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L'editoriale di Lara Zavatteri: i maestri, quelli che ci insegnano ad amare la lettura e a sviluppare la fantasia


Quelli che ci insegnano ad amare la lettura, la scrittura, a sviluppare la fantasia. 
Ci si nasce? Può darsi. A molti bambini leggere non piace, e così neppure scrivere. Tanti amano di più i numeri, la matematica, le scienze, sono portati più per la logica, il ragionamento. Poi, ci sono quelli che invece amano la letteratura, la storia, tutte le materie umanistiche. Ma dove? E dove, se non alla scuola elementare? Sì, perché anche se non si sa come uno nasce, con che interessi, con che potenzialità, è a scuola che un bambino capisce cosa gli piace. E loro, “quelli che ci insegnano ad amare la lettura, la scrittura, a sviluppare la fantasia” sono i maestri.
Prima che i bambini si perdessero dietro smartphone, iPad, tablet, iPod, videogame, prima che condividere tutto fosse più importante di vivere un momento, ci sono stati bambini che tutte queste cose non le hanno avute, eppure, pensate un po', sono sopravvissuti lo stesso anche senza computer e Internet. Sono quelli che guardavano alla tv Bim Bum Bam, quelli che andavano a casa da soli, anche sotto la pioggia, quelli che mangiavano le Big Babol, quelli che a casa avevano per tema “descrivi il tuo presepe” e non vedevano l'ora di farlo, per parlare di quella particolare statuina, quelli che bastava un pallone per divertirsi e d'estate facevano il bagno nel torrente senza genitori. Quelli che giocavano a Strega comanda color, Un due tre stella, nascondino. Quelli della generazione degli anni Ottanta, insomma, l'ultima a non aver avuto un sacco di cose tecnologiche che sono venute poi. Anch'io sono di quella generazione, ma in compenso ho avuto molte ma molte cose.
La biblioteca profumata. A scuola avevamo una piccola biblioteca in classe, potevamo prendere in prestito un libro e portarlo a casa. C'era una collana di libri, tutti con storie diverse, ognuno con le pagine che profumavano di fragola, lampone e altri frutti che accompagnavano nella lettura. A me quella pareva una cosa un po' magica perché oltre a leggere potevi “annusare” il libro (La collana Beccogiallo profumato).
La pioggia di caramelle. Per anni, dopo, l'ho immaginata. “La pioggia di Piombino” è un storia di Gianni Rodari che narra di come dal cielo, ad un certo punto, anziché cadere pioggia cadessero caramelle. Ne venivano giù così tante che gli alunni delle scuole potevano riempire le cartelle, le strade ne erano ricoperte. Un'altra piccola storia che mi sono portata dietro e alla quale ripenso, a volte, quando guardo il cielo.

FAVOLE AL TELEFONO
di Gianni Rodari
Einaudi
EAN 9788879261135
cartaceo 12,00€  | Acquista 

narrativa per l'infanzia 6+


I temi del Natale. Anche sotto le feste di Natale avevamo dei compiti. A me i temi da svolgere piacevano molto perché chiedevano di descrivere il nostro albero di Natale e il presepe, il quale aveva una statua che ho anche oggi: è un pastore su una roccia, con una lanterna in mano, che cerca una pecorella. L'avevo portata anche per il presepe della scuola e la conservo come una reliquia.
Se a scuola ci insegnavano a scrivere, parallelamente i maestri facevano nascere anche la voglia di leggere, ci facevano capire il bello dei libri, ma anche il bello della scrittura. Almeno, per me era così.
I gruppi. Allora non si chiamavano, come si fa oggi per qualunque cosa “laboratori” ma gruppi. Si poteva scegliere a quale partecipare, c'era quello in cui si lavorava il legno, quello di ceramica, di disegno, di danza (scrivo quelli che ricordo). Erano gruppi in cui noi bambini imparavamo a liberare la fantasia, a creare, a dar vita a qualcosa che fino a quel momento era solo nella nostra immaginazione.
Per tutti questi motivi, e per molti altri, i maestri sono quelli che per primi stimolano a leggere, a scrivere, a provare il piacere di fare un tema, a scrivere anche da soli cose che ci passano per la mente, proprio grazie all'utilizzo della fantasia. Per questo è importante restare sempre un po' bambini, trovare un posto dove conservare un po' di quella magia. 
Io personalmente devo dire grazie ai miei maestri Ida, Ernesto, Gigi, Nives, Maurizia e ad altri che si sono succeduti per tutto questo. Allora a me, che ero alta un tappo di sughero, parevano dei giganti mentre leggevano storie, raccontavano, spiegavano come creare un oggetto. So che l'amore per i libri l'ho imparato anche a scuola, un posto dove a volte accadono cose magiche: una volta, per dire, mi capitò di vedere una mongolfiera colorata fuori dalla finestra. 
Spero che tutti possano provare la magia dei libri, delle storie, di un racconto, di un disegno colorato. Spero che tutti possano conservare in sé un pezzetto di storie, di ricordi, dei bambini che sono stati e a lasciar volare la fantasia, come volò, quel giorno la mongolfiera.



Lara Zavatteri
Classe 1980, vive e lavora nel paese di Mezzana in val di Sole (Trentino). Iscritta all'Ordine nell'elenco dei pubblicisti dal 2000, scrive articoli di cultura, ambiente e attualità locale. È anche blogger e autrice di libri.
Guardando le stelle, Un cane di nome Giuliano, Risparmia Subito!Amici per sempreCuor di Corteccia, Sopravvissuti, Youcanprint.
Reset, Photocity.it.
La strada di casa, Edizioni del Faro.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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