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In primo piano

“Le dee del miele” di Emma Fenu, recensione di Liliana Sghettini


Le dee del miele” di Emma Fenu, Milena Edizioni, 2016.

In una Sardegna di tanto tempo fa “seduta su una sedia impagliata, sotto il porticato di canne antistante alla casupola, Caterina si accarezzava la rotondità del ventre... Aveva diciassette anni, un viso tondo dalle gote infantili e due seni gonfi da donna con una bambina ancora da svezzare e un primogenito di cui ricordare solo il primo, flebile, vagito.”
Un tempo accadeva questo, c'erano madri bambine che donavano la vita generando le loro creature e al contempo rinunciando alla loro stessa esistenza. Era stato il destino delle loro madri e delle loro nonne e così, semplicemente lo accettavano.
La donna, custode del dono più prezioso al mondo, si metteva al servizio di Dio per procreare e restava fedele alla prole e al proprio compagno.
Questa era stata anche la storia di Caterina dal giorno in cui sua madre aveva risposto alla maestra dicendo: “Per lei è una bambina, Signora, per me è la figlia maggiore, ha frequentato la seconda e le sarà più che utile nella vita. Senza l’aiuto di tutti la famiglia non tira avanti.”
Il passaggio del testimone era avvenuto, il suo destino stabilito e Caterina, nascosta dietro un muro, aveva ascoltato tutto e giurato a se stessa che anche lei sarebbe stata moglie e madre, ma avrebbe donato ai suoi figli ciò che le veniva negato: l'opportunità di studiare.
Erano anche i tempi in cui “La vita era semplice, ma impregnata di magia, se pur senza sfavillii fasulli, se non quelli universali delle stelle ricamate sul manto ebano di Iside che sovrastava le notti estive” e Caterina viveva questa magia, viveva il segreto della Natura, artefice e custode del destino umano.
Caterina amava Pietro anche se “conoscevano l’uno dell’altra solo la voce, l’anima e la pelle di pochi centimetri di mani, prima che il sacramento li rendesse una carne sola.”.
Anche Pietro amava Caterina nell'unico modo concesso a quei tempi e poi nelle calde notti d'estate si fantasticava sul momento in cui il desiderio sarebbe divenuto realtà. Ebbero dieci figli e durante l'ultimo parto Caterina rischiò anche di morire...

Il romanzo di Emma FenuLe dee del miele”, Milena Edizoni, è un meraviglioso ritratto di una Sardegna di tanto tempo fa intessuto di storie di donne che con coraggio e sacrificio accettano il loro destino.
E' una meravigliosa foto in bianco e nero i cui personaggi non sono immobili ma sembrano essere ancora vivi. Le loro vicende, infatti, continuano ad essere narrate con le vite di coloro che sono rimasti, coloro che hanno assistito e vissuto i cambiamenti che il Tempo ha loro riservato.
Il Tempo che ingiallisce la carta stampata ma trasforma anche i luoghi e laddove c'era la casupola di Caterina poi ci sarebbe stata una villa ad accogliere nuove vicende e nuove persone.
Caterina continua a vivere grazie ai suoi figli e ai suoi nipoti le cui storie si sono intrecciate come fili di lino su un telaio, svelando un'altra trama ed arrivando fino ai nostri giorni...
Le donne del romanzo di Emma Fenu sono tante e tutte simili benchè diverse.
C'è anche Lisetta, bambina forte prima e donna ambita poi, Lisetta con un destino che sembra tristemente ancorato ad un cieco diniego per il quale il vero amore conta meno di tutto il resto. Lisetta che accetta persino la morte di sua madre, stigmatizzata dai continui e ripetuti racconti di “Tzia Marta”, mamma adottiva, perchè nel romanzo di Emma Fenu, le donne sono madri, anche se non hanno generato! Lisetta che con il passare degli anni e delle rughe comparse sul viso diventa Donna Lisa, ferma nelle sue posizioni, ma non abbastanza dinanzi all'avvicendarsi di problemi economici dello zio che, rimasto solo, la costringe ad un matrimonio di interesse.
E se Lisetta “si piegò, ma non si spezzò, convinta di essere di ferro”, quando le impedirono di sposare il suo Osvaldo, Donna Lisa divenne “anche lei, una canna al vento, ma lo avrebbe scoperto solo anni dopo”. Lo avrebbe scoperto quando la casa dei suoi genitori, da tempo immemore rimasta blindata celando le verità su suo padre, finalmente si sarebbe aperta...
Ma é poi cosi sbagliato essere come “canna al vento”?
Emma Fenu ha posato su carta come farfalla su un fiore, le emozioni di una terra arsa dal sole, arida per certi versi ma feconda per altri, feconda di solide tradizioni che hanno accompagnato e segnato intere generazioni. Tradizioni condivise e subite ma fulcro della vita di uomini e donne, colmi di fede in Dio e in se stessi.
Tradizioni e riti dal sapore antico, propiziatori o rivelatori, come quelli che si accinge a compiere Lisetta quando aspetta un bambino e “Sapeva che sarebbe stata una femmina: aveva fatto cadere una goccia di latte in un bicchiere d’acqua e l’aveva vista restare a galla. Se fosse andata a fondo, invece, l’erede sarebbe stato maschio.”
E' questo un romanzo, “Le dee del miele”, ricco di immagini evocative di persone, di paesaggi e di storie il cui filo conduttore sono i sentimenti della vita e per la vita. La vita in tutte le sue forme, quella donata con il parto ma anche quella intesa nella sua più elevata accezione del sapersi “dedicare” regalando amore e rispetto.
Amore incondizionato che alimenta Lisetta quando decide che “madre sarà, comunque” prima dell'arrivo di Marianna.

