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In primo piano

L'editoriale di Elena Genero Santoro: una torta di mele coi figli, la ricetta della felicità


Prendi due mele. Due belle mele rosse e succose. Sì, lo so, la regola aurea della torta di mele impone l’uso delle mele renette, ma tu non le hai in casa. E poi vuoi mettere quanto sono più graziose due belle mele rosse e rotonde piuttosto che due mele renette piccole e stortignaccole?
Comunque.
Pela le mele.
Prendi il taglia verdure manuale, quello multilama. Quello che qualche mese fa tua figlia di sette anni ti ha costretto a comprare su Amazon perché l’ha visto in tv e si è convinta che ne avresti fatto un grande uso. E nonostante tu in cucina abbia già ogni sorta di diavoleria molto più sofisticata, sei stata costretta ad ammettere che tua figlia aveva ragione, che quell’arzigogolo multifunzione in fondo ti serve e lo usi. O forse lo usi perché sai che lei è contenta quando lo fai.
Chiama i tuoi figli di sette e quattro anni e obbligali a lavarsi le loro tenere e luride manine che fino a un attimo fa erano immerse nella kinetic sand. Col sapone, mi raccomando.
Affida a ciascuno di loro una mela e fagliela grattugiare col taglia verdure su cui hai montato la grattugia.
Spruzza sulle mele grattugiate qualche goccia di limone.
Prendi una bowl capiente e rompici dentro due uova. Dai un cucchiaio a ciascuno dei figli e chiedi loro di sbattere le uova. Seda la lite nata tra i due che non riescono a coordinarsi e pretendono di predominare uno sull’altra.
Pesa 150 grammi di zucchero e aggiungili nella bowl. Osserva i tuoi figli mentre iniziano a girare i loro due cucchiai in modo armonizzato, finalmente.
Pesa 150 di farina senza glutine e aggiungi anche quelli nella bowl, insieme a una bella spolverata di cannella e a un flaconcino di aroma di limone. Sì, lo so, i puristi obietteranno che la scorza grattugiata è tutta un’altra cosa, ma oggi ci gira così.
Controlla che i figli abbiano mescolato bene l’impasto. L’hanno fatto, e l’impasto è venuto anche molto omogeneo. È perché li hai allenati bene, tutte le volte che li hai fatti amalgamare l’impasto dei pancake al mattino della domenica. E loro hanno imparato perfettamente che il latte si aggiunge un poco per volta altrimenti nei pancake si formano i grumi.
Oggi però l’impasto è persino un po’ asciutto, ma a quel punto tu sciogli il lievito chimico in due dita di latte di mandorle e… magia! Il contenuto del bicchiere si gonfia a dismisura e tu versi sulla pastella una soffice schiuma bianca.
Intanto i tuoi figli si danno da fare per inglobare il lievito liquido nel resto della torta e già che ci sono assaggiano il frutto del loro lavoro, notando che il lievito, ahimé, pizzica un po’.
Aggiungi anche le mele grattugiate nella bowl, dai ancora una vigorosa mescolata e il gioco è fatto. Versa il tutto in una teglia a forma di cuore imburrata e infarinata e dopo aver tolto dal forno lo sformato di amaranto e verdure (oggi sei davvero ispirata), mettici dentro la torta, che resterà lì dentro per 40 minuti a 180°C.
Infine osserva i tuoi figli tornare a litigare per contendersi la bowl di cui vogliono leccare il fondo e intanto pensa che tutto quel che hai fatto per loro è valso la pena, che tutti i sacrifici affrontati hanno avuto un senso.
Pensa che ci sono stati tempi grami e che altri ne verranno.
Pensa che essere madre è uno struggimento continuo, che i tuoi figli non resteranno bambini per sempre, che un giorno ti rinnegheranno, che gli ormoni intaseranno il loro cervello e li trasformeranno in adolescenti insicuri e contestatori.
Pensa che i tuoi figli faranno cose di cui non sarai fiera per niente, eppure dovranno prendere le loro nasate.
Pensa che avrai sempre paura che si facciano più male di quanto possano reggere.
Pensa che essere madre significa avere addosso un sottile strato di ansia continua, che si allenta solo alla sera quando i bambini sono addormentati e beati nei loro letti e tu credi che tutto sia sotto controllo, almeno fino al mattino seguente.
Pensa che un giorno li perderai, in un modo o nell’altro, che hanno iniziato a lasciarti nel momento in cui li hai messi al mondo e proseguiranno la loro corsa nello spazio e nel tempo. E tu non potrai proteggerli.
Ma adesso loro sono qui, nella tua stessa stanza, e stanno leccando la bowl sporca della torta che avete fatto insieme.
Adesso sono qui felici che tu li abbia coinvolti, come spesso accade, nelle tue faccende di cucina, e ti ringraziano guardandoti con i loro occhi adoranti. Ti amano e te lo dicono senza pudori.
Pensa che la felicità ha il sapore di una torta di mele e dura quanto un morso.
Per lo meno, a fare una torta gliel’hai insegnato. E per ora te lo fai bastare.

Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag
L’occasione di una vita, ebook Lettere Animate
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.
Il tesoro dentro, 0111 Edizioni.

About Elena Genero Santoro

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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