• Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scritri della accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto

In primo piano

[Cinema] L'editoriale di Ornella Nalon: “Perfetti sconosciuti”, “Il racconto de racconti” e “Lo chiamavano Jeeg Robot”, tutti i vincitori del David di Donatello 2016


Anche quest'anno, si è conclusa la più importante manifestazione del cinema Italiano. Infatti, ieri 18 Aprile, si è la svolta la 61ª edizione dei David di Donatello, trasmessa in diretta, per la prima volta, sui canali Sky Cinema, Sky Uno e TV8. 



La cerimonia è stata condotta da Alessandro Cattelan, personaggio poliedrico dall'aria simpatica e del ragazzo per bene e supportato dai The Jackal, gruppo napoletano che a colpi di video cliccatissimi si è ritagliato uno spazio importante su Youtube, tanto da essere considerato una delle migliori espressioni del web italiano. 
L'intenzione era quella di voltare nettamente pagina rispetto alla tradizione Rai e di rinnovare profondamente la cerimonia.
«La nostra sfida sarà quella di contribuire a rendere questo evento la più grande celebrazione del talento e dell'eccellenza del cinema italiano, un patrimonio unico per l'industria culturale del Paese riconosciuto in tutto il mondo» aveva promesso Andrea Scrosati, di Sky Italia, il quale confida e noi con lui, che i David di Donatello possano diventare una produzione di livello internazionale per dare il giusto rilievo al buon cinema di casa nostra. 
Secondo voi, ci sono riusciti? In effetti, la cerimonia si è rivelata brillante e ha ricalcato il modello della Notte degli Oscar (Da Leonardo Di Caprio a Ennio Morricone, tutti i vincitori della notte degli Oscar). Per l'occasione, Via Triburtina si è travestita da Hollywood Boulevard, con urli e acclamazioni dei fan e incessanti flash dei fotoreporter.
La conduzione di Alessandro Catellan è stata spumeggiante, coadiuvata da interventi ironici di attori e registi come Claudio Santamaria, Michele Placido, Paolo Sorrentino e dalle esilaranti parodie dei film in gara eseguite dai The Jackal
Gli esordi di questa premiazione si fanno risalire al 1950, su iniziativa del Club Internazionale del Cinema e dell'Open Gate Club i quali si prefiggevano di premiare le migliori produzioni cinematografiche italiane e straniere. I criteri selezionanti erano gli stessi dei Premi Oscar Hollywoodiani e fu scelto come simbolo di premiazione la prestigiosa statua del David scolpita da Donatello e riprodotta in oro da Bulgari.  A Roma, l'anno successivo, venivano assegnati per la prima volta i Premi David. Mi piace ricordare che fu premiata Gina Lollobrigida come migliore attrice protagonista nel film “La donna più bella del mondo” e Vittorio De Sica come migliore attore protagonista in “Pane, amore e...”.

E il David va a...
E veniamo ai premiati di questa ultima edizione.
Il premio come miglior film e migliore sceneggiatura è stato assegnato a “Perfetti sconosciutidi Paolo Genovese.
Hanno fatto man bassa di statuette i film “Il racconto de raccontidi Matteo Garrone e Lo chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti, con sette premi ciascuno. Il primo si è aggiudicato la vittoria come migliore regista esordiente, per attore e attrice protagonisti (Claudio Santamaria e la debuttante Ilenia Pastorelli), per attore e attrice non protagonisti ( Luca Marinelli e Antonia Truppo), per la produzione e per il montaggio. Il secondo si è aggiudicato la statuetta per regia, fotografia, sceneggiatura, costumi, trucco, acconciature ed effetti digitali. 
Youth Giovinezza” di Paolo Sorrentino si è dovuto accontentare del premio per la colonna sonora e migliore canzone, entrambe dello stesso musicista americano David Lang
Una sola statuetta al sonoro perNon essere cattivo” di Claudio Caligari.
Il David giovani a La corrispondenza” di Giuseppe Tornatore.
Miglior documentario a S is for Stanley di Alex Infascelli
Infine, il premio ai film stranieri a Il ponte delle spie” di Steven Spielberg e Il figlio di Saul” di László Nemes, entrambi imperniati sul tema della Guerra Fredda. 
Un po' di stupore e per quanto mi riguarda, anche delusione, che a “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi, un film/documentario sulla realtà di Lampedusa che ha vinto l'Orso d'Oro di Berlino, non sia stata riconosciuta alcuna statuetta.


