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Le recensioni di David Valentini: "L'elefante è già in valigia" di Paola Casadei


 "L'elefante è già in valigia" di Paola Casadei, Lettere Animate, 2015.

L’elefante è già in valigia narra la storia di una famiglia di origini italiane che ha trascorso tantissimi anni in Africa, e che d’un tratto è costretta a trasferirsi in Italia. Il punto di vista si alterna spesso fra le due figure femminili: Carlotta, 16 anni, e Giulia, sua madre. Gli altri componenti della famiglia sono Pierre, marito di Giulia, e Giacomo, figlio adottivo di entrambi.
La storia si alterna fra presente e passato, con numerosi flashback che svelano gli antefatti e le esperienze di vita fra i diversi Paesi africani in cui i protagonisti hanno vissuto, soprattutto Mozambico e Sudafrica. Dopo il trasferimento in Italia, la famiglia si ritrova in un mondo che, per quanto “vicino” in termini genetici, è lontano anni luce dalla vita trascorsa nel continente a sud dell’Europa. Per Carlotta la difficoltà maggiore consiste nel doversi ambientare in una cittadina caotica, fatta prevalentemente di bianchi (e di razzismo nei confronti dei neri) e di ricordi che non le appartengono; tutto esprime estraneità, a partire dal Natale fatto di neve, maglioni e camini accesi (laddove invece in Sudafrica il Natale è sinonimo di calore ed estate). Per Giulia, sua madre, il problema è riadattarsi a una cultura lasciata alle spalle per tanti anni; a delle persone abbandonate e ritrovate; a una vita frammentata.
Ciò che colpisce di questo testo, a metà fra un romanzo, un diario di viaggio e un memoir, è l’introspezione culturale, la volontà di scandagliare e “vivere” la cultura africana. Dal breve scambio di battute con l’autrice ho saputo che lei e il suo compagno hanno vissuto per 12 anni in Africa: e si vede, gli odori e le sensazioni del continente nero trasudano in ogni pagina, in ogni riga, in ogni aneddoto. Personalmente è ciò che intendo quando affermo che un romanzo dovrebbe essere ambientato solo in luoghi ben conosciuti, altrimenti si perde la genuinità del tutto. È lodevole inoltre l’idea di narrare dei problemi dell’Africa: le guerre, le conseguenze del colonialismo europeo, la corruzione, la droga, le malattie, l’apartheid sudafricana. Sono tutti elementi fortemente caratterizzanti e di cui il romanzo è pregno.
Anche troppo, direi. E qui arriviamo alle note un po’ dolenti del testo: la prolissità e la ripetitività. Mi è già capitato di leggere romanzi e racconti pubblicati da Lettere Animate, una casa editrice giovane e intraprendente ma che non spende molti sforzi nell’editing e nella cura del testo. Questo è un romanzo che, se accuratamente lavorato, potrebbe dare molto di più, e conservare il suo spirito intatto anche dopo un trattamento “snellente”. Molte pagine sono dedicate ai ricordi, alla malinconia, alla tristezza della partenza: ma si potrebbero esprimere diversamente questi concetti, magari, appunto, rendendo il tutto più scorrevole.
Altro elemento problematico sono i continui refusi, non ortografici quanto in termini di punteggiatura. Alcune parole a volte sono scritte con iniziale maiuscola a volte minuscola; i dialoghi a volte hanno il punto dentro i caporali, a volte li hanno fuori; ci sono spazi ripetuti, e così via.
Insomma, per concludere, questo è un testo di cui consiglio la lettura, sapendo sin dall’inizio che non è un romanzo d’azione, quanto piuttosto di riflessione.
Ma un consiglio (indiretto) che voglio dare a quelli di Lettere Animate è: investite di più sui vostri testi, perché correte il rischio di mandare in commercio dei prodotti un po’ grezzi (come qualsiasi testo è prima dell’editing).

Carlotta è una ragazza molto sensibile, ha 16 anni e dopo una vita trascorsa in Africa - Senegal, Sudafrica, Mozambico (suo padre Pierre è medico epidemiologo, sua madre Giulia è veterinaria) - si trasferisce questa volta in Italia, in una città piuttosto chiusa e borghese del centro nord. Finora ha studiato nel sistema scolastico francese, nella sua scuola erano rappresentate almeno 30 nazionalità diverse. Da 10 anni ha un fratello, che ora ha 11 anni, Giacomo, Nelson di secondo nome, come Mandela : un piccolo africano adottato. La passione di Carlotta per la fotografia le ha riempito la casa di foto di tutta la loro vita in Africa, e in ogni momento di difficoltà le guarda da sola o con Giacomo, e le mostra alle persone più care, per farsi forza e vincere le difficoltà del rientro e dell’inserimento nella società e nella scuola. Lentamente, nel corso di tutto un anno, riesce ad ambientarsi, a sentirsi più leggera, a vincere paure tenute nascoste in un cassetto della scrivania, e tutto questo grazie ad una famiglia premurosa ma non ossessiva, a Skype che permette il contatto con le amiche sparse per il mondo, e anche ad un compagno di scuola, Filippo, che piano piano prenderà un posto sempre più importante nella sua vita fino ad essere invitato per un viaggio in India, vicino ai luoghi dove Pierre deve ancora lavorare prima di aprire il suo maneggio in Italia e abbandonare la cooperazione internazionale. Il viaggio è stato organizzato da Pierre per invitare la moglie a conoscere il suo lavoro in questo o questi anni di transizione, e per permettere a sua figlia di rivedere una delle sue amiche, partita a vivere in Asia controvoglia... 


 di Paola Casadei | Lettere Animate Editore | Romanzo 
ISBN 978-88-6882-318-4 | cartaceo 19,89€ Acquista  ebook 1,99€  Amazon 



David Valentini
Laurea magistrale con lode in filosofia. Svolge lavori di traduzione, correzione di bozze ed editing come freelance. Scrive testi di narrativa (romanzi e racconti) e poesia, le tematiche che lo interessano maggiormente sono quelle sociali, etiche e religiose.
La via smarrita, Eretica Edizioni.
Nell’orizzonte degli eventi, Nulla Die.
Come un’eclissi solare, Epsil.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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