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In primo piano

[Professione scrittore] L'editoriale di Elena genero Santoro: la mia intervista estemporanea organizzata da SEU


Divertente e originale l'intervista in cui sono stata coinvolta il 5 maggio per opera del gruppo SEU.
SEU, Scrittori Emergenti Uniti, è un'associazione di scrittori di cui faccio parte e con la quale ho proposto i miei libri al Salone di Torino 2016.
È un gruppo molto attivo che organizza eventi volti a promuovere e infatti una delle tante idee che portano avanti è quella di intervistare online in contemporanea due autori in una fascia oraria stabilita in precedenza.
Quindi viene creato su Facebook un evento estendibile a tutti gli amici e nell'ora indicata chiunque può fare delle domande (sul libro, sulla letteratura, sulla vita) a cui l'autore deve rispondere, mentre una serie di domande viene preparata dal direttivo del gruppo.

L'ora online è trascorsa molto in fretta e in maniera davvero gradevole, tanto che non me ne sono neppure accorta. Un'esperienza da ripetere! Senza contare che ho avuto modo di conoscere un altro interessante autore, Lorenzo Bosisio,  che ha condiviso con me l'esperienza.
Dimenticavo, questa volta il mio obiettivo era promuovere, in modo particolare il mio ultimo libro, Il tesoro dentro.
Ho selezionato le domande più interessanti che mi hanno rivolto e ve le ripropongo, ringraziando gli autori di SEU e i lettori che si sono prestati per questo divertente evento e per le opportunità di riflessione che mi hanno dato.

PS: alcune domande sono rivolte solo a me, altre a entrambi gli autori. Ho preferito lasciarle nella forma originale.

Elena come coniughi il tuo lavoro con la scrittura? Ne fai confluire una parte?
Ciao a tutti e grazie per questa bellissima opportunità. Nella mia vita privata sono un ingegnere e lavoro in una grande azienda. Quindi la mia abilità è organizzare gli orari di lavoro in ufficio (8-19 compreso il viaggio) con quelli di scrittura (essenzialmente weekend e qualche volta la sera). Apparentemente lavoro e scrittura non hanno nulla in comune. In realtà nel mio lavoro serve anche molto la capacità di comunicazione. Spesso devo presentare il mio operato e devo farlo nel miglior modo possibile. In tre occasioni sono stata relatrice di tesi. E per contro la costruzione di un romanzo è per me un vero e proprio progetto, quasi un'opera ingegneristica. Per cui lavoro e scrittura si bilanciano e si compensano. Non potrei fare a meno di nessuna delle due cose.

Come nasce la voglia e il bisogno di scrivere?
È una droga... :D
No, diciamo che è il modo in cui riesco a comunicare meglio. Non sono io che posso dire se so farlo davvero bene, ma è indubbiamente la forma migliore in cui so esprimermi (e dire che nella vita ho cantato, ho fatto teatro, ho disegnato fumetti). Alla fine sono tornata alle origini. Scrivere mi aiuta a pensare, a riflettere, a sognare, a sciogliere i miei nodi.


La definizione del tuo libro è "giallo psicologico". Potrebbe essere molto interessante (e sicuramente lo è). Spiegaci come nasce e perché questa definizione.
Oh guarda, la motivazione è molto meno aulica di quello che si può pensare: la definizione l'ha data il mio editore, dovendo catalogare il testo! :-) Il motivo è che è un romanzo molto introspettivo e psicologico, con grande spazio per i sentimenti e moti dell'animo, nel quale, pian piano, prende piede una trama gialla, un mistero che viene pienamente svelato nel finale. Se chi mi legge si aspetta un thriller mozzafiato, ha sbagliato libro. Se il lettore invece cerca una storia di amore, di amicizia e di solidarietà, con qualche colpo scena, allora magari resterà soddisfatto. Comunque il finale che riguarda il mistero non è poi così scontato...

Come sono nati i vostri personaggi? E a quale siete più legati?
Confesso che sono nati prima i personaggi. C'è un danese poliglotta, scrittore, che ha deciso di lasciare tutto e di venire a vivere nella mia città, Torino. Lui esiste per davvero, ma ovviamente la storia che gli ho fatto vivere è tutta inventata. E poi c'è una donna svanita, una che fa ragionamenti strani, che ha forti manie di persecuzione e su cui grava una diagnosi di malattia mentale seria. Anche lei esiste davvero. Infine c'è un'amica fedele, una di quelle che ti difenderebbe fino allo stremo. Mi sono domandata: cosa succederebbe se tutti questi personaggi facessero parte della stessa storia? E così è nata Anna, la protagonista, che li raccorda tutti e tre.