Paolo Genovese, premio per il Miglior film per Perfetti sconosciuti


Peter Suschitzky,  David di Donatello come Migliore autore della fotografia per Il racconto dei racconti


Gabriele Mainetti, miglior regista esordiente per Lo chiamavano Jeeg Robot

Le candidature erano state annunciate il 22 marzo 2016. I film che avevano il maggior numero di candidature sono stati: “Lo chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti, e “Non essere cattivo” di Claudio Caligari, con sedici nomination entrambi. 
Questa la lista dei candidati: 
MIGLIOR FILM: Fuocoammare, regia di Gianfranco Rosi -  Il racconto dei racconti  Tale of Tales, regia di Matteo Garrone -  Non essere cattivo, regia di Claudio Caligari  - Perfetti sconosciuti, regia di Paolo Genovese Youth – La giovinezza,  regia di Paolo Sorrentino
MIGLIOR REGIA:  Gianfranco Rosi per il film Fuocoammare -  Matteo Garrone per il film Il racconto dei racconti  Tale of Tales - Claudio Caligari per il film Non essere cattivo Paolo - Genovese per il film Perfetti sconosciuti - Paolo Sorrentino per il film  Youth  La giovinezza 
MIGLIOR SCENEGGIATURA: Edoardo Albinati, Ugo Chiti, Matteo Garrone, Massimo Gaudioso per il film Il racconto dei racconti Tale of Tales - Nicola Guaglianone, Menotti per il film Lo chiamavano Jeeg Robot  - Claudio Caligari, Giordano Meacci, Francesca Serafini per il film Non essere cattivo - Filippo Bologna, Paolo Costella, Paolo Genovese, Paola Mammini, Rolando Ravello per il film Perfetti sconosciuti - Paolo Sorrentino per il film Youth – La giovinezza. 
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA:  Claudio Santamaria per il film Lo chiamavano Jeeg Robot - Alessandro Borghi per il film Non essere cattivo-  Luca Marinelli per il film Non essere cattivo - Marco Giallini per il film Perfetti sconosciuti - Valerio Mastandrea per il film Perfetti sconosciuti.
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA: Àstrid Bergès Frisbey per il film Alaska  - Paola Cortellesi per il film Gli ultimi saranno ultimi - Sabrina Ferilli per il film Io e lei - Juliette Binoche per il film L'attesa  - Ilenia Pastorelli per il film Lo chiamavano Jeeg Robot  - Valeria Golino per il film Per amor vostro - Anna Foglietta per il film Perfetti sconosciuti 
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA:  Valerio Binasco per il film Alaska - Fabrizio Bentivoglio per il film Gli ultimi saranno ultimi - Giuseppe Battiston per il film La felicità è un sistema complesso -  Luca Marinelli per il film Lo chiamavano Jeeg Robot  - Alessandro Borghi per il film Suburra       
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: Piera Degli Esposti per il film Assolo-  Antonia Truppo per il film Lo chiamavano Jeeg Robot  - Elisabetta De Vito per il film Non essere cattivo  -Sonia Bergamasco per il film Quo vado? - Claudia Cardinale per il film Ultima fermata.  
DAVID GIOVANI: Alaska di Claudio Cupellini - Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno- La Corrispondenza di Giuseppe Tornatore - Non essere cattivo di Claudio Caligari - Quo vado? di Gennaro Nunziante. 
MIGLIOR MONTATORE: Jacopo Quadri per il film Fuocoammare - Andrea Maguolo con la collaborazione di Federico Conforti per Lo chiamavano Jeeg Robot -  Consuelo Catucci per il film Perfetti sconosciuti  - Patrizio Maroneper il film Suburra.  
MIGLIOR DIRETTOERE DELLA FOTOGRAFIA: Peter Suschitzky  per Il racconto dei racconti  Tale of Tales  -  Michele D'Attanasio per il film Lo chiamavano Jeeg Robot -   Maurizio Calvesi per il film Non essere cattivo - Paolo Carnera per il film Suburra -  Luca Bigazzi per il film Youth  La giovinezza                                     
MIGLIORE FONICO DI PRESA DIRETTA:  Maricetta Lombardo per il film Il racconto dei racconti – Tale of Tales  Valentino Giannì per il film Lo chiamavano Jeeg Robot  - Angelo Bonanni  per il film Non essere cattivo  - Umberto Montesanti per il film Perfetti sconosciuti - Emanuele Cecere per il film Youth  La giovinezza                         
MIGLIORE MUSICISTA: Alexandre Desplat per il film Il racconto dei racconti  Tale of Tales -  Ennio Morricone  per il film La corrispondenza - Michele Braga, Gabriele Mainetti per il film Lo chiamavano Jeeg Robot  -  Paolo Vivaldi con la collaborazione di Alessandro Sartini per il film Non essere cattivo -  David Lang per il film Youth – La giovinezza 
