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In primo piano

Le recensioni di Andrea Pistoia: "Gli insegnamenti di don Juan" di Carlos Castaneda



"Gli insegnamenti di don Juan" di Carlos Castaneda, BUR, 2013, un viaggio interiore attraverso pratiche sciamaniche.

La prima volta che lessi questo libro ero giovane e sbarbatello. Tradotto: leggevo qualsiasi cosa mi capitasse tra le mani.
Mi aveva attirato il titolo e quella sinossi da viaggio interiore attraverso pratiche sciamaniche.
Passano gli anni, addirittura decenni, e lo riprendo in mano con la maturità che (forse) ho acquisito nel frattempo.
È così che ne leggo la nuova versione, con un’analisi strutturale ad impreziosire il tutto: un buon trecento pagine di vita vissuta.
Ma prima di entrare nel vivo della recensione, ecco un breve sunto della storia: Carlos Castaneda è un peruviano poco più che trentenne in cerca di un maestro. Lo trova in Don Juan, uno sciamano messicano, il quale lo accoglie come suo apprendista. Lo scrittore si trova così a seguire un percorso fatto di stati di coscienza fuori dall’ordinario, incontri tanto magici quanti surreali e comportamenti irrazionali ed incontrollati. Il tutto grazie all’aiuto del suo mentore ma soprattutto delle droghe, Pejote in primis, che quest’ultimo gli fa ingerire o fumare.
Ed ora il mio personale parere.
Che dire? Difficile recensirlo in quanto il giudizio dipende dalle aspettative e conoscenze del lettore.
A livello di scrittura, Carlos sa il fatto suo: ha uno stile molto accademico, da persona di cultura medio alta, al punto che in alcuni pezzi diventa difficile seguirlo. In special modo nell’analisi strutturale a fine libro: veramente pesante da digerire, in quanto troppo schematica ed asettica, ricca di termini tecnici e spiegazioni complesse.
Non solo, il libro è il racconto di circa quattro anni di apprendistato della realtà sciamanica ma con una narrazione più analitica che romanzata. Infatti, per quanto l’argomento sia affascinante, l’autore, descrivendo minuziosamente tutte le pratiche, tende a diluirne l’effetto narrativo.
Ergo, chi cerca un trattato filosofico sui massimi sistemi dell’universo e sulle fatidiche domande che ognuno si pone almeno una volta nella vita (Chi siamo? Dove andiamo? Qual è il senso della vita?) avrà poche risposte e mal assortite, chi è convinto di trovare un ricettacolo di come sballarsi con droghe alternative si sbaglia di grosso, in quanto Don Juan non dà spiegazioni accurate sulla preparazione degli intrugli, e chi pensa di trovare avventure mozzafiato e magie a iosa alla Harry Potter ne resterà deluso. Stessa sensazione l’avrà anche chi cerca una storia leggera e spensierata, in stile ‘Profezia di Celestino’. Infatti il registro narrativo è completamente differente, con tutti i pro e contro che ne conseguono.
Senza contare che tante volte ciò che accade allo scrittore sotto l’effetto delle droghe non ha una spiegazione. O meglio, ce l’ha ma lo sciamano non la fornisce, lasciando il suo apprendista, e noi, all’oscuro di ciò che è veramente accaduto oppure ne viene data una ma al limite del buon senso, su cui ci riserviamo un dubbio amletico: sarà vero oppure la droga ha mandato l’autore fuori di testa?
Intendiamoci, il libro merita una lettura: è scritto bene e fa conoscere un mondo, il Messico rupestre negli anni ’60, lontano anni luce dal nostro. Ma è pur sempre il racconto puramente descrittivo ed autobiografico di un uomo, quindi per nulla romanzato o abbellito da colpi di scena e narrazione ad effetto. Certo, è uno stralcio di vita fuori dai nostri canoni ma non certo così strepitoso da restare nella memoria dei più, specialmente per quelli non avvezzi o interessati alle pratiche magiche e stati alterati di coscienza.
Quindi cosa resta? Un libro che sarà decisamente apprezzato da chi è appassionato di sciamanesimo, in quanto potrà comprendere a grandi linee la vera natura di ogni rituale e visione. Altrimenti i più recepiranno poco e male. Con rischio noia.


Carlos Castaneda racconta il suo apprendistato filosofico sotto la guida di un indio yaqui di nome Juan Matus, sciamano dalla personalità magnetica, e ci accompagna lungo un percorso iniziatico che conduce fino alle regioni inesplorate della nostra interiorità. 
Attraverso la descrizione delle pratiche rituali in uso presso la stirpe di don Juan, Castaneda ci insegna ad abbandonare i canoni di pensiero occidentali e a intraprendere un cammino di conoscenza e di ricerca interiori, per arrivare a riconoscere l’esistenza di una vita che trascende i confini della mera percezione sensibile. 
Ed è percorrendo questo itinerario – una vera e propria rinascita a cui i lettori partecipano passo dopo passo – che si potrà giungere finalmente alla piena consapevolezza di sé e a toccare il nucleo luminoso della propria libertà spirituale..


di Carlos Castaneda | BUR | Saggio  
ISBN 978-8817064019 | cartaceo 8,50€ Acquista | ebook 4,99€ Acquista


Andrea Pistoia
Nasco in una solare giornata di luglio a Vigevano. A dodici anni scoppia l’amore per la letteratura. Affronto la scuola come un condannato a morte. In compenso la mia cultura extra-scolastica cresce esponenzialmente. Dopo due anni vissuti a Londra, torno in Italia come blogger, giornalista, recensore di fumetti e sceneggiatore di un fumetto online per una nota casa editrice. Chitarrista dei ‘Panama Road’, direttore editoriale di una fanzine online.
Ancora e mai più (nelle mutande),

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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