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In primo piano

[Un racconto per capello] "Alcol" di Giulia Mastrantoni, illustrazione di Simona Bulla


Alcol: cosa non farei per lui. Ucciderei, sventrerei, squarterei.
Alcol: ci penso in ogni momento. Di notte, nei giorni depressi, in quelli felici.
Alcol: una storia che non avrà mai fine.
È l’amore reciproco che ci lega, l’attrazione che provo, la fatalità del nostro rapporto.
Alcol: ho rischiato la vita per lui.
Alcol. Tutto. Solo. Per. Alcol.

Già da piccola, ad Alice piacevano i nomi strani: aveva un peluche di nome Alcol, un cane di nome Spritz, un pesciolino rosso di nome Whisky.
Alcol: il suo primo peluche celeste, con gli occhioni e le guanciotte.
Lo portava con sé ogni volta che doveva commettere un omicidio. Era il suo portafortuna.

L’omicidio che Alice ricorderà sempre è stato anche quello più traumatico della sua vita. Se lo ricorda come fosse ieri. Era giovanissima e stava per andare a letto. I suoi genitori erano rimasti in salotto a guardare un programma televisivo non troppo interessante, mentre lei si stava dirigendo in bagno per spazzolare i denti. Sentiva le urla di personaggi poco educati che animavano il programma. Si stava specchiando, mentre applicava distrattamente il dentifricio sulle setole bianche. Si era bloccata. Aveva sentito qualcos’altro. Ma cosa? Un brusio strano, appena percettibile, le aveva fatto aguzzare le orecchie. Si era protesa verso la porta chiusa del bagno, pronta a carpire il minimo suono. Era rimasta immobile per qualche secondo, incapace di comprendere cosa fosse quel disturbo acustico così strano, ma certa di aver udito un rumore inusuale. Il volume della televisione era aumentato, anche se in modo appena percettibile. Alice si era fissata nello specchio. Occhi spalancati e pupille nere, labbra sottili che non mimavano il minimo movimento. Alice era perfettamente immobile.
Aveva spazzolato i denti rapidamente, senza pensarci su, aveva aperto la porta, spento la luce e si era diretta verso la sua camera da letto. Al buio, aveva sollevato le coperte e si era messa a letto, posizionandosi a pancia in sotto e tirando il piumino fin sopra la testa. Si era nascosta. Poi, il silenzio. La televisione era stata spenta e le luci del corridoio si erano accese. In pochi minuti, i suoi genitori si erano addormentati nella loro stanza e la notte era realmente scesa sulla casa. Ma quel suono incombeva ancora nel buio. Le tenebre erano così fitte da far sentire il loro peso sul corpo di Alice, impedendole di respirare liberamente. Più la ragazza cercava di restare immobile, più sentiva che qualcuno si stava avvicinando al suo letto. Cosa stava succedendo? 
Alice aveva 6 anni.

[CONTINUA]

Potete continuare a leggere questo racconto, insieme a tanti altri, nella nuova antologia di racconti illustrati edita dal collettivo Gli scrittori della porta accanto.


UN RACCONTO PER CAPELLO
Autori: Valentina Gerini, Stefania Bergo, Ornella Nalon, Elena Genero Santoro, Silvia Pattarini, Renata Morbidelli, Elia Spinelli, Tiziana Viganò, Gianna Gambini, Giulia Mastrantoni, Angelo Gavagnin, Liliana Sghettini, Fiorella Paris, Franco Mieli
Illustratori: Giorgia Catelan, Bruno di Marco, Simona Bulla

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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