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In primo piano

[Inediti d'autore] Racconto: "Ammazzare Dave non è poi così difficile" di Giulia Mastrantoni


AMMAZZARE DAVE NON È POI COSÌ DIFFICILE

«Oggi pomeriggio ho l’autopsia», annunciò orgoglioso.
«Ah, sì? Chi sarà a farla?», gli rispose lei, mentre combatteva con il phon e i ricci castani.
«Boh. Penso il professore dell’altra volta...», e si stiracchiò soddisfatto.
Era bello, avere un amico iscritto a Chimica Forense, pensò lei. Eh, sì, era proprio... e un lampo di genio la colpì.
«Ma fammi capire una cosa... quindi se io decidessi di ammazzare una persona, tu potresti dirmi come non lasciare tracce sul corpo?», chiese, colpita improvvisamente dall’idea.
«Beh... non è mica così semplice. E poi, comunque, esiste anche la scena del delitto», replicò lui.
«Ma tu sai come truccare anche quella?», insistette lei.
«Truccare? Non penso sia un termine adatto... ma poi io non potrei, devo essere dalla parte della legge», biascicò pensieroso. Il suo sguardo, tuttavia, diceva che ci stava riflettendo.
L’amica lo fissò. Ombre nere più che eloquenti avevano preso a danzare negli occhi nocciola dell’amico. Quella coreografia di tentazione e peccato le piacque. Lui alzò gli occhi e incrociò quelli di lei.

«Guarda che dovresti cancellare un sacco di prove...», le disse.

«So già come fare», rispose di slancio. «Sarà facile, andrà tutto bene».
«Ci sono le telecamere, in alcuni punti della città...», continuò il ragazzo.
«So già come fare», ripeté lei.
Si guardarono negli occhi. E il patto fu silenziosamente sancito. Dave sarebbe morto. Lei sorrise dell’idea.
Quel ragazzo, che ne aveva usate e spezzate sin troppe, di vite, avrebbe perso la sua, in un'impari resa dei conti. La sua sola morte, infatti, pensò lei, non avrebbe mai potuto ripagarla di tutto quello che aveva passato per causa di quel rifiuto umano. Non avrebbe ripagato né lei, né tutte le altre ragazze che erano finite nelle sue grinfie. Ma sarebbe stato sicuramente un modo gradito di addolcirsi la vita, per tutte loro.
Pensò allo sguardo soddisfatto, indifferente e strafottente di Dave. E chiamò il suo amico spacciatore. Dave sarebbe morto per della roba tagliata male. Organizzò meticolosamente tutto ciò che c’era da organizzare. E sentì un’ondata di gioia entrarle dentro, prepotentemente, violentemente, insistentemente. Un po’ come ci era entrato lui. Pregustò l’odore di morte e si sentì finalmente in pace. La violenza sarebbe stata ripagata con la violenza.



Giulia Mastrantoni
Da quattro anni collaboro all’inserto Scuola del Messaggero Veneto, scrivo per il mash up online SugarPulp e per la rivista dell’Università di Trieste Sconfinare.
Dopo aver trascorso un periodo in Inghilterra, ho iniziato un periodo di studi in Canada, ma, dovunque sia, scrivo.
Misteri di una notte d’estate, edito da Edizioni Montag, è la mia prima antologia di racconti.
One Little Girl – From Italy to Canada, eBook selfpublished.
Veronica è mia, Pensi Edizioni.

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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