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L'editoriale di Stefania Bergo: mamme blogger e scrittrici, sono davvero tutte supermamme?


Ultimamente, la figura della  mamma blogger è diventata di moda. Sta uscendo dall'angolino di casa, dove si trasforma in moderna Dea Kali, per approdare addirittura alla tv, negli spazi pubblicitari e nei salotti di opinionisti. E con essa, la meno esposta ai riflettori mamma scrittrice, che in comune ha la tastiera del computer e uno schermo perennemente imbrattato di pappe e polvere.
Ma perché le mamme blogger proliferano e sfornano, oltre ai pargoli e alle torte al cioccolato, ricette (www.mammarum.com), recensioni e consigli letterari (langolinodiale.com), oggetti handmade introdotti in riuscitissimi circuiti e-commerce, dritte sui figli o profonde analisi dei comportamenti materni (www.professionemamma.net), idee per intrattenere gli "gnomi" di casa nei pomeriggi piovosi riciclando bottiglie e rotoli di carta igienica (www.quandofuoripiove.com)?
Perchè è un modo per lavorare restando vicino ai figli piccoli da accudire. Che poi, lavorare. Davvero di lavoro si tratta? Tutte queste mamme, ci guadagnano? Forse. Altre lo fanno decisamente per passione o per evadere dalla routine e avere una vita oltre all'essere semplicemente mamma. Che poi, semplicemente... mah!
Alcune, dopo l'upgrade alla versione 2.0, diventano addirittura scrittrici. Si improvvisano selfpubhlisher di preziosi manuali su lifestayle materno, economia domestica, cibi sani per i pargoli e risparmio, o si fanno pubblicare da... Rizzoli, per esempio (machedavvero.it).


Da mamma blogger +  mamma scrittrice per nulla di successo, spesso mi chiedo: come fanno così tante donne ad avere sempre tutto sotto controllo?
Voglio dire, io ora sto scrivendo quest'articolo, mentre Emma è finalmente (forzatamente) a letto, la polvere si accumula palesemente e senza pudore sul televisore scuro e lo smalto rovinato delle mani attende quasi invano di essere rimosso o di scomparire per sublimazione (e stanchezza). Lotto per tenere gli occhi aperti, perché sono sveglia dall'alba, appisolandomi di tanto in tanto, rischiando pure di cadere dalla sedia o ritrovarmi una lunga serie di lettere quadrettate stampate in fronte, Non riesco a gestire una vita multitasking. Sono dunque una perdente?
Eppure, ho sviluppato l'ambidestrismo di mani e piedi dato che Emma è stata a lungo abbarbicata sui miei fianchi. È incredibile come abbia imparato in fretta a scrivere e mangiare con la sinistra quando l'avevo addormentata in braccio o quanto siano stati prensili i miei piedi, quando raccoglievo giocattoli e indumenti dal pavimento, riordinando mentre l'allattavo. Ma non so conciliare l'ispirazione letteraria alla mia giornata, a volte vittima dell'abusato richiamo MAMMA!, inflazionato fino a farne la parola più pronunciata al mondo checché ne dicano le statistiche.
Ma come sono davvero le mamme blogger e scrittrici? Dannatamente perfette, probabilmente lontane parenti di Mary Poppins?
Da quello che scrivono si intuisce abbiano ampie conoscenze, leggano decine e decine di libri. Dispensano consigli e suggeriscono soluzioni già testate, passando con estrema disinvoltura dalla ricetta della torta di acqua e verdura che piace tanto ai piccoli, al detersivo fai da te, dall'ultimo romanzo dell'Allende alla cornice per fotografie fatta con le molle del vecchio divano. Hanno case luminose degne di Vouge che fotografano per suggerire la nuova tendenza estiva in fatto d'arredamento, cucine impeccabili con tavole sempre squisitamente apparecchiate, altro che Cenerentola!, unghie laccate, capelli luminosi e fluttuanti, preparano cene da m@sterchef alle prese con la mistery-box, e avanza loro pure il tempo di lavorare (cioè, nel senso, fuori casa, perchè a detta di molti, la casalinga NON è un lavoro... 'taccisua!), scrivere un libro e le rubriche di un blog, e frequentare tre volte la settimana acquagym. E magari non hanno il cesto dei panni sporchi o da stirare sempre colmo e i loro figli perfetti crescono con i migliori insegnamenti.
Ma sono davvero così? Sono davvero uscite dal Mulino Bianco? Concordo che le mamme siano a prescindere il più fulgido esempio manageriale che, se applicato ad un'azienda, incrementerebbe i profitti istantaneamente mantenendo pure elevato il grado di soddisfazione dei dipendenti. Ma davvero si può riuscire a non sacrificare nulla in una giornata senza rischiare l'esaurimento nervoso? È solo questione di organizzazione? Vi prego, mamme blogger/scrittrici, ditemi il vostro segreto, perché io ho il fiatone la maggior parte della giornata e mia figlia mi rimprovera perché non gioco mai abbastanza con lei, finendomi con un'ingenua sciabolata: "Tu sei la mia mamma, dovresti giocare di più con me, invece gioca di più la zia... il computer non sente la tua mancanza, sai?". Ecco.



Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, 0111Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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7 commenti:

  1. io sono sempre incasinatissima, ho tre figli da gestire, la casa da mandare avanti, mille impegni quotidiani, lo schermo del computer quasi sempre acceso. Scrivo, leggo, recensisco, intervisto e immancabilmente la polvere si accumula sui mobili di casa, ogni tanto brucia qualche tegame, la lavatrice è perennemente in funzione mentre la pila dei panni da stirare si innalza come la temperatura del termometro quando si ha la febbre. In questo momento ho appena abbandonato la tastiera per soccorrere mio figlio più piccolo, incastrato tra il divano e il muro nell'intento di recuperare un gioco. Ma devo dire che sto bene così, nella mia confusione, nel mio disordine quotidiano, per questo non mi sento imperfetta, diciamo che mi sento impegnata. Credo che le mamme perfette siano figure mitologiche, ostentate dalla televisione, o forse qualcuna di loro esiste in una realtà un po' diversa dall'ordinario, nel senso che queste persone hanno la fortuna di avere alle spalle dei collaboratori, che in alcuni casi si chiamano nonni, in altri casi sono veri e propri dipendenti regolarmente retribuiti. E queste minoranze di supermamme possono anche permettersi di ostentare una casa impeccabile, scintillante come il castello di Cenerentola, presentare colazioni da mulino bianco, e ovviamente capelli perfetti e unghie immacolate, per terminare con un evidente trucco ben curato. Ma una volta tolta la maschera, si rivelano truccate come gli appalti nella pubblica amministrazione!

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  2. Hahaha, grazie Silvia!! Mi sento un po' meno fallita... e semplicemente, una mamma reale!!
    Ora scappo, che devo portare Emma dai nonni e andare al lavoro!! :-P

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  3. Come ti capisco, Io sono diventato padre quando di solito si diventa nonni, a 55 anni, ex portuale a riposo con la moglie che lavora. Mi sono vissuto la paternità, nel bene, tantissimo, e anche nel male; la bambina l'ho accudita più io della mamma, ecco che si capisce bene anche il mio libro. I papà sono normalmente inesistenti, vanno via da casa la mattina con il pargolo ancora a letto, e tornano la sera con il pargolo già a letto. Un bel giorno girando per la casa, si trovano tra i piedi questo figlio grande che non conoscono e poche volte capiscono. A volte mi rendo conto che la mia signora, abituata al sottoscritto in casa, non capisce pienamente la fortuna. Io invece capisco voi Donne, Mamme e Lavoratrici, con mariti il più delle volte, troppo impegnati. Alla fine, la mia esperienza mi dice che le donne lavorano nella propria vita molto più dell'uomo e se donna dovrò rinascere in una prossima vita, spero di ricordarmi di tutte queste riflessioni per fare scelte consapevoli. Silvia è eroica, tre figli da gestire oltre al resto della vita, ma quale disordine, io sarei al manicomio per molto meno.

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  4. ahahah Angelo, mi fai troppo ridere! Io eroica? doveresti vedere in che condizioni verso, generalmente sembro una scappata da casa! Specialmente la mattina... ;-)

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  5. Ti capisco perfettamente Stefania! Io sono tutt'altro che perfetta, credimi! Da quando sono diventata mamma non faccio altro che rincorrere il tempo. Non leggo più decine di libri (se riesco a leggerne 1 o 2 al mese è già un miracolo) e, come te, sfrutto i (pochissimi) momenti in cui il piccolino decide di farsi un (brevissimo) riposino, per cercare di scrivere qualcosa. Spesso anch'io ho la sensazione di essere una fallita (si accumulano le lavatrici da fare, i post da scrivere, la polvere da pulire ecc.) ma mi rendo conto che i ritmi non possono più essere quelli di una volta. Ora la priorità è lui! Se anziché pubblicare un post sul blog ogni 2 giorni, ne pubblico 1 al mese...chi se ne frega! Cerco di prenderla un po' come viene, senza farmi il sangue amaro per ciò che non sono riuscita a fare. Al contrario: cerco di darmi una pacca sulla spalla e di congratularmi con me stessa per quello che invece sono riuscita a fare (anche se poco!). Un grosso bacione e a presto!

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  6. Grazie, cara Ale ^_^
    Quando finalmente Emma dorme e posso dedicarmi al blog e a scrivere, mi ricordo di avere ancora i piatti da lavare e la lavatrice da stendere... ed è un attimo deprimersi, effettivamente! Ma poi, quando l'ultimo calzino è sullo stendibiancheria, i piatti asciutti sul ripiano, l'articolo pubblicato e le tapparelle abbassate, dovrei congratularmi per aver concluso un'altra giornata... senza sclerare!! :-D
    Un grande abbraccio a te supermamma! ^_^

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    1. Allora sei tu la super-mamma! Perché invece io qualche volta sclero! Ed ho un solo figlio...immagino quelle che ne hanno 2-3! Viva le mamme, tutte! Un grande abbraccio anche a te ;-)

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