• Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scritri della accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto

In primo piano

Le recensioni di Elia Spinelli: "Il Ponte delle Vivene " di Davide Dotto


 "Il Ponte delle Vivene " di Davide Dotto, CIESSE Edizioni, 2015.

Il fatto che l’autore di questo straordinario romanzo storico sia Dotto è esplicitamente indicato nella copertina, ma per capire quanto lo sia anche con la “d” minuscola è sufficiente leggere l’incipit:

“Valchiusa era così nominata non per via dei monti che le sbarravano la strada, ma per le acque del Chiese che le scorrevano intorno. Il fiume avanzava, scorreva per poi riaffiorare all’improvviso allo sguardo poco più in là. Esso si accostava a lunghe file di boschi che si infittivano man mano che si saliva, rincorreva le scarpate in un vivo contrasto di pianure e giogaie, di valli e alture, di lì proseguiva imperterrito fino a gettarsi tra le acque dell’Idro, nella piana di Storo.”

Romanzo storico e fantastico. Quasi un ossimoro. Come si possono amalgamare verità storica e magia? Eppure, Dotto ci riesce benissimo. Sembra quasi che per rendere veritiera la sua storia sia salito a bordo del suo tardis, andandosi a consultare con i maestri della letteratura italiana dell’Ottocento.
Storia di donne. Vincenzina, Giuseppina, Gisella, Marlena, Zoe. Donne ammaliate dal fascino suadente del mantello della Vivena, figure che si muovono sullo sfondo di un secolo di cambiamenti.
Ma la vera protagonista è lei, la Vivena. Essa rappresenta il tempo, ma un tempo che anziché percorrere il suo perenne moto rettilineo, si piega su se stesso fino a far coincidere inizio e fine, nascita e morte.
La sua presenza, che domina la Valle, si erge a difesa della sua memoria, a sostegno del senso di appartenenza dei suoi abitanti, a tutela del Creato. Ma alla fine anch’essa geme, costretta ad arrendersi all’imperversare dell’intelligente idiozia umana che, con la sua mania autodistruttiva, è capace di devastare tanto il materiale quanto il trascendente.
Nel leggere questo romanzo ho provato ammirazione, invidia e rabbia. Ammirazione e invidia, due facce della stessa medaglia, suscitate dalla padronanza della lingua e dal modo educato e delicato di esporre la narrazione. La rabbia, invece, è alimentata dal fatto che esposte in bella vista nelle librerie di paesi e città, continuo a vedere castronerie di calciatori e altri personaggi del jet set, mentre un’opera meritevole come questa reclama vanamente il proprio spazio.
Per fortuna ci sono le piccole case editrici che ancora danno voce agli autori esordienti, altrimenti, “Il ponte delle Vivene” sarebbe ancora chiuso in un cassetto dell’autore. Ci vuole pazienza. E Dotto ne è dotato, visto i sette anni di minuziose ricerche che gli sono stati necessari per completare la sua opera, per cui, diamo tempo al tempo e… se son rose fioriranno.


XIX secolo. Valchiusa è un paese sperduto della Valle del Chiese. Un antico castello incastonato nella roccia ne domina la piazza, mentre lo strapiombo sul retro è attraversato da un ponte di corda pencolante.
Da secoli i montanari convivono con la Vivena, spirito ineffabile che ha membra e tratto di donna, memoria e destino della valle. Non sarà facile per Giuseppina, proveniente dalle campagne trevigiane, integrarsi in un mondo di cui non conosce le tradizioni. Sposata da anni con Oreste, sente la mancanza di un figlio che la leghi per sempre a luoghi così nuovi per lei. Non esiterà a incalzare la Vivena per ottenere la tanto agognata grazia.
Imparerà a sue spese che, se la Vivena è capace di grandi slanci d’amore nei confronti della comunità cui dà protezione, non esiterà a pretendere, a tempo debito, il prezzo di quanto accordato.



di Davide Dotto | CIESSE Edizioni | Romanzo storico, fantastico  
ISBN 978-88-6307-654-7 | ebook 4,49€ Amazon | cartaceo 12,75€



Elia Spinelli
Elia Spinelli è nato nel 1967 e vive a Buonabitacolo (SA) con la moglie e i suoi due figli. Si occupa di consulenza nel settore dei serramenti.
“Il Riparatore" è il suo romanzo d'esordio.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
    Commenta con Blogger
    Commenta con Facebook

0 commenti:

Posta un commento

Ti siamo davvero riconoscenti per il tempo che ci hai dedicato. Se sei stato bene in nostra compagnia, perché non ci lasci un commento o ci offri un caffè? Grazie!

Breaking News

Dal nostro archivio

La Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze, per dire basta alle spose bambine, una rivoluzione (arancione) necessaria, di Stefania Bergo

Oggi si celebra in tutto il mondo la V Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze . Una giornata di sensibilizzazione, per il d...