“Lisetta la cullava fra le braccia, cantandole le ninna nanna che Tzia Marta le aveva insegnato e che, a sua volta, essa stessa dalla propria madre aveva appreso, come un atavico incantesimo. Era una nenia struggente...”

Marianna sarebbe cresciuta come una bambina nobile e una volta divenuta donna, avuto il suo primo ciclo mestruale, mandata a studiare in un collegio di suore. Era usanza dei tempi conseguire una rigida istruzione presso istituti religiosi dove l'apparenza è immacolata ma dove gli istinti umani si mescolano alle ferree credenze religiose. Marianna bimba molto intelligente avrebbe accolto le regole “divine” imposte delle suore pur domandandosi quanto potessero essere coerenti al comportamento umano.
La curiosità di bambina e il fervore della sua intelligenza l'avrebbero portata ad infrangere una di quelle regole con conseguenze del tutto insaspettate. Ma Marianna sarebbe diventata, dopo una giovinezza di turbamenti e incoerenze, una donna e una madre, generando la vita...
Nel ritratto di famiglia proposto da Emma Fenu, i figli sono figli per scelte di madri coraggiose e resteranno per sempre tali, così come le madri lo saranno sempre creando il solco da percorrere per tutti coloro che verranno.
In questo bellissimo romanzo l'autrice ha trattato con estrema naturalezza un tema molto importante, la morte, che compare quasi come “personaggio” lungo tutta la narrazione e vissuto con grande dignità e rispetto da tutti i protagonisti della vicenda.
La morte “dama misteriosa” che ci accompagna fin dal primo istante della nostra vita con l'importante ruolo di clessidra che libera giorno dopo giorno le sue piccole particelle di sabbia.
La scrittrice ha usato la parola come coltello per il dolore e come piuma per la gioia regalando al lettore preziosi momenti di vita in cui perdersi e ritrovarsi.


“Le Dee del miele” è una storia, ispirata alla realtà, che si snoda attraverso tutto il Novecento, ambientata in una Sardegna intrisa di mito e memoria. 
In tale contesto, in cui si fonde un universo parallelo di spiriti, fate e demoni, spetta al mondo muliebre vegliare sulla vita e sulla morte.
Le protagoniste sono, infatti, quattro donne: Caterina e Lisetta, fanciulle che non si conoscono, ma che diverranno consuocere; Marianna, figlia adottiva di Lisetta; e Eva, figlia di Marianna. Sono creature diverse fra loro, per ceto sociale e vissuto, ma legate dai fili del destino fino a divenire parte l’una dell’altra, tramite un cordone ombelicale di sangue, luna, farina, miele, mistero, esoterismo e agnizioni.
Sarà Eva a riannodare il filo rosso di mestruazioni, parti e aborti delle sue antenate e a scoprire il vero segreto del “dono” di famiglia.
Questa è, dunque, una storia di Donne. Donne madri, forti come Dee, capaci di rinascere dopo infinite eclissi. Donne mamme, lune piene, dolci come miele. Dee del miele.


di Emma Fenu | Milena Edizioni  | Narrativa, Non fiction
ISBN 978-8898377565 
cartaceo 7,56€  Acquista | ebook 3,49€  Amazon 


Lilliana Sghettini
Dottore Commercialista. Appassionata lettrice, si avvicina alla scrittura con alcune pubblicazioni di racconti brevi e scritti epistolari.
Impegnata nella scuola come rappresentante dei genitori, si interessa di pedagogia, didattica e psicologia.
Scrive recensioni, racconti, poesie e favole in compagnia di sua figlia, fonte inesauribile di ispirazione oltre che compagna di lettura.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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