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In primo piano

Le ricette dai libri: crostata di nonna Stella da "Il tempo delle lucciole" di Francesca Gnemmi



Quel giorno aveva dato il meglio di sé, stupendo tutti. Si era alzata all’alba per tirare la pasta per gli anolini, il cui ripieno era stato preparato nelle giornate precedenti secondo la tradizione, con stracotto di carne cucinato a fuoco lento, finché la carne quasi si scioglieva. Al ripieno aveva poi aggiunto uova e formaggio grattugiato. Il secondo era un succulento ‘cappello del prete’, anche questo preparato in anticipo seguendo rigorosamente la ricetta tradizionale, secondo la quale i resti del muscolo della coscia del maiale dopo la lavorazione del Culatello, venivano tritati come si usava anche per lo zampone e insaccati nella cotenna del maiale a forma triangolare.
Non si era fermata qui. A nonno Luciano avevano regalato un gigantesco pesce gatto, che era finito in pentola in un ottimo intingolo di pomodoro che, usato per fare la scarpetta, era delizioso.
Il pane fatto in casa lasciava un sapore inconfondibile e l’ingordigia di mangiarne oltre il necessario era facile a venire. Infine erano passati al dolce.
La torta di nonna Lia aveva lasciato tutti senza parole. Il suo profumo si sentiva da lontano, inondava l’aria di un aroma dolce e a tratti asprigno che faceva venire l’acquolina in bocca, nonostante l’innegabile sazietà. Era impossibile non lasciarsi ingolosire da questa specialità di stagione. La crostata di visciole infatti la si poteva gustare solo in quel periodo dell’anno e la marmellata fresca fatta con i frutti appena raccolti non aveva eguali. La pasta sapeva di burro e di uova, e lo zucchero che la rendeva dolce e appetitosa, contrastava con la nota aspra dei frutti. Ne preparò una teglia enorme che bastò a soddisfare tutti loro, compresi un paio di bis, la merenda dei bambini e della maestra che li avevano raggiunti nel pomeriggio e di qualche avanzo per le giornate successive. Un pranzo degno della corte di un re
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CROSTATA DI NONNA STELLA
Crostata con ripieno di strudel

Tempo totale preparazione + cottura: 1 ora e 15 minuti
Difficoltà: media
Porzioni: 8

Questo dolce nasce dal connubio delle tradizioni emiliane e quelle altoatesine. Quando ero piccola, insieme alla mia nonna paterna, alla quale si ispira il romanzo, che termina in un piccolo borgo del Tirolo, preparavo questa torta. La crostata di frolla in Emilia veniva farcita con la marmellata, di visciole o ciliegie in stagionalità, mentre a lei, in ricordo anche della sua giovinezza, piaceva variare questa tradizione utilizzando gli ingredienti dello strudel. Il risultato è ottimo.

INGREDIENTI
Per la frolla
300 gr di farina
150 gr di burro
150 gr di zucchero
2 uova + 1 tuorlo
1 pizzico di sale
Zucchero a velo per guarnire

Per il ripieno
600 gr di mele
2 cucchiai di rum
30 gr di pangrattato
30 gr di zucchero
30 gr di pinoli
30 gr di burro
½ cucchiaino di cannella in polvere
1 punta di coltello di chiodi di garofano in polvere


PREPARAZIONE

Prepara la frolla impastando tutti gli ingredienti fino a formare una palla liscia e omogenea. Avvolgila nella pellicola e lasciala riposare in frigo per mezzora.
Prepara il ripieno: sbuccia e taglia le mele a fettine. In una padella fai sciogliere il burro, versaci il pangrattato e fai tostare. Aggiungi le mele, le spezie, l’uvetta e lo zucchero e lascia sul fuoco un paio di minuti. Lascia freddare.
Stendi poco più di metà della frolla sulla teglia imburrata (cm 26), lasciando i bordi esterni che poi verranno ripiegati su loro stessi.
Distribuisci poi il ripieno sulla pasta lasciando libero un centimetro al bordo. Ricopri con il secondo disco di frolla tirato molto sottile e bucherella la pasta con una forchetta. Risvolta i bordi di frolla in modo da sigillare la torta. Cuoci a 180 °C per mezz'ora circa.
Una volta raffreddata, spolverizza con lo zucchero a velo.




Puoi trovare tante altre ricette nel nostro libro di ricette 
L'appetito vien leggendo. Ricette dai libri.

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