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In primo piano

"Caldo sangue" di Suanna Fedra Roberti, recensione di Fiorella Paris:



"Caldo sangue" di Suanna Fedra Roberti, Delos Digital, 2015. D’amore, di sangue e di pane fragrante…

Storia di Ranieri, vampiro antico, al secolo moderno chef stellato.
Ben 132 capitoli, quasi 900 pagine, il libro di esordio di Suanna Fedra Roberti. C’è da scoraggiare qualsiasi lettore, o meglio lettrice, nel mio caso, incallita.
Eppure, dopo le prime righe subito si intuisce che Caldo Sangue, questo il titolo del libro, è un romanzo che si leggerà tutto d’un fiato.
Certo, è necessario avere affinità con generi torbidi. Romanzi che creano tensione, suspense, eccitazione. E che titillano la papilla e portano l’adrenalina nel cyber-spazio.
La trama? Vampiresca, ma abbastanza insolita. Ranieri (che significa, guerriero per volere divino) è un vampiro antico. Nel senso di età perché ha quasi cinque secoli portati splendidamente su un fisico da fotomodello. Occhi blu, particolarissimi «più scuri degli zaffiri: simili all’azzurrite o all’agata».
Iniziato all’arte di succhiasangue da una bellissima cortigiana di nome Carpazia, ha praticamente girato tutto il mondo. Forse anche per tutto il tempo a disposizione. Secolarizzato, si presenta con una grande passione cinefila.

«Amo il cinema. Da quando esiste, ho visto tutto ciò che è stato messo su pellicola. Mi sono gustato i primi cortometraggi in bianco e nero che duravano meno di un minuto, ho seguito i divi del muto. L’avvento del sonoro e del colore sono stati una breccia nel buio. E negli anni a venire, l’evoluzione della tecnologia ha senza dubbio raggiunto picchi strabilianti. Il digitale, il CGI, l’IMAX, il 3D: grandi sostegni contro la noia.»

Che dire d’altro per introdurre il libro? Ranieri è, in questa vita, uno chef stellato che farebbe morire d’invidia Carlo Cracco per la capacità di comprendere il cibo con i sensi amplificati «per cucinare ne uso quattro. Ma all’ennesima potenza». Così che il piatto da lui preparato ha non solo un corretto bilanciamento di sapori e odori. Ma diventa il boccone perfetto, il cibo perfetto degli dei.
Che si può chiedere d’altro a un uomo? Ecco, a Ranieri non manca proprio nulla. Possiede anche sensualità e una sessualità particolarissima, che lo rendono un amante richiestissimo. Sia al femminile sia al maschile. E quindi? La storia è una bella storia d’amore e di erotismo.
Perché anche i vampiri si innamorano e Ranieri ha una passione romantica e fisica per la bellissima Violante (e per lei commetterà anche una sorta di matricidio). Amore e sesso nel libro vanno di pari passo. I tormenti erotici sono narrati abilmente, con un languido romanticismo, pur palesando sesso sfacciato.

«Gettandomi un’espressione furiosa si percorre piano l’esterno cosce e afferrando il prendisole da sotto se lo sfila lentamente, guardandomi dritto negli occhi: mi provoca. Incantato, resto in piedi davanti a lei: il suo corpo è un’opera d’arte e adesso profuma di salsedine e mare. I feromoni che disperde nell’acqua mi giungono violenti al naso facendomelo indurire all’istante».

Perché consigliare la lettura di questo libro? Perché si potrebbe affermare che c’è una documentazione realistica, quasi flaubertiana, mira cioè alla somiglianza o a dare l’illusione della realtà. I personaggi sono ben caratterizzati. L’analisi delle emozioni è calzante. Ed è questa propria la bellezza del libro. La parola scorre sul vocabolo perfetto. Sulla descrizione precisa. Quasi ossessiva di particolari.

«I vampiri possono ingerire altri cibi? La risposta è no. Ma non per avvelenamento, intolleranza o chi più ne ha più ne metta. È una questione fisica: non abbiamo succhi gastrici. La salivazione che emettiamo è composta solo da acqua, pochi enzimi ma nessun elettrolita, e di conseguenza l’ingestione di cibi solidi appesantisce il corpo».

E tutto il resto è, infine, argutamente e sapientemente dosato per assaporare (non solo caldo sangue) ma anche tutte le sfumature dell’amore: dal possesso alla gelosia al desiderio di eternità con la donna amata.
E ultimo ma non per ultimo, una curiosità. Il titolo Caldo Sangue è (forse) ispirato dal componimento (citato peraltro all’inizio del libro) di Alessandro Scarlatti, compositore di musica barocca. Sul web è possibile trovare anche una bellissima esecuzione di questo oratorio cantata dal grande soprano Renata Tebaldi. Per inciso l’autrice, Suanna Fedra Roberti è una grande appassionata di musica. E dopo questo romanzo anche un’egregia scrittrice.




L'erotismo raccontato dal punto di vista di uno chef vampiro ossessionato dal desiderio di un figlio. Un piccante viaggio tra la cucina italiana, la lussuria, la morte e l'amore incondizionato e senza tempo.

Roma: 2008. Ranieri Dei Soldati, chef stellato del ristorante Urbe, vive un'appassionante storia d'amore con Violante, la donna che ama da sempre. La sua ossessione ad avere un figlio tutto suo lo porterà a fare scelte difficili. Tra torbide passioni, assassinii, amori antichi e recenti, una travolgente caduta libera nella spirale di una ritrovata identità umana, in contrasto con la malvagità di un sanguinario vampiro di 514 anni che ha conosciuto Michelangelo e Caravaggio.

Suanna Fedra Roberti nasce ad Asti il 2 giugno del 1974. Appassionata di musica, cinema e letteratura, vive tra le colline dell'alto Monferrato dove abbondano il buon cibo e l'ottimo vino. "Caldo sangue "è il suo romanzo d'esordio.




di Suanna Fedra Roberti | Delos Digital | Paranormal romance
ASIN B017COFFWE | ebook 3,99€  Acquista


Fiorella Paris
Giornalista-tuttologa, per curiosità e necessità professionali. Si è occupata di comunicazione politica nel Consiglio regionale lombardo. Per molti anni notista politica, responsabile della pagina Donna di un settimanale dell’Altomilanese, blogger e testimone dell’evoluzione del femminile plurale nella società.
Quote Rosa in Lombardia, Aracne editrice.
Il presidente e tutte le donne dell'harem, Cavinato Editore.

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