MIGLIORE CANZONE ORIGINALE: La felicità è un sistema complesso per la canzone "Torta di noi": musica, testi e interpretazione di Niccolò Contessa -  Non essere cattivo per la canzone "A cuor leggero": musica, testi e interpretazione di Riccardo Sinigallia  - Perfetti sconosciuti per la canzone "Perfetti Sconosciuti: musica di Bungaro e Cesare Chiodo, testi e interpretazione di Fiorella Mannoia - Quo vado? per la canzone "La prima repubblica": musica, testi e interpretazione di Luca Medici (Checco Zalone) - Youth  La giovinezza per la canzone "Simple Song": musica e testi di David Lang interpretata da Sumi Jo.
MIGLIORE SCENOGRAFO:  Il racconto dei racconti–Tale of Tales: Dimitri Capuani e Alessia Anfuso -  La corrispondenza: Maurizio Sabatini  - Lo chiamavano Jeeg Robot: Massimiliano Sturiale  - Non essere cattivo: Giada Calabria  - Suburra: Paki Meduri  - Youth  La giovinezza: Ludovica Ferrario.
MIGLIOR COSTUMISTA: Il racconto dei racconti – Tale of Tales: Massimo Cantini Parrini -  La corrispondenza: Gemma Mascagni -  Lo chiamavano Jeeg Robot: Mary Montalto -  Non essere cattivo: Chiara Ferrantini  - Youth  La giovinezza: Carlo Poggioli. 
MIGLIOR TRUCCATORE: Il racconto dei racconti  Tale of Tales: Gino Tamagnini, Valter Casotto, Luigi D'Andrea e Leonardo Cruciano -  La corrispondenza: Enrico Iacoponi  - Lo chiamavano Jeeg Robot: Giulio Pezza  - Non essere cattivo: Lidia Minì - Youth La giovinezza: Maurizio Silvi. MIGLIOR ACCONCIATORE:  Il racconto dei racconti  Tale of Tales: Francesco Pegoretti -  La corrispondenza: Elena Gregorini - Lo chiamavano Jeeg Robot: Angelo Vannella -  Non essere cattivo: Sharim Sabatini -  Youth  La giovinezza: Aldo Signoretti. 
MIGLIOR PRODUTTORE: 21uno Film, Stemal Entertainment, Istituto Luce-Cinecittà, Rai Cinema, Les Films d'Ici con Arte France Cinéma per il film Fuocoammare -  Archimede, Rai Cinema per il film Il racconto dei racconti  Tale of Tales - Gabriele Mainetti per Goon Films  - Rai Cinema per il film Lo chiamavano Jeeg Robot -  Paolo Bogna, Simone Isola e Valerio Mastandrea per Kimera Film, con Rai Cinema e Taodue Film, produttore associato Pietro Valsecchi, in collaborazione con Leone Film Group per il film Non essere cattivo  - Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori per Indigo Film per il film Youth  La giovinezza  
MIGLIOR MONTAGGIO: A metà luce, di Anna Gigante Bellissima - Dove l’acqua con altra acqua si confonde, di Gianluca Mangiasciutti e Massimo Loi  - La ballata dei senzatetto, di Monica Manganelli -  Per Anna, di Andrea Zuliani
MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE: Carlo Lavagna per il film Arianna  - Adriano Valerio per il film Banat Il viaggio - Piero Messina per il film L'attesa Gabriele Mainetti per il film Lo chiamavano Jeeg Robot -  Fabio Bonifacci e Francesco Micciché per il film Loro chi? - Alberto Caviglia per il film Pecore in erba.
MIGLIOR DOCUMENTARIO DI LUNGOMETRAGGIO: Harry’s Bar, di Carlotta Cerquetti -  I bambini sanno, di Walter Veltroni  - Lousiana (The Other Side), di Roberto Minervini Revelstoke - Un bacio nel vento, di Nicola Moruzzi - S is for Stanley (Trentanni dietro al volante per Stanley Kubrick), di Alex Infascelli 
MIGLIOR EFFETTI DIGITALI: EDI – Effetti Digitali Italiani, per il film Game Therapy - Makinarium, per il film Il racconto dei racconti  Tale of Tales - Chromatica, per il film Lo chiamavano Jeeg Robot  - Visualogie, per il film Suburr  - Peerless, per il film Youth – La giovinezza


Ornella Nalon
I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico con frequenza quotidiana. Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di quella emozione a coloro che leggeranno le mie storie.
Quattro sentieri variopinti”, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo”, 0111 Edizioni
Ad ali spiegate”, Edizioni Montag
Non tutto è come sembra”, da 0111 Edizioni.

About Lisi

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
    Blogger Comment
    Facebook Comment
    G+ Comment

0 commenti:

Posta un commento

Ti è piaciuto questo articolo? Allora faccelo sapere, il tuo feedback è per noi prezioso, grazie!

Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni

"ChiaroScuro", silloge poetica de Gli scrittori della porta accanto

Collana Gli scrittori della porta accanto per StreetLib A dicembre 2016, il gruppo si affaccia all'editoria indipendente, appoggiandos...