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In primo piano

[Teen] "Il Fu Mattia Pascal in poche parole" di Davide Morosinotto, recensione di Ilaria Biondi


"Il Fu Mattia Pascal in poche parole" di Davide Morosinotto, Einaudi Ragazzi, 2016. La nuova collana per avvicinare i giovani ai classici.

Il Fu Mattia Pascal, celebre romanzo di Luigi Pirandello, uno dei maestri indiscussi della letteratura italiana del Novecento, fu pubblicato dapprima a puntate sulla rivista “Nuova Antologia” nel 1904 e nel corso dello stesso anno fu dato alle stampe in volume per i tipi dell’editore Treves.
È il racconto retrospettivo, narrato in prima persona, della vicenda bislacca e surreale occorsa al protagonista, il Mattia Pascal che dà il titolo alla storia. Con un lungo flash-back egli ci fa conoscere le vicissitudini personali e della propria famiglia, dalla perdita del padre alla rovina economica, che lo costringe ad accettare il noioso impiego di bibliotecario nel piccolo (e immaginario) paese ligure di Miragno, al matrimonio burrascoso con Romilda, dal quale nascono due gemelline, al doloroso precipitare degli eventi che si abbatte sul suo capo come colpo d’accetta: in seguito alla morte delle figlie neonate e dell’anziana madre, egli fugge di casa in preda a un dolore incontenibile, con l’intento di imbarcarsi per l’America. 
La strada lo porta però a fermarsi a Nizza e di qui a Montecarlo, dove gioca al casinò e vince una somma cospicua. Il fortunato evento lo induce a interrompere la sua “evasione” e a tornare sui suoi passi. Durante il viaggio egli apprende però una notizia paradossale, che gli fa cambiare idea: la moglie lo avrebbe riconosciuto nel cadavere di un suicida rivenuto nei pressi della vecchia proprietà di famiglia! Mattia Pascal, sulle prime perplesso e incredulo, pensa poi bene di cogliere l’occasione per assumere una nuova identità e cominciare una nuova vita con il nome di Adriano Meis, staccandosi così definitivamente da una situazione matrimoniale opprimente e da un’esistenza insoddisfacente. 
Dopo un solitario peregrinare in giro per l’Europa, egli giunge a Torino poi a Roma, dove conosce una giovane donna di cui si innamora, Adriana, che non può sposare benché lo desideri ardentemente perché è privo di documenti che ne comprovino l’identità. Questo nuovo fallimento lo induce a constatare con dolente amarezza quanto la tanto agognata libertà e l’ideale di felicità ad essa collegato siano fallaci
Esce dunque di scena un’altra volta, spogliandosi delle vesti di Adriano Meis (facendo credere ad una morte per annegamento) per rivestire di nuovo i panni di Mattia Pascal, senza rendersi conto che a Miragno nel frattempo la vita è andata avanti senza di lui: la moglie si è risposata e ha avuto un bambino, il suo lavoro è stato affidato a un altro, i compaesani gli passano accanto indifferenti senza riconoscerlo. A lui non rimane nulla, nemmeno il proprio nome. Trascorre pertanto i suoi giorni da reietto, rifugiandosi nel silenzio della biblioteca dove stende senza troppa convinzione il suo triste memoriale e portando fiori, di tanto in tanto, alla tomba su cui è impresso il nome di Mattia Pascal.

Il Fu Mattia Pascal è un capolavoro di grande originalità contenutistica e stilistica.

Scardina con coraggio stilemi e procedure tradizionali, mescolando sapientemente ingredienti tragici e comici con contenuti filosofici e affidandosi al punto di vista soggettivo e fortemente relativistico di un narratore che implicitamente invita il lettore a dubitare della propria affidabilità (in contrapposizione alla “poetica del vero” tipica del narratore ottocentesco).
Un’opera densa e complessa che immette sulla scena letteraria d’inizio Novecento la figura dell’antieroe e le problematiche legate all’alienazione, alla scissione e allo sfaldamento della personalità che l’uomo moderno vive e sperimenta con lacerazione. Un romanzo che si confronta con la questione della ricerca di identità e della libertà interiore, dell’insanabile dicotomia tra essere e apparire, offrendo una non-soluzione, una risposta in negativo: Mattia passa da un’identità all’altra nell’illusione di riuscire a sottrarsi a un’esistenza gretta che non gli corrisponde, ma il suo è un percorso fallimentare e illusorio che finisce soltanto con l’acuire in lui il senso di precarietà e incertezza, lo conduce allo straniamento da se stesso (guardarsi vivere da fuori) e gli mostra impietosamente la vita in tutto il suo drammatico non-senso.


Davide Morosinotto si misura con esiti brillanti nella non facile impresa di riscrivere questo Classico Moderno per renderlo maggiormente fruibile al lettore non adulto, senza snaturare il testo né piegarlo a forzature artificiose. 

