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"Le figlie di Hanna" di Marianne Fredriksson, recensione di Lara Zavatteri


"Le figlie di Hanna" di Marianne Fredriksson, TEA, 2005, tre donne, tre generazioni.

Tre donne, tre generazioni, tre mondi uguali eppure diversi. Se vi piacciono le saghe familiari, in particolare quelle dove le donne sono le protagoniste, questo libro non potete perderlo. Premetto: ha i suoi annetti, non è stato pubblicato di recente, ma se non l'avete mai letto ne vale la pena.

Hanna
Si comincia a cavallo tra Ottocento e Novecento con Hanna, una ragazzina che vive al confine tra Svezia e Norvegia, in una famiglia povera. Violentata dal cugino, dopo mille umiliazioni viene costretta a sposare il mugnaio del paese, un uomo venuto da fuori, un forestiero, con parecchi anni più di Hanna. Al mulino Hanna ci arriva accompagnata da Ragnar, il figlio nato dalla violenza, che il mugnaio “adotta” volendogli bene come un figlio. Hanna, forse anche per quanto ha subito, per tutta la vita si dimostra una donna piuttosto fredda, brusca, anche se vuol bene al marito e ai figli che nascono da questa unione e a Ragnar. La vita al mulino non è semplice, ma la vita di Hanna e del mugnaio viene rallegrata con l'arrivo della piccola di casa, Johanna. La bambina si attacca subito molto al padre, che muore quando lei ha otto anni. A quel punto, avviene un cambiamento, perché Ragnar, che ha fatto fortuna in città, decide di trasferire lì tutta la sua famiglia e la fidanzata. Così, Hanna lascia per sempre il mulino e la valle.

Johanna
Al contrario della madre, Johanna si adatta bene alla vita cittadina. È una donna più indipendente della madre, appena può trova lavoro al mercato, ha un suo reddito e sembra avere scordato gli insegnamenti del padre, soprattutto il contatto con la natura. Ma quando un'esplosione rischia di farla morire, Johanna “sente” vicino a sè il padre e d'un tratto ricorda il ciuffolotto e le cascate del mulino, gli animali del bosco e l'amore che provava per il genitore. Da allora riesce ad avvicinarsi alla madre, molto diversa da lei, mentre Ragnar ha una sua famiglia, anche se è un dongiovanni. Amato da tutti, solo in occasione di un compleanno Johanna si accorge che il fratellastro e la madre hanno solo 13 anni di differenza e resta scioccata dalla verità. Accetta il corteggiamento di Arne, un ragazzo che la sposa e la porta a vivere in un nuovo quartiere, dove però l'indipendenza di Johanna si perde un poco: lavora molto meno al mercato, occupandosi quasi esclusivamente di casa e famiglia, compresa la figlia, Anna.

Anna
Il racconto è, in realtà, quello di Anna. Sarà l'unica a rivedere l'antico mulino, ma anche a trovare una sua indipendenza. Ha un compagno e delle figlie, ma lavora come scrittrice e dopo la morte del padre e della madre decide di riscoprire il passato della sua famiglia, iniziato nella vallata del mulino. Un percorso a ritroso nel tempo, che evidenzia non solo le difficoltà cui vanno incontro le donne protagoniste, ma anche e soprattutto la loro forza.

Ragnar
Un altro protagonista forte del libro, che è impossibile non amare, è Ragnar. Fortemente legato alla madre, muore una settimana dopo di lei. Ha una famiglia ma non disdegna la compagnia di altre donne, ha avuto una relazione clandestina anche con la zia, sorella di Hanna, che nessuno ha mai scoperto. Ama il rischio, si lancia negli affari e per quello riesce ad avere successo in città. Se Johanna era la preferita dal padre, Ragnar resterà sempre quello della madre.

Perché leggerlo
Per scoprire il mondo magico tra Svezia e Norvegia, la dignità di Hanna, la voglia di emancipazione di Johanna, la vita realizzata (o quasi) di Anna e l'anticonformismo delle sue figlie. Per innamorarvi di questi personaggi, dei luoghi, delle vicende di tre donne che non si arrendono. Mai.



LE FIGLIE DI HANNA
di Marianne Fredriksson
TEA
Narrativa
ISBN 9788850209736
cartaceo 7,65€ | Acquista



Hanna, Johanna e Anna sono rispettivamente nonna, figlia e nipote.
Ma il legame che le unisce è ben più forte di quello del sangue. 
È un legame che si riassume in una semplice espressione che racchiude un destino: "essere donna". 
Il forte e toccante ritratto di tre donne al centro di una narrazione in cui si specchiano cento anni di storia svedese.


Lara Zavatteri
Classe 1980, vive e lavora nel paese di Mezzana in val di Sole (Trentino). Iscritta all'Ordine nell'elenco dei pubblicisti dal 2000, scrive articoli di cultura, ambiente e attualità locale. È anche blogger e autrice di libri.
Guardando le stelle, Un cane di nome Giuliano, Risparmia Subito!Amici per sempreCuor di Corteccia, Sopravvissuti, Youcanprint.
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La strada di casa, Edizioni del Faro.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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