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[Expat] Vivere a Berlino: Arianna Dalerci, giovane insegnante di yoga, nell'intervista di Giulia Mastrantoni


A 18 anni non è semplice decidere cosa fare della propria vita. In molti si iscrivono all’università, altri cercano lavoro. Arianna no. «Fidatevi della vostra intuizione perché è la guida interna che non sbaglia mai e vi porta esattamente dove chiedete di andare», ci racconta sorridendo sicura di sé. Arianna Dalerci, 21 anni, originaria di Roma, è partita per la Costa Rica appena diplomata con l’obiettivo di fare yoga. Aveva preso solo poche lezioni in Italia, ma aveva capito che quella sarebbe stata la sua strada. Bagagli ridotti al minimo, ha seguito la sua intuizione. Oggi, due anni dopo, mille esperienze in più, si è trasferita a Berlino, dove sta per vivere la sua prima esperienza come insegnante di yoga.

Cos’è per te lo yoga?
«Yoga» in sanscrito significa «unione». L’obiettivo è l’armonia tra mente, corpo e spirito. Si tratta di imparare a coordinare lo spazio e il tempo esterni con le stagioni interne del nostro essere, ovvero di vivere in simbiosi con l’onda della vita. Il respiro è l’elemento chiave, precede e guida il movimento. Viene anche chiamato «prana», ovvero «cibo, forza vitale». Focalizzandosi sul respiro, in ogni situazione mondana, ci si riesce a connettere con il presente e con il proprio io. È una pratica rilassante che aiuta a tornare in sintonia con se stessi.

Hai scelto una strada fuori dal comune, fatta di viaggi dettati soprattutto dal cuore. Sei andata in Costa Rica perché sentivi che era la scelta giusta, poi hai vissuto in Canada e adesso sei arrivata a Berlino. Perché hai viaggiato così tanto e cosa hai imparato?
Scegliere una vita di viaggi significa decidere di non avere più pregiudizi, di voler essere sempre pronti ad accogliere nuove persone nella propria vita e di accettare le sfide di crescita che la vita ci presenta. Le differenze ci aiutano a diventare consapevoli di chi siamo, perché attraverso l’altro capiamo ciò che è insito e impercettibile nella nostra vita. Viaggiare significa cambiare, ma anche imparare di cosa si ha paura e cosa si ama. Prima o poi, dobbiamo sottoporci tutti a questa prova di coraggio. Non è facile, ma è comunque qualcosa di meraviglioso.

Yoga a Roma e yoga in Costa Rica: due mondi opposti. Cosa puoi dirci al riguardo?
A Roma praticavo in uno studio indiano, dove ci si addentrava completamente nell’ambiente della filosofia yogica tradizionale. Oggi va molto di moda, questo yoga «semplificato». Viene anche insegnato in palestra come disciplina esclusivamente motoria. In Costa Rica, invece, si radunano da tempo insegnanti di tutto il mondo. È il luogo ideale per scoprire lo yoga come stile di vita. In ogni caso, esistono varie tipologie di yoga e non è detto che quella adatta a me sia adatta anche a un’altra persona. Occorre esplorare e trovare ciò che ci fa stare bene.

La vita prima e dopo lo yoga: alimentazione, filosofia di vita, tonicità muscolare. Cosa cambia e come?
Lo yoga aiuta ad avere un buon rapporto con il proprio corpo. La connessione con il respiro aiuta la consapevolezza, mentre l’alimentazione si coordina alle vere necessità personali che si iniziano ad avvertire. Viene voglia di muoversi perché il movimento procura gioia. La lucidità mentale aumenta, perché il respiro porta ossigeno al cervello. Si diventa forti, flessibili e sicuri di sé.

Quanto è stato importante il supporto della tua famiglia?
Molto! Accettare il fatto che una figlia abbia scelto di percorrere una strada così complicata è difficile, ma ho ricevuto supporto e amore.

Avere amicizie sparse per il mondo, come nel tuo caso, è bellissimo, ma anche difficile. Cosa ne pensi della distanza in relazione ai rapporti umani, tu che sei figlia della generazione dei low cost?
La maggior parte dei miei amici vive in altri continenti, ma il nostro rapporto va al di là della distanza. Avere i miei migliori amici fisicamente sempre accanto sarebbe molto più semplice, ma credo che sia già una fortuna aver trovato delle persone tanto meravigliose per accompagnarmi nella mia vita. Sono grata e so che la distanza è solo fisica e temporanea.

Tecnologia e stress: incidono l’uno sull’altra?
Odio e amo la tecnologia. Comunico con la famiglia e con persone distanti, diffondo il mio messaggio tramite la rete (ariannadalerci.wix.com/ariasole), lavoro e mi finanzio. Ma sono attività virtuali che sottraggono del tempo alla vita reale. Durante alcuni mesi cerco di limitare l’uso dei dispositivi elettronici, per ricaricarmi. La tecnologia è essenziale, ma lo è anche il suo uso consapevole.

Qual è il tuo antidoto contro la tristezza?
Immergermi nella natura mi aiuta molto, ma è lo yoga la mia vera rinascita! Respirare, concentrarmi su me stessa e sul presente, mi aiutano a ricordarmi che esiste un disegno più grande e che tutto è relativo. Oggi le emozioni sono vissute come un taboo, ma se ci permettiamo di viverle appieno sentimenti negativi come la tristezza andrebbero via prima. Farebbero il loro corso e poi lascerebbero spazio a una nuova felicità. Le scorciatoie non sono una soluzione. Tutto è in movimento e dobbiamo permettergli di inondarci per poi volare via.

Cosa ti aspetti da questa esperienza a Berlino? Stai per iniziare ad insegnare yoga al Berlino Magazine con un corso tutto tuo…
Sarà la mia prima esperienza di insegnamento. Voglio crescere e condividere qualcosa con le persone che parteciperanno! Il mio sogno è rendere gli insegnamenti dello yoga accessibili a tutti e far conoscere il mio stile di vita.

Cosa vorresti dire alle persone che oggi vivono la loro vita in modo insoddisfatto?
Quello che decidete di creare intorno a voi è ciò che renderà unica e soddisfacente la vostra esistenza. Focalizzatevi su voi stessi, sui vostri desideri, sulle vostre necessità e sui vostri obiettivi. Fate in modo che la vostra vita sia nelle vostre mani. È una responsabilità, ma è anche un potere enorme che ci è alleato durante la nostra ricerca della felicità. Le possibilità sono infinite e realizzabili. Scegliete e perseguite ciò che volete. Vi renderà felici. E amate la natura, perché è splendida. Viaggiate, imparate.




Giulia Mastrantoni
Da quattro anni collaboro all’inserto Scuola del Messaggero Veneto, scrivo per il mash up online SugarPulp e per la rivista dell’Università di Trieste Sconfinare.
Dopo aver trascorso un periodo in Inghilterra, ho iniziato un periodo di studi in Canada, ma, dovunque sia, scrivo.
Misteri di una notte d’estate, ed. Montag.
One Little Girl – From Italy to Canada, eBook selfpublished.
Veronica è mia, Pensi Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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