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"Equazione di un amore" di Simona Sparaco, recensione di Stefania Bergo


"Equazione di un amore" di Simona Sparaco, Giunti, 2016, romance. Un amore che supera la distanza e il tempo, seguendo il destino. 

Non esistono leggi in amore, lo diceva anche Ferradini. Non è possibile descrivere un sentimento tanto complesso tramite un'equazione. Anche perché, le sfumature dell'amore sono talmente tante che le variabili della formula avrebbero troppi gradi di indeterminazione. Ma ci sono leggi fisiche affascinanti come quella dell’entanglement quantistico o correlazione a distanza (Entanglement quantistico, la fantasmatica azione a distanza, di Stefania Bergo), che possiamo romanticamente pensare siano applicabili alle persone (in realtà sappiamo non sia così...). Nella tradizione giapponese di parla di un filo rosso che lega le anime gemelle, io l'ho sempre definita semplice predestinazione: se è destino che due persone stiano insieme, o almeno si amino, gli eventi non potranno mai separarle davvero.

In questo romanzo, Simona Sparaco parla proprio di questo. Di un amore che sopravvive nel tempo alle mille deviazioni dell'esistenza, mai una linea retta, la maggior parte delle volte un insieme discreto di diramazioni e intersezioni.
La narrazione si apre con Lea, al presente, incastonata come un diamante prezioso in una vita patinata, nella Singapore tecnologica e proiettata al futuro dei giorni nostri. Eppure, il tempo quando tutto ha inizio è il passato. Un passato lontano, datato anni ottanta, lungo i corridoi di un liceo, quando un pessimo voto in matematica poteva compromettere un intero anno scolastico. Lea ha l'animo sensibile della scrittrice, l'abilità di una fumettista, il disordine interiore dell'artista. La matematica e la fisica, squadrate e precise, senza via di fuga o possibilità di diversa interpretazione, non fanno per lei. Sono invece la normalità per Giacomo, studente modello, dotato di raffinata intelligenza. A lui spetta il compito di aiutarla ad arrivare a fine anno senza rischiare la bocciatura.
Si conoscono a causa si un errore. Un errore di matematica. Niente a che vedere con gli errori del destino, anzi. Il destino li ha posti l'uno nella vita dell'altra, legandoli a filo doppio. Inesorabilmente. Per sempre.

«In fisica quantistica, se due particelle interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separate, non possono più essere descritte come due entità distinte, perché tutto quello che accade a una continua a influenzare il destino dell’altra. Anche ad anni luce di distanza.»

Quello che li divide è il velo di malinconia che un tragico evento ha lasciato addosso a Giacomo, un senso di colpa mai superato, un affetto strappato anzitempo che lo ha reso cinico: non vuole lasciar entrare l'amore e non vuole essere amato. Ma l'attrazione per Lea non riesce a negarla...
Nei loro primi incontri, Lea è adolescente, acerba. In lei già frullano le ali di mille farfalle, mentre Giacomo, più vecchio e forse già adulto da anni, non pensa altro che a far quadrare i conti e scovare errori nelle incomprensibili equazioni che cerca di spiegarle. Lui, che pare conoscere la scienza meglio dell'animo umano.
Si ritrovano casualmente all'università, lui giovane assistente del professore di corso, lei studentessa di lettere in piena fioritura. Un corpo sensuale e un intelletto vivace, un'attrattiva irresistibile per Giacomo che al sesso non sa rinunciare, ma all'amore sì.
Si perdono e si ritrovano di nuovo. Ora Giacomo lavora in una casa editrice. Consumano torridi pomeriggi in un angusto appartamento trasandato, giovani, disinibiti, a briglie sciolte. Fino all'epilogo deludente e dolente, la fine di una vacanza in Grecia che aveva il sapore insperato di un regalo d'amore, ma che si rivela, in realtà, una finestra greve sull'animo oscuro e tormentato di Giacomo, capace di fagocitare anche l'ingenuità, la dolcezza e i sentimenti puliti di Lea, piccolo passerotto caduto da un nido posto troppo in alto.
A raccogliere i cocci di Lea, Vittorio, che con dedizione e amore la ricostruisce, portandola lontano dall'Italia, in quella Singapore delle prime pagine. Un amore quasi formale, educato, raffinato, immerso nell'aria pesante di sfacciata ricchezza di una città artificiosa.
Ma il destino, o entanglement che dir si voglia, non accetta eccezioni, tutto segue un filo (rosso) che annoda Lea a Giacomo, stringendoli con un fiocco dalle nette sembianze dell'infinito. Il libro da lei scritto, "Diario di un'expat", e soprattutto quello mai scritto di Giacomo, "Destino di due particelle quantiche", segneranno curiosamente l'epilogo del loro amore, quello definitivo.