In quale genere letterario sapete di non poter competere? O meglio, in cosa evitereste come la peste bubbonica di cimentarvi?
Ci sono cose che non mi attirano: non me ne voglia Lorenzo Bosisio, il fantasy... :-P e anche l'erotico, l'horror e il rosa sdolcinato. Non sono per me. Poi ci sono cose che non so fare: non so scrivere per metafore, anacoluti e figure retoriche: ho una scrittura diretta e liscia. Mi piace calare le storie nella realtà, mi documento molto, caratterizzo bene i personaggi, mi dicono. Sono diventata più accurata nelle descrizioni degli ambienti, che prima volutamente tralasciavo, e ogni tanto mi cimento con trame giallognole (non proprio gialle da cima a fondo). Se da questo cavo fuori qualcosa di buono, bene. Al contrario, non posso essere competitiva. E poi aggiungo: ho scritto anche due romanzi (ancora inediti) in cui ho cercato di fare un po' ridere. Dio solo sa se ci sono riuscita. La vena ironica non mi manca ma un conto è fare una battuta ogni tanto, un conto è dover tenere alto il morale per tutto il romanzo: è una faticaccia assurda, molto più difficile che far piangere. In passato non riuscivo a stimare la Kinsella per i suoi romanzetti chick-lit, poi l'ho rivalutata in forma assoluta! Ecco, un chick-lit non sarei in grado di scriverlo perché io, che fondamentalmente sono una persona malinconica, metto sempre un retrogusto amaro in ogni narrazione umoristica.

Le vostre cover sono particolari, entrambe nella loro totale diversità. Come nascono? A chi vi siete affidati per crearle?
La foto l'ho scelta io e devo dire è stata molto azzeccata perché è piaciuta a tutti. La grafica è stata curata dalla CE.

Hai già pubblicato molti libri... c'è un filo conduttore tra tutti i tuoi lavori?
Ho scritto una serie di 10 romanzi, non tutti editi, che hanno per protagonisti una coppia: Futura e Patrick. Quattro di questi dovranno uscire con Lettere Animate prossimamente. Gli altri romanzi (Il tesoro dentro, Gli Angeli del Bar di Fronte) sono indipendenti, ma hanno tutti in comune una cosa: l'attenzione per certi temi sociali che spaziano dal ruolo della donna alla violenza di genere, dall'immigrazione alla malattia mentale.

Elena, Il tesoro dentro è un libro che ancora devo leggere, ma conoscendo altri tuoi precedenti lavori mi aspetto un romanzo con differenti personaggi dalle storie che si intrecciano. Mi sbaglio? A chi ti ispiri, in generale, per i tuoi personaggi? Ci sono riferimenti alla vita reale?
I riferimenti alla vita reale ci sono eccome... Ma tutto opportunamente miscelato. Le storie che si intrecciano ci sono, ma c'è un filo conduttore più definito e tutti i personaggi sono legati tra loro e ruotano intorno a un unico perno. La narrazione è in terza persona, al contrario che in Gli Angeli del Bar di Fronte.

CE o self e perché? Raccontateci la vostra esperienza!
Sono partita, da inesperta, con un self cartaceo ed è stato un disastro: non si vende. Con una CE se sei conosciuto all'inizio acquisti più credibilità. Se poi sarà così famosa da avere il mio pubblico a prescindere, magari tornerò al self, diversi autori lo fanno, ma devo dire che con le mie CE mi trovo molto bene, mi guidano, controllano il testo, e al momento non ho motivi per rescindere.

Cosa fate per promuovere le vostre opere?
Scrivo sul blog Gli Scrittori della Porta Accanto di cui sono cofondatrice. Promuoviamo tutti gli esordienti, e ovviamente noi stessi. Scrivo diversi editoriali di letteratura, arte, cinema e viaggi, in italiano e in inglese. Un po' è servito per farci conoscere.

Altra domanda, in che momento della giornata preferite scrivere? Scrivete appena vi coglie l'ispirazione o coltivate con calma i pensieri prima di stamparli su carta?
E' un lavoro strutturato, anche perché posso scrivere solo in certi momenti. Porto sempre con me un quadernetto in cui appunto eventuali idee. Quando non posso scrivere lascio che la mente vaghi e mi dedico al brainstorming. Cerco mentalmente di trovare vie e modi funzionali di fare proseguire la storia. Quando sono davanti al pc metto nero su bianco quello che ho pensato.

Come nasce la voglia di leggere ?
Nasce dalla voglia di sentirsi raccontare una storia di cui abbiamo bisogno. Io, parlo per me, leggo di tutto, ma non tutto. Cerco ciò di cui ho bisogno

Perché se c'è chi scrive ci sarà anche chi lo legge il libro.
Infatti il difficile è proprio questo: saper scrivere una storia che qualcuno deve aver voglia di leggere, che può suscitare qualcosa, che può essere recepita. Un testo può essere molto ben fatto ma parlare di cose che nessuno vuole sentire. O non comunicare le cose nella maniera giusta. Il successo di un libro, oltre che dalla fortuna, è dato dal connubio tra lettore e scrittore. Io ho scritto tante cose, ma non tutte sono pubblicabili, per i motivi di cui sopra. Senza contare che ognuno può recepire un libro in modo personale... Diciamo che un libro è fatto da due persone, lo scrittore e il lettore.

Progetti futuri?
Ho appena finito di scrivere il mio ultimo canovaccio. Adesso ci sarà da lavorare un po', un bel po', con l'editing di cose che ho scritto in questi anni e vedere cosa ne viene fuori. Ho firmato 4 contratti con Lettere Animate per altrettanti miei vecchi libri (quelli della serie di Futura e Patrick) e attendo che vengano pubblicati! Non giro mai al minimo!

Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag
L’occasione di una vita, ebook Lettere Animate
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.
Il tesoro dentro, 0111 Edizioni.

About Elena Genero Santoro

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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