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"Acuto" di Carla Magnani, recensione di Paola Casadei


"Acuto" di Carla Magnani, Gilgamesh Edizioni, 2015, una storia di forza e di coraggio tutta al femminile.


Acuto è il primo romanzo di Carla Magnani, ma non la prima cosa che scrive. E si vede.
La storia si svolge ai tempi nostri, ma con rimandi al passato e in particolare al periodo dal 1968 al 1972, denso di avvenimenti significativi per il mondo intero. 
L’Italia è vista nella sua partecipazione agli eventi che partono dal famoso maggio '68, attraverso la lotta studentesca di un gruppo dell’università di Pisa, dove il Movimento Studentesco, le lotte sindacali e gruppi extraparlamentari sono ben radicati e decisi a rivendicare un ruolo di primo piano nel cambiamento del panorama politico-sociale della nazione.
Elisa, ormai nonna, appartenente a una famiglia borghese-benestante di un piccolo paese, ha da sempre impostato la sua vita in modo da evitare ogni coinvolgimento che rappresenti un pericolo al suo bisogno di tranquillità. Sceglie di non lasciarsi andare alle forti emozioni, cerca di evitare ogni cambiamento (“Lo sai che io non credo nei cambiamenti. Non li voglio” dice alla sorella): anela solo al mantenimento di uno status quo a garanzia di una piatta, ma serena esistenza.
Il modo che ha scelto da sempre per assicurarsi quell’immobilità per lei così vitale è delegare gli altri, dapprima il padre e successivamente il coniuge, con il quale ha instaurato un rapporto tranquillo, di lealtà e rispetto, senza traccia di passione.

L’inizio dell’estate trova Elisa nella casa al mare insieme ad alcuni componenti della famiglia. Sua sorella Ester, di due anni più giovane, è negli Stati Uniti per lavoro. Sarà proprio quest’ultima, con una breve telefonata, nella prima pagina del romanzo, a sconvolgerle la vita, mettendola di fronte a una richiesta che prevede unin tempi brevi: Marco, il suo amore degli anni universitari, da tempo residente in Florida, ha pochi mesi di vita e ha espresso, come ultimo desiderio, quello di poterla incontrare. E lei - che ha rinunciato a diventare una concertista per evitare il giudizio del pubblico, che ha una paura folle di volare, che ha seguito per tutta la vita la volontà dei genitori, anche nella scelta del fidanzato, accettando di sposare non Marco, di un ceto sociale inferiore al suo e meno gradito alla famiglia, ma Alberto - ora è sconvolta dalla prospettiva, ma alla fine decide in completa autonomia di partire e di mentire ai suoi. 
Ester, a cui la lega da sempre un forte affetto, non è certo il tipo da arrendersi con facilità. Un carattere, quello della sorella, ben diverso dal suo. Cocciuta, indipendente, favorevole ai cambiamenti, sempre pronta a combattere contro tutti pur di difendere le sue opinioni, tanto da troncare senza esitazioni il rapporto con il padre quando aveva abbracciato la causa sessantottina e cominciato a frequentare il movimento studentesco, di cui Marco era un leader. Aveva vissuto con fervore quella stagione, cogliendone frutti e amarezze. Un aborto deciso in nome della libertà sua e del compagno aveva convinto Ester a evitare qualsiasi rapporto amoroso duraturo. La laurea e il lavoro a cui si era dedicata con impegno l’avevano vista diventare una perfetta manager.
Elisa dunque decide di vedere Marco. Appena a destinazione Ester le fa da guida fino all’incontro con lui. Riaffiorano i ricordi di quegli anni e della loro storia che sembrava dimenticata. Con i ricordi, ritornano anche le emozioni più belle e i chiarimenti. Tre giorni molto intensi bastano a Elisa per scoprirsi una donna nuova, arricchita interiormente, pronta ad affrontare il futuro in modo diverso.
Anche se Marco non potrà sottrarsi al suo destino, lei avrà ormai la percezione chiara che non lo perderà mai e lo porterà sempre in sé, in una realizzazione personale che offrirà a se stessa e ai suoi cari l’immagine di una donna finalmente completa e consapevole.
Il lessico è impeccabile, preciso, corretto, si adatta perfettamente al racconto di una donna ormai nonna, al suo ceto sociale, ma viene adattato ai vari momenti storici a cui è riferito e ai diversi personaggi. Elisa non potrebbe mai dire le parolacce che vengono messe in bocca alla sorella Ester, che ha un linguaggio molto più acceso e dimostra il suo carattere ribelle e impetuoso in ogni occasione. 
Molto interessante il punto di vista di una donna, Elisa, ormai di una certa età, che rivede e ci illustra le vicende legate al periodo del ’68 e degli anni Settanta: è la storia di una vita intensa tutta al femminile che attraversa gli anni dal ’68 fino a oggi. Ho trovato interessante leggere il racconto di vicende e drammi di persone di cui ho sentito narrare in maniera indiretta e incompleta da genitori o nonni: Adriano Sofri, la strage di Piazza Fontana, Pietro Valpreda e Giuseppe Pinelli, Gian Giacomo Feltrinelli, Franco Serantini, Luigi Calabresi.
È affascinante il modo di raccontare dell’autrice, che permette di rivivere momenti della “storia” del nostro Paese. È commovente il ritratto di Elisa e Marco, che si sono ritrovati grazie alla malattia di lui, che passeggiano in riva al mare, passione che li ha sempre accomunati, che si tengono per mano e si amano di un amore profondo che il tempo non ha scalfito. Si raccontano le proprie vite sulle spiagge di Orlando e la prima notte fanno l’amore, quasi mezzo secolo dopo. Quella donna che rifiutava la trasgressione e il mutamento, vive fino in fondo questa esperienza e piange tutte le ultime lacrime possibili sulla loro storia prima di rientrare a casa, tra i suoi cari, rafforzata e resa più appassionata e forte.
Un’ottima opera prima. Lo consiglio.

ACUTO 
di Carla Magnani
Gilgamesh Edizioni
Narrativa
ISBN 978-88-6867-084-9
cartaceo 7,00€ | Acquista 
ebook 4,99€ | Acquista

Elisa ha una vita invidiabile, tranquilla, avvolta dalle granitiche certezze che è riuscita a costruirsi negli anni. 
Ma una telefonata da oltreoceano cambia tutte le carte in tavola. 
Elisa è costretta a fronteggiare un passato che pensava di aver sepolto, gli anni dell'università, il Sessantotto a Pisa e… Marco. Dopo aver affrontato le sue più grandi paure, la protagonista sarà davvero pronta a mollare il salvagente e lasciarsi trasportare dalla corrente?
Una storia di forza e di coraggio tutta al femminile, dagli anni Settanta ad oggi.






Paola Casadei
In origine farmacista e direttore tecnico di laboratorio omeopatico, ha lasciato Forlì per trasferirsi prima a Roma, poi a Montpellier, quindi per dodici meravigliosi anni in Africa (otto in Sudafrica e quattro in Mozambico), dove ha insegnato musica e italiano. Ora risiede a Montpellier con la famiglia.
L'elefante è già in valigia, Lettere Animate Editore.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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