Morosinotto, in quanto autore di libri per ragazzi che ben conosce i ferri del mestiere e le esigenze del destinatario, sa con delicatezza e maestria “adattare” Forma e Contenuto alla sensibilità del pubblico giovane al quale il “nuovo testo” è indirizzato e per il quale è stato pensato. 
Per rendere l’opera di più agevole lettura da un punto di vista della trama, egli ha proceduto ad una necessaria condensazione degli eventi narrati, operazione condotta con attenzione, scrupolo e rispetto, in modo da conservare gli elementi cruciali della storia e i numerosi, coloriti personaggi che in essa intervengono (sono state ridotte le sezioni dal sapore più prettamente filosofico, contenute ad esempio nelle due premesse in apertura di romanzo e nell’avvertenza finale, suscettibili di rendere difficoltosa la comprensione, così come le citazioni a carattere poetico, posso supporre per conferire maggiore scorrevolezza al testo). 
L’altro intervento significativo, coerente con questa strategia di riscrittura che aspira a potenziare l’accessibilità del testo originale, consiste nell’ammodernamento della lingua, che si spoglia in parte della sua patina d’inizio Novecento per avvicinarsi maggiormente, anche a livello di ortografia, a quella del giovane lettore (rispettando in questo, a mio parere, gli intenti dello stesso Pirandello, che ha volutamente utilizzato un linguaggio capace di ridurre le distanze tra scritto e parlato, inseguendo l’obiettivo di chiarezza comunicativa), pur senza rinunciare ad una cura estrema dello stile, ad un registro alto, a uno stile raffinato, che fa ricorso sovente a lemmi ricercati o comunque non di uso comune, come a ribadire, implicitamente, che quello che si sta leggendo è un testo che si rifà ad uno dei capolavori della nostra tradizione letteraria e che è, esso stesso, in quanto riscrittura d’autore, un’opera dall’innegabile valore artistico.
Si vedano, a titolo di esempio, queste poche righe nelle quali il protagonista introduce la figura del padre:
Ho detto troppo presto, in principio, che ho conosciuto mio padre. Non l'ho conosciuto. Avevo quattr'anni e mezzo quand'egli morì. Andato con un suo trabaccolo in Corsica, per certi negozii che vi faceva, non tornò più, ucciso da una perniciosa, in tre giorni, a trentotto anni. Lasciò tuttavia nell'agiatezza la moglie e i due figli: Mattia (che sarei io, e fui) e Roberto, maggiore di me di due anni.(Pirandello)
Mio padre morí quando avevo quattro anni e mezzo. Un giorno se ne andò in Corsica per un affare e non tornò mai piú, stroncato da una febbre che lo uccise in soli tre giorni. Aveva trentotto anni, una moglie, e due figli: Roberto, il maggiore, e Mattia, che sarei io (e fui).(Morosinotto)

Mi preme attirare l’attenzione sulla quarta di copertina del volume, sulle parole che indirettamente indicano gli intenti di questa collana ("In poche parole", la nuova collana di Einaudi Ragazzi). 

E che personalmente accolgo e saluto con gratitudine e profondo senso di apprezzamento:
In poche parole. Per appassionarsi ai grandi classici della letteratura prima ancora di averli letti. Con saggezza e onestà intellettuale l’editore, che si affida a scrittori che frequentano con professionalità la letteratura per ragazzi e che pertanto ne conoscono meccanismi e bisogni specifici, propone non già “facili” compendi che si vogliano sostituire in qualche modo all’originale, bensì riscritture degli stessi che mirano a sollecitare e stuzzicare nel giovane destinatario la lettura dei grandi classici PRIMA che egli ne affronti la lettura “vera e propria”, sul testo originale
Come a dire: cerchiamo di farvi apprezzare, spianandovi la strada il più possibile, i grandi testi della letteratura mondiale, con la speranza e l’augurio che, quando vi sentirete pronti e maturi per farlo, potrete spiccare il volo da soli e immergervi nelle loro pagine con entusiasmo e curiosità, ammirandone tutta la ricchezza e complessità. Una sorta di trampolino di lancio, che prende il lettore per mano, lo rassicura e lo invita a non avere paura di tuffarsi, perché l’acqua può apparire buia e profonda, ma se la si affronta con cuore sereno e con gioioso spirito di esplorazione, essa può celare tesori di vivido e inimmaginabile splendore.

Il Fu Mattia Pascal in poche parole

«Non mi piacciono i libri».
Così dice (il fu) Mattia Pascal all’inizio di questo racconto, mettendo subito in chiaro a chi si rivolge. A quelli che magari non hanno ancora scoperto Pirandello, o che ne conservano un ricordo confuso dai tempi della scuola. Molti pensano che questo sia un libro filosofico, invece è anche, e soprattutto, una commedia. E il suo protagonista è Fantozzi prima di Fantozzi: un furbo che finisce imbrogliato. Uno che mette incinta due donne, cerca di sposarne due e mezza, ma non riesce a farsi amare da nessuna. Uno “sfigato” a cui vanno tutte storte. E che però ha il coraggio di prendersi in giro, e far ridere il lettore.







di Davide Morosinotto | Einaudi | Young adult, Narrativa 12+
ISBN 9788866563143 | cartaceo 8,00€ Acquista


Ilaria Biondi
Laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Bologna. Durante il Dottorato di Ricerca in Letterature Comparate vive per lunghi periodi in Francia. Si occupa di traduzione letteraria e critica della traduzione, di letteratura francese e belga (in lingua francese) e letteratura tedesca dell’Ottocento. È appassionata di letteratura fantastica , science-fiction, letteratura al femminile, di viaggio, per l’infanzia e poesia.
Raymond Radiguet. Giovinezza perduta, eterna giovinezza, Delta Editrice.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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