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Solo un assaggio: un estratto di "Il sogno dell'isola" di Tamara Marcelli | #2



“La prima legge dell’amicizia è di chiedere agli amici cose oneste, e di fare per gli amici cose oneste.”
Cicerone

Strano come scrivere in un forum a persone che non conoscevo, mi aiutasse ad aprirmi. Con quelle ragazze, che selezionavo con estrema attenzione vista la mia profonda diffidenza, riuscivo ad esprimermi con sincerità, senza maschere. Vivevo con loro la mia interiorità, i miei sogni senza dover spiegare troppo quello che provavo.
Il nostro desiderio comune faceva sì che ogni distanza fisica e diversità di carattere venisse meno. Eravamo tutte lì soprattutto per sostenerci nei momenti di crollo ed aiutarci, per veicolare informazioni preziosissime. Fino alla meta.
I nostri nickname ci alleggerivano dal peso della realtà, potevamo domandarci qualsiasi cosa e sapevamo di poter contare l'una sull'altra.
Ricordo la gioia quando una di noi ce la faceva e la tristezza, vera e palpabile, quando succedevano cose drammatiche. Perché purtroppo vi furono anche quelle. Se ci ripenso mi sembra di rivivere la stessa angoscia di allora.
Ognuna di noi ha portato nel nostro gruppo un po' di sé, con estrema semplicità ed era normale, in un certo senso, vivere la vita delle altre, partecipare alla felicità di un test positivo e rattristarsi sinceramente per un aborto o per l’ennesimo fallimento.
Sul forum si leggeva di tutto, storie a volte incredibili e terribili, al limite dell'immaginabile.
Facendoci forza l'un l'altra potevamo sperare che un giorno sarebbe toccata anche a noi la gioia immensa di una linea doppia su un maledettissimo test. O l’utopia delle “Beta” indiscutibilmente positive.
Intanto miliardi di stick persona o canadesi, test di gravidanza e di ovulazione, integratori vari, macchie o non macchie sulle mutande e conteggi da perfetto matematico sono stati i nostri compagni di viaggio per tanti anni.
L'esperienza di una diventava l'esperienza di tutte le altre.
Di ognuna delle mie compagne ricordo perfettamente l'iter per raggiungere il proprio sogno, ricordo il momento del test e quello del parto.
Ricordo, come se li avessi vissuti di persona, come se fossi stata lì con loro sul wc a fare pipì su quella stecchetta magica o sul lettino di fianco mentre partorivano. Una grande emozione e se ci ripenso sorrido di felicità.
Le mie amiche dai nickname più fantasiosi, hanno lasciato un angolino delle loro vite nella mia: TP, Ylenia, Mynnie, Pumetta, Annagiò, Leda, Saretta, Silly, Mare, Nana, Principessa, Lorimar, Hope, Anto, Elfa, Angelas, Dadina, Pallina, Lucy, Lupikky, Cornelia, Crazy, Mimo, Dafne, Ale, Laura, Stellina, Pippi e altre di cui poi ho perso purtroppo le tracce.
Non credevo di riuscire ad aprirmi così con qualcuno, soprattutto sconosciuto, ma accadde. Mi veniva naturale essere me stessa e in ogni momento della giornata correvo ad aggiornarle ed ad aggiornarmi. I loro consigli e le loro “dritte” erano diventate per me una fonte di forza.
Se non ci fossero state loro non avrei saputo tante cose importantissime e non mi sarei ritrovata. Perché a volte per ritrovarsi è necessario raccogliere i pezzi e confrontarsi con la realtà. E per me quelle ragazze erano la realtà, più che la mia vita quotidiana fuori nel mondo esterno.
Finalmente riuscivo a confrontarmi, senza alcuna paura, con l'universo femminile. Impensabile fino ad allora. Le mie amiche le vedevo vere donne, ma non mi incutevano alcun timore, anzi percepivo in loro una grande “fratellanza” e un sincero affetto che mi portavano ad aprirmi sempre più. Con loro non mi sentivo in competizione e non avevo paura che mi giudicassero male.
Ero semplicemente e incredibilmente me stessa e a loro andavo bene così.
Devo essere grata a queste donne eccezionali che con la loro amicizia mi hanno insegnato ad accettarmi e a credere un po’ nella mia parte femminile. Magari ancora nascosta e timida, ma sicuramente presente. Celata gelosamente in una sorta di scrigno.
Quando scrivi in un forum non è facile sintetizzare emozioni e pensieri, ma devi farlo in qualche modo. Ecco, questa capacità di sintesi mi era congeniale, così riuscivo ad andare dritta al nocciolo dei problemi, senza girarci tanto intorno. Semplice e diretta.
Con alcune di queste ragazze ho mantenuto un filo prezioso e tre di loro sono riuscita anche a conoscerle di persona. In circostanze diverse.
Ricordo che solo il pensiero di trovarmele davanti in carne ed ossa mi metteva in uno stato di agitazione completa. In cuor mio avevo paura di deluderle. Pensai che conoscendomi dal vivo mi avrebbero trovata stupida e brutta.
Di persona non avrei più avuto il mio muro di contenimento, lo schermo di un pc, ma avrei dovuto cavarmela con le mie solite paure e i miei blocchi mentali.
Il confronto avrebbe potuto schiacciarmi e farmi sbagliare tutto.
Mi violentai il cervello e alla fine, andai.

Titolo: IL SOGNO DELL'ISOLA
Editore:  Montag
Genere: Romanzo
ISBN: 978-88-68920-97-5

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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