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[Professione lettore] L'editoriale di Lara Zavatteri: volevo essere Jo March


Capita, a volte, di imbattersi in libri e in personaggi femminili che non dimentichiamo più per tutta la vita. Capita anche di provare molta simpatia per loro, di voler essere loro. Non è stato così, forse, per molte, moltissime, che hanno letto “Piccole Donne”? 
Inutile nascondere che tra le protagoniste - 4 sorelle e la madre - quella che spicca è Jo, non a caso una sorta di alter ego della scrittrice del libro, Louisa May Alcott
Siamo nell'America del 1860 circa, c'è la guerra, il padre della ragazze è un pastore finito anche lui nel conflitto. Da sole, cercano di andare avanti con i pochi mezzi di cui dispongono ma sempre con tanta fantasia, creatività, allegria. Meg è la sorella maggiore, quella più posata, senza particolari doti artistiche, poi c'è Jo, la scrittrice, Beth, che suona il piano e Amy che ama dipingere. ([Quiz] Quale sorella March ti assomiglia di più?)

Jo è una ragazza che precorre i tempi. Pensa che una donna possa fare tutto quello che vuole, ha un ragazzo per amico, Laurie, si taglia i capelli quando in casa c'è penuria di denaro, vendendoli, scrive racconti e ne guadagna qualcosa. Vuole scrivere nella sua vita, è la più coraggiosa, ma dovrà superare molte tribolazioni. Nel primo libro, la malattia al fronte del padre, Beth che si ammala (morirà nel seguito “Piccole donne crescono”), successivamente il rifiuto a Laurie, che diventerà suo cognato sposando Amy, francamente insopportabile e superficiale che di più non si potrebbe. Resta a casa quando toccava a lei partire per il Grand Tour con la zia bisbetica di cui si è sempre occupata, mentre parte Amy.

I viaggi di Jo
Come non provare compassione per Jo che, come una moderna badante per anni si occupa di una prozia insopportabile che, alla fine, preferisce sua sorella per visitare l'Europa? Cosa sarebbe cambiato se, durante quel viaggio, non fosse stata Amy a incontrare nuovamente Laurie, ma Jo? Indubbiamente tutti i lettori di allora (e tutti quelli dopo) si aspettavano il lieto fine per Jo e Laurie che, invece, resteranno buoni amici per tutta la vita. Sarà invece a New York che Jo imparerà a scrivere e incontrerà un professore con il quale fonderà una scuola, nella casa della ormai defunta prozia.

Cosa piace di Jo
Nell'Ottocento essere come Jo era sicuramente qualcosa di eccentrico. È un po' un maschiaccio, ride di gusto, coltiva amicizie maschili senza preoccuparsi di pettegolezzi, scrive, guadagna dei soldi suoi, ha dei progetti. È una donna che sa quanto poco vengano considerate le donne, eppure non rinuncia a sognare un futuro per se stessa.

I QUATTRO LIBRI DELLE PICCOLE DONNE
Piccole donne - Piccole donne crescono

Piccoli uomini - I ragazzi di Jo
di Alcott Louisa M.
Einaudi
cartaceo 16,15€  Acquista

Il finale
Però, Jo nei libri dedicati alle Piccole Donne poteva avere un finale diverso. Alla fine apre una scuola solo perché ha sposato un professore, mettendo da parte, se non con qualche successo editoriale, la sua carriera di scrittrice. Dopo la tragica morte di Beth, cui era molto affezionata, come le altre sorelle si sposa e ha dei figli e le sue ambizioni vengono messe in secondo piano. In sostanza, lo si può leggere ne “I figli di Jo” c'è poco che la differenzia dalle sorelle, mentre prima era quella che spiccava tra tutte. Forse l'autrice poteva regalarle un maggior successo personale, farla continuare a scrivere - anche se in parte lo fa - insomma non toglierle quel mordente che inizialmente è il suo tratto distintivo.

Perché piace Jo
I motivi sono diversi. Oltre ad essere fortemente indipendente, Jo legge, s'interessa di politica, ma ha anche un grande cuore e si preoccupa per tutti. Inoltre, ama la scrittura e i libri sopra ogni cosa. Questo e molto altro fanno di Jo March un personaggio indimenticabile.

I film
Dal libro sono stati tratti diversi film, bellissimo quello con Susan Sarandon nel ruolo della madre, Winona Ryder in quelli di Jo e Christian Bale (sì, proprio Batman!) in quelli di Laurie.





Lara Zavatteri
Classe 1980, vive e lavora nel paese di Mezzana in val di Sole (Trentino). Iscritta all'Ordine nell'elenco dei pubblicisti dal 2000, scrive articoli di cultura, ambiente e attualità locale. È anche blogger e autrice di libri.
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Reset, Photocity.it.
La strada di casa, Edizioni del Faro.

About Stefania Bergo

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