti rivolgi? A che genere letterario appartiene?
Penso che sia un romanzo adatto a giovani e ad adulti senza distinzione di genere, racconta una storia che coinvolge un punto di vista maschile e femminile su una tematica universale. Non è narrativa di genere quella che scrivo, almeno per ora.

Vuoi lasciare ai nostri lettori un piccolo “assaggio” di quest’opera, giusto qualche riga per incuriosire i lettori?

Ballo solo per meLaura entra col suo passo leggero da ballerina. Ha ormai dimenticato come si poggiano i piedi a terra per intero. Continua a camminare sulle mezze punte, pare che danzi sempre, pure tra la folla del mercato rionale, delle spese di Natale. La porta si chiude alle sue spalle, i vetri tremano nella cornice di legno. Ha come un sussulto, vorrebbe tornare indietro, ricoverarsi nel suo camerino, al sicuro tra le luci calde della ribalta. Guarda tra i tavoli scarsamente illuminati dal chiarore di candele mezze consumate che emanano profumi speziati, cerca lui con lo sguardo distratto. Indossa il tubino nero, quello corto che lo fa impazzire, col pizzo delle autoreggenti che s’intravede e i tacchi alti che mettono in risalto i polpacci da ballerina classica. I capelli raccolti sulla nuca. Anche questo un vezzo. Non li scioglie quasi mai, trattiene con rigore anche i ricci ribelli che sfuggono ostinati a mollette e forcine e le affollano le tempie e la fronte. A un tratto lo scorge, seduto con le spalle curve e le mani grandi, le dita doppie e bianchissime. Quelle mani ruvide e lente sul suo corpo. Segno di un’inviolabile appartenenza. Un ancoraggio. Ma qualcosa non va, lei lo sente, glielo legge sul viso contratto, nelle rughe raccolte intorno alle labbra. Le sembra che lui stia trattenendosi dal piangere, resta immobile di fronte al suo incedere, e non è da lui rimanere seduto, accennare appena a un saluto.

Il finale chi lo ha deciso, tu o i tuoi personaggi?
Lascio sempre i personaggi liberi di scegliere il finale, sono loro a suggerire lo scioglimento dell’intreccio.

C’è qualche messaggio particolare che intendi comunicare attraverso questo romanzo?
Ho voluto raccontare l’amore sfatando alcuni luoghi comuni relativi al tradimento, allo squallore di storie in bilico tra pornografia ed eros. Il mio è un romanzo sulla bellezza, sul valore dell’arte, sul senso dell’amore, sul rischio, sulla rinuncia consapevole di chi ama alla felicità.

Hai nuovi progetti per il futuro?
Un paio di romanzi sono già in cottura.

Dove possiamo trovare i tuoi libri?
Balla solo per me” ha una sua pagina facebook. Tutti i miei libri sono acquistabili dai principali siti di commercio elettronico e nelle principali librerie delle città d’Italia.


Vincenza, mi ha fatto molto piacere conoscerti e approfondire i dettagli del tuo ultimo libro, in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri.
Ti ringrazio, Silvia, per quest’intervista che spero avvicinerà molti lettori a “Balla solo per me”.



Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.

About Silvia Pattarini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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