La scrittura della Sparaco convince, sia che descriva scene di passione, sia che parli di emozioni, timori sotto pelle o profondi come solchi che arrivano all'osso. Da ingegnere, quindi già avvezza a certi argomenti, mi è piaciuto molto l'intreccio tra fisica e legami sentimentali, l'idea originale di spiegare l'amore con un fenomeno quantistico, l'abilità nel descrivere con la stessa disinvoltura due emisferi apparentemente contrapposti.
Il finale è tutto da leggere, imprevisto, così come lo sono, spesso, gli eventi che costellano la vita.
Personalmente mi sono identificata in Lea, non tanto per il carattere, quanto per il suo amore inesorabile per Giacomo, spirito libero che fa di tutto per scrollarsi di dosso il sentimento scomodo della sua bella, evitando però accuratamente di perdersi, così, anche la passione. Più di qualche volta avrei voluto entrare nelle pagine di "Equazione di un amore" per scuoterla, per dirle, da amica, di aprire gli occhi. Ma avrei sbagliato, perché alla fine aveva ragione lei a credere in quell'amore. Perché un cerchio azzurro sulla mano ha la stessa continuità del simbolo dell'infinito e il legame indissolubile tra cuori che, a dispetto della volontà, si sono amati almeno per un istante, è spiegabile solo ammettendo che si tratti in realtà dello stesso cuore che batte in due diversi involucri. Non c'è scampo, quindi, nessuna possibilità d'errore. Come il risultato atteso di un'equazione matematica.

Singapore è una bolla luminosa a misura di gente privilegiata e Lea, che non indossa nemmeno un gioiello, ha lasciato Roma per vivere lì. Ha sposato un avvocato di successo che nel tempio finanziario del consumo ha trovato le sue soddisfazioni. Anche se a tratti è punta da una nota di malinconia, la ragione le dice che non avrebbe potuto fare scelta migliore: Vittorio è affidabile, ambizioso, ac­cudente. È un uomo che prende le cose di petto e aggiusta quello che non va; come quando ha raccolto lei, sotto la pioggia, un pomeriggio londinese di tanti anni prima. Al cuore di Lea invece basta pochissimo per confondersi: l’immagine di un ragazzino introverso, curvo su una scrivania a darle ripetizioni di matematica. Si chiama Giacomo e Lea non ha mai smesso di pensare a lui. L’alunno più brillante, il professore più corteggiato, l’amante passionale, l’uomo codardo. Lea sa bene che deve stargli lontano, perché Giacomo può farle male: c’è un’ombra in lui, qualcosa che le sfugge, ma che lentamente lo divora.
Quando una piccola casa editrice accoglie il romanzo che ha scritto, Lea è costretta a tornare a Roma, e ogni proposito crolla. Il passato con tutta la sua prepotenza li travolge ancora una volta, con maggior violenza e pericolo. Secondo i principi della fisica che Giacomo le ha insegnato, nulla può separare due particelle quantiche una volta che sono entrate in contatto. Saranno legate per sempre, anche se procedono su strade diverse, lontane e imprevedibili.
Un romanzo che lascia senza fiato. Una storia appassionante e poetica, carica di emozione e colpi di scena. Una riflessione a tutto tondo sull'amore e sul destino, da una delle scrittrici più forti e amate della narrativa contemporanea.

di Simona Sparaco | Giunti Romance
ISBN 9788899479022 | ebook 5,99€  Acquista | cartaceo 13,50€



Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, 0